Storytelling politico, l’abito è il messaggio. I consigli della stylist Paola Farina

da | 2 Set 2022 | Abbigliamento

Le elezioni non sono mai solo una questione di programmi. Trump, Biden e Salvini ci dicono che lo storytelling politico è anche una questione di immagine.

Storytelling politico

Vi ricordate il dibattito televisivo tra John Fitzgerald Kennedy (giovane-abbronzato-affascinante) e un Richard Nixon malconcio e affaticato da una malattia?

Correva l’anno 1960 e i due si affrontavano per le presidenziali. Il pubblico televisivo si schiera per Kennedy e lo incorona vincitore, del dibattito e delle successive elezioni, a scapito del suo avversario politico che ottiene consensi tra chi, quel dibattito, l’ha seguito in radio(1).

L’insegnamento, spiega la personal stylist e consulente d’immagine Paola Farina, è semplice: l’aspetto estetico conta.

La comunicazione politica passa attraverso molteplici fattori: sedurre gli elettori, confondere i detrattori, far capire qualcosa di sé già da una prima rapida occhiata attraverso l’abbigliamento.

In America è prassi consolidata che le figure pubbliche si avvalgano della consulenza di esperti di immagine, in Italia meno.

 

CRAXI, BERLUSCONI E IL MARKETING POLITICO

Negli anni ’80 fece scalpore la decisione del Partito Socialista Italiano di assumere un’agenzia pubblicitaria per catalizzare l’attenzione intorno alla figura del leader, Craxi. In Italia la liaison tra politica, immagine e marketing, continua la stylist, raggiunge il suo apice nel 1994, con la “discesa in campo” del self-made man Silvio Berlusconi(2).

Berlusconi parte con l’esibizione di giacche doppiopetto, per arrivare a una grottesca sfilata di capi inverosimili: la bandana bianca, gli occhiali avvolgenti e il casco da carpentiere del 2001, quando si cala nel ruolo del “presidente operaio”.

 

La comunicazione politica passa anche attraverso l’abbigliamento, raggiungendo a volte livelli quasi caricaturali.

MATTEO RENZI, SANNA MARIN E I MILLENNIAL

Archiviato Berlusconi, il nuovo che avanza rivoluziona anche il guardaroba.

Matteo Renzi, per le primarie del centrosinistra del 2012, offre un’immagine di sé antitetica a quella dei suoi anni come sindaco di Firenze.

Abbandonato il look da “impiegato modello”, Renzi rottama la vecchia politica in maniche di camicia e prova ad azzerare le distanze con l’elettorato giovane sfoggiando in diverse occasioni un giubbotto di pelle.

Nel caso di Matteo Renzi, sottolinea Paola Farina, il tentativo di avvicinarsi a un elettorato giovane è maldestro.

Sanna Marin, la giovane e agguerrita premier finlandese, è invece un esempio di comunicazione a un target giovane ben riuscita.

Riga laterale, sopracciglia sottili, trucco leggero, outfit basici, quasi monastici, ne fanno una figura politica credibile e autorevole, nella quale però i Millennial riescono a identificarsi, sia per lo stile che per i contenuti.

Un altro esempio che funziona è rappresentato dal Premier Mario Draghi e dal Presidente Zelensky.

Il primo, classico e rigoroso, rinforza la sua credibilità e autorevolezza attraverso l’abbigliamento. Di riflesso ne beneficia l’immagine di un intero paese, lo spread scende e l’economia galoppa.

Il secondo è il presidente che ogni cittadino europeo vorrebbe. In mimetica e anfibi ha mostrato il vero volto del Cremlino(3) e cosa significhi essere un leader.

 

TRUMP E BIDEN, DUE STILI A CONFRONTO

Il match tra l’ex presidente e l’attuale coinquilino della Casa Bianca è avvincente. I politici americani, continua la personal stylist, sembrano avere un rispetto maggiore del decoro e delle istituzioni e padroneggiano meglio le sottili leve del marketing politico.

La loro è una battaglia a colpi di cravatta: blu per tranquillizzare, rossa per arringare, gialla per ammaliare, verde per dare speranza.

Una cravatta per ogni occasione? Sì, prosegue l’esperta di stile, in Italia Matteo Salvini ha declinato a modo suo l’input americano: felpe per tutti i luoghi e tutti gli elettori.

Purtroppo con esiti tragicomici, come quando, in visita a un centro per il sostegno ai profughi ucraini, venne respinto dal sindaco polacco Wojciech Bukan.

Galeotta, in quell’occasione, fu una maglietta con l’effige di Putin sfoggiata anni addietro proprio da Salvini.

 

(1) Fonte: https://www.youtube.com/watch?v=gbrcRKqLSRw

(2) Fonte: Vandelli, V. (2016), Silvio Berlusconi’s Italy: a portrait of the country and its godfather, CreateSpace Independent Publishing Platform.

(3) Fonte: Urban, A. L, (2022), Zelensky: The Unlikely Ukrainian Hero Who Defied Putin and United the World, Regnery Publishing.

Paola Farina
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