Lo stile delle First Lady, come essere autorevoli in poche mosse

da | 6 Ott 2022 | Abbigliamento

L’abbigliamento influenza la percezione e il giudizio che gli altri hanno di noi. La stylist spiega le scelte di stile e gli errori delle signore della politica, da Angela Merkel a Giorgia Meloni.

 

Nel corso degli anni sono state condotte numerose ricerche che hanno dimostrato quanto l’abbigliamento influenzi la percezione che abbiamo di noi stessi e la percezione che gli altri hanno di noi. Uno studio molto interessante è quello della Professoressa Karen Pine dell’Università di Hertfordshire(1).

Dopo avere fatto indossare una maglietta di Superman, Pine ha scoperto che non solo i ragazzi si sentivano più forti ed attraenti, ma riscontravano un effettivo aumento delle loro prestazioni fisiche. Questi risultati dipenderebbero dall’effetto Priming, un processo mentale attraverso cui le nostre percezioni vengono influenzate dal significato simbolico che inconsciamente associamo ad uno stimolo sensoriale.

In questo caso la figura di Superman, con tutto l’immaginario associato, trasmette un’idea di forza e di alte prestazioni fisiche. Questi simboli funzionano perfettamente anche all’interno del nostro personale microcosmo, ad esempio quando cogliamo negli altri qualcosa che ci ricorda noi stessi.

La ricerca “Social benefits of luxury brands as costly signals of wealth and status”, pubblicata sulla rivista Evolution and Human Behaviour(2), attesta che chi veste in modo appropriato al contesto e al messaggio che desidera inviare, suscita maggiore attenzione e benevolenza da parte della sua audience.

 

 ABBIGLIAMENTO E REALPOLITIK

Non stupisce quindi che tra stile e potere intercorra un rapporto strettissimo e che le donne, in politica, siano delle pedine fondamentali sullo scacchiere del marketing e della comunicazione. Il trucco, gli accessori, il colore di un capo diventano espressione tangibile di idee politiche ben precise.

Da una parte, quello che viene definito come “power dressing” si fa carico di affermare l’autorità della donna attraverso le sue scelte estetiche. Dall’altra, l’abbigliamento favorisce la costruzione di un solido storytelling politico, capace di affermare l’unicità di un’idea politica, per esempio mediante un vestiario eccentrico, o divenire portavoce di un nuovo inizio attraverso un completo castigato e un trucco leggero.

Fino a qualche tempo fa, spiega la personal stylist e consulente d’immagine Paola Farina, per essere autorevole e credibile, una donna non doveva fare altro che imitare gli uomini (anche nel guardaroba). Pensiamo per esempio ad Angela Merkel, strenua sostenitrice dell’austerity anche nel modo di vestire, o a Hillary Clinton e Condoleezza Rice.

C’è un rapporto strettissimo tra stile e politica. Pensiamo per esempio al tailleur, da sempre imparentato con i centri del potere.

 

IL DIFFICILE LAVORO DI ESSERE FIRST LADY

Theresa May, continua la stylist, va il merito di avere dato una sferzata di modernità all’abito istituzionale per eccellenza: il tailleur. In un desolante panorama monocromatico, ha introdotto fantasie, colori e dettagli eloquenti come le scarpe maculate, ricamate o con il tacco glitterato. A suo dire questi vezzi le consentivano di allentare la tensione anche durante gli incontri politici più difficili.

Essere First Lady è un altro modo di fare politica, pensiamo agli attacchi non troppo teneri di cui sono state vittime Carla Bruni, costretta a non indossare i tacchi per non sovrastare il marito, o Brigitte Macron, sempre attenta a non sottolineare il divario di età con il consorte.

Jill Biden, spiega la consulente d’immagine, è stata attaccata per una gonna corta e le calze a rete, Melania Trump per una giacca sahariana indossata durante un viaggio in Egitto, Letizia di Spagna e Kate Middleton per capi e accessori usati in più occasioni.

 

DALLA RIVOLUZIONE DI MICHELLE OBAMA ALLA RESTAURAZIONE DI TRUMP

Chi, invece, ha portato una ventata democratica anche nelle scelte di abbigliamento è stata, senza dubbio, Michelle Obama. Con i suoi colori sgargianti ha interrotto la tradizione delle tinte pastello inaugurata da Jacqueline Kennedy.

Con le sue scelte controcorrente ha dato visibilità a brand emergenti americani e creato un vero e proprio “effetto first lady” secondo cui, ad ogni apparizione in pubblico con un determinato capo o accessorio, la maison che lo aveva realizzato beneficiava di un sensibile aumento nelle vendite.

 

MICHELLE OBAMA

Una figura, quella di Michelle Obama, legata al concetto di empowerment femminile. Un’immagine solida e credibile nel suo messaggio di emancipazione perché indipendente dal marito, capace di veicolare idee nuove anche attraverso i vestiti, come la rottura con il passato, l’inclusione e l’apertura.

La restaurazione voluta da Trump ha portato con sé anche una first lady impeccabile nel suo essere distante dalla realtà, più simile al personaggio di una soap opera che a una donna reale.

Spesso però la stampa è prevenuta nei confronti di Melania e Ivanka Trump, spiega Paola Farina. Entrambe sono donne belle, sicure di sé e molto eleganti, abili a incarnare e sottolineare un certo tipo di messaggio politico che fa presa su un certo tipo di elettorato.

 

AOC E OLENA ZELENSKA: IL POTERE DELL’IMMAGINE

Tra le nuove leve, una menzione la meritano Alexandria Ocasio-Cortez, esponente del partito democratico e dei Millennials, e Olena Zelenska. La prima è una personalità politica forte e determinata, con una presenza costante sui social e un look fresco. Tutta la sua comunicazione politica veicola messaggi ben precisi, anche attraverso dettagli apparentemente innocui.

A cominciare dallo stile scelto per il suo debutto al Congresso: completo bianco, rossetto rosso e vistosi cerchi dorati ai lobi, vere e proprie citazioni di stile per manifestare la sua vicinanza alle donne di potere che l’hanno preceduta, dal giudice della Corte Suprema Sonia Sotomayor alla prima deputata di colore eletta nel 1968, Shirley Chisholm, fino a Hillary Clinton.

La first Lady Ucraina, invece, è insieme immagine di grande forza e fragilità. Si è trovata suo malgrado a divenire personaggio pubblico. Lady Zelenska ha saputo dare coraggio e unità a una nazione impaurita, anche scegliendo di promuovere attraverso la sua immagine giovani designer ucraini.

Le polemiche intorno al servizio su Vogue, continua Paola Farina, sono futili e pretestuose e dimostrano quanto poco riusciamo ad andare in profondità. Gli scatti di Annie Leibovitz sono potenti, bellissimi e tragici, ci mostrano i coniugi Zelensky come due esseri umani prima che come politici. E non è forse umanità e realismo che dovremmo pretendere dalla politica?

 

I CONSIGLI DELLA STYLIST PER ESSERE AUTOREVOLI

La vittoria di Giorgia Meloni mostra come buona parte della classe politica non sia riuscita a creare empatia e vicinanza con l’elettorato. In qualche modo la nuova Premier italiana ha saputo azzerare le distanze tra il Palazzo e i cittadini comuni.

Abbandonati i toni aggressivi e il look ruspante della prima ora, Giorgia ha virato decisa verso un rassicurante biondo miele, un make-up appena accennato e completi eleganti, ma senza eccessi.

La Meloni è consapevole che il mondo la guarda, pronto a coglierla in fallo. Si muove con astuzia, calibrando i passi, le parole e anche i look. Il suo non è più un partito di opposizione, ma un partito che ha bisogno dell’endorsement internazionale per portare avanti gli impegni elettorali.

Giorgia Meloni è l’esempio di come, lavorando sulla propria immagine, si possa apparire rassicuranti e autorevoli. Ecco i consigli della stylist da applicare nella vita di tutti i giorni:

1. Ci sono abiti che generano deferenza e rispetto, nella nostra cultura sono i completi classiciche associamo alle persone di successo e verso le quali difficilmente avremmo un atteggiamento diffidente. Questo accade perché l’osservatore riconosce un senso di superiorità in chi ha di fronte e, di conseguenza, scatta l’assenso nei suoi confronti. È qualcosa che impariamo da piccoli.

2. I colori scuri (blu, nero, grigio) comunicano il potere e l’autorevolezza. Se abbiamo in programma incontri importanti è meglio evitare le nuance pastello, piccoli tocchi di colore possono però essere inseriti per ammorbidire l’immagine nel suo insieme. Il beige è un colore che favorisce la comunicazione e l’apertura, perfetto se abbiamo di fronte interlocutori ostici. Il bianco è il colore del rigore e dell’ordine mentale, ideale se vogliamo apparire organizzati. I colori vitaminici infondono allegria e vitalità, sono i colori dell’azione, amati soprattutto dai giovani (pensiamo al completo blu elettrico di Maria Elena Boschi).

3. Tacchi si o no? Sì, migliorano la postura e la camminata. Attenzione, i modelli a stiletto ammiccano con la seduzione. Se si cerca un’immagine più rassicuranteè preferibile un modello di media larghezza, tra i 5 e i 7 cm di altezza.

4. I gioielli andrebbero dosati con attenzione, sono da preferire quelli discreti. La scelta della borsa dovrebbe ricadere su un modello rigido, di media grandezza.

5. Stabilite un contatto visivo! Il contatto visivo è lo strumento fondamentale per essere autorevoli e creare connessioni con gli altri perché indica il nostro livello di coinvolgimento, interesse e attenzione.

(1) Fonte: https://news.cision.com/university-of-hertfordshire/r/what-you-wear-can-change-your-brain,c9593728

(2) Fonte: https://www.sciencedirect.com/science/article/abs/pii/S1090513810001455?via%3Dihub

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