Scopri come cambia la viabilità a Milano per i concerti all’Arena Santa Giulia: Ztl, parcheggi, trasporti e tutte le regole da conoscere per Ligabue e Annalisa
Milano si prepara ai primi grandi eventi nella nuova Arena Santa Giulia e, insieme alla musica, arriva anche una rivoluzione temporanea della circolazione. Due date segnate in agenda — 6 maggio con Ligabue, 9 maggio con Annalisa — e un piano traffico pensato per evitare il caos. O almeno provarci.
Il Comune ha messo in campo una strategia precisa: limitare l’accesso alle auto, proteggere chi vive in zona e gestire l’ondata di spettatori attesa per i concerti. Tradotto: nascono due aree a traffico controllato, una più rigida e una più “elastica”. Ma entrambe con regole da conoscere bene, per non restare bloccati.
Zona rossa: accesso solo con prenotazione
Il cuore delle restrizioni è la cosiddetta zona rossa, quella più vicina all’Arena. Scatterà già dalle 7 del mattino del giorno del concerto e resterà attiva fino alle 2 della notte successiva. Una finestra lunga, che copre tutta la giornata dell’evento.
Qui non si entra liberamente. Anzi: possono accedere solo i veicoli autorizzati, cioè quelli di chi ha un biglietto e ha già prenotato un posto auto nei parcheggi ufficiali dell’area. Nessuna prenotazione, niente accesso. Punto.
Per chi arriva su due ruote cambia poco ma non troppo: moto e scooter potranno entrare, sì, ma solo passando da viale Ungheria e dirigendosi verso gli spazi dedicati in largo Anselmo Guerrieri Gonzaga. Non proprio improvvisando il percorso, insomma.
Per evitare imbottigliamenti — il vero incubo di ogni grande evento — sono stati stabiliti percorsi obbligati. Il parcheggio a nord sarà raggiungibile esclusivamente da via Mecenate e dalle uscite della tangenziale Est collegate. Quello a sud, invece, si raggiunge dalla rotatoria di via del Futurismo o dall’uscita Rogoredo Santa Giulia. Scelte obbligate, niente scorciatoie.

Comune di Milano
Zona gialla: filtro per residenti e attività
Un po’ più larga, meno rigida ma comunque controllata: è la zona gialla, che circonda l’area dell’Arena verso nord, ovest e sud-ovest. Qui le limitazioni partono più tardi, dalle 14 del giorno del concerto, e restano fino alla fine dell’evento.
L’obiettivo è chiaro: tutelare il quartiere. Non solo chi ci abita, ma anche negozi, ristoranti, servizi. Per questo l’accesso è consentito a una serie di categorie ben definite.
Possono entrare residenti e domiciliati, ovviamente. Poi i clienti e i lavoratori delle attività commerciali della zona, chi deve raggiungere scuole, ambulatori, strutture sanitarie o anche luoghi di culto. Inclusi anche gli ospiti di hotel e strutture ricettive locali. Tutti gli altri, fuori.
Non è una chiusura totale, ma neanche una zona aperta: è più un filtro, pensato per evitare che il traffico legato ai concerti invada le strade del quartiere.
Trasporti pubblici potenziati (e consigliati)
Chi può, meglio che lasci l’auto a casa. Il piano del Comune punta molto sul trasporto pubblico, che verrà rafforzato per entrambe le serate.
Le linee della metropolitana più vicine — M3 e M4 — resteranno attive più a lungo, fino all’1:30 circa di notte. Le fermate di riferimento sono Rogoredo e Repetti.
Da Rogoredo saranno attive navette dirette verso l’Arena, pensate proprio per gestire il flusso degli spettatori. Da Repetti, invece, si potrà contare sul tram 27, che sarà potenziato e continuerà a viaggiare fino alle 2 di notte.
Anche il parcheggio di San Donato, collegato alla linea gialla della metro, seguirà orari prolungati. Una soluzione per chi arriva da fuori città e preferisce lasciare l’auto prima di entrare in area urbana.
Obiettivo: evitare il caos
Il disegno complessivo è chiaro: meno auto vicino all’Arena, più ordine nei flussi, sia in entrata che in uscita. Non sarà semplice, considerando l’affluenza prevista, ma il tentativo è quello di evitare paralisi e disagi pesanti.
Chi ha in programma di andare ai concerti farebbe bene a organizzarsi per tempo. Controllare percorsi, parcheggi, alternative. Perché arrivare impreparati, in questo caso, significa quasi certamente restare imbottigliati.























