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Gli scienziati rassicurano a proposito del rischio, paventato, che le punture degli insetti potessero diffondere l’infezione. Da quest’anno bando alla disinfestazione aerea

 

Zanzare a Milano: una notizia buona e una notizia cattiva.

Cominciamo dalla buona. È ufficiale che non trasmettono il Coronavirus. Perciò, se ne vedete una ronzare in salotto, di sera, mentre guardate un film alla Tv, evitate di disturbare la visione inseguendola con il cuscino o con la scopa lungo le pareti di casa, con la foga di ammazzarla: anche se vi punge, l’unico inconveniente è il prurito. Ce lo conferma Paolo Gabrieli, ricercatore del dipartimento di Bioscienze dell’Università Statale di Milano: “Il Coronavirus non può essere trasmesso dalle punture degli insetti”.

Passiamo alla cattiva. Le zanzare stanno arrivando a frotte: i freddi serali anomali delle ultime settimane finora ci hanno protetto, ma il solstizio di estate non tarderà a far esplodere il caldo milanese.

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Certo, il Comune si è premunito e dallo scorso marzo ha dato inizio all’usuale programma di disinfestazione dell’aria, che durerà fino al prossimo mese di settembre.

Tuttavia, quest’anno due ostacoli si profilano all’orizzonte.

Anzitutto, il previsto ritorno della specie di zanzara denominata “Culex”. Proviene dal bacino del fiume Nilo e in certi casi provoca l’omonima febbre. Spiega Gabrielli: “L’eventualità della malattia provocata dal virus West Nile, per altro già presente in passato nel nostro Paese, è da tenere sotto controllo”.

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Dopodiché, i limiti imposti all’uso del disinfestante “Bacillus thurigiensis israelenis”, recentemente catalogato dalle norme europee come agente insetticida e, per questo motivo, non più spargibile sulle grandi superfici dal cielo, con gli elicotteri, come avvenuto fino a poco tempo fa.

Piuttosto, sarà possibile spargerlo soltanto a terra, ai bordi delle risaie e dei bacini d’acqua. Non tutti gli esperti, però, sono d’accordo circa l’efficacia di questa procedura alternativa.

Conclude infatti Gabrielli: “L’insetticida permette l’uccisione delle zanzare allo stato larvale. Ha senso impiegarlo solo se è possibile raggiungere gli specchi d’acqua in cui gli insetti si riproducono”.

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