Wingstop di Bastianich apre a Milano, cosa si mangia e cosa provare assolutamente

da | 11 Set 2026 | Eventi a Milano, Ristorazione

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Wingstop apre il suo primo ristorante italiano in via Dante a Milano con Joe ed Ethan Bastianich. Chicken wings, tenders, 10 gusti e un piano da 50 locali

Milano aggiunge un altro indirizzo americano alla sua mappa gastronomica. Questa volta dietro l’operazione ci sono anche Joe Bastianich e il figlio Ethan, protagonisti dell’arrivo in Italia di Wingstop, catena nata in Texas e specializzata in chicken wings, pollo fritto e condimenti dal carattere decisamente marcato.

Il primo ristorante permanente italiano ha aperto in via Dante 16, nel centro di Milano, lungo l’asse che collega piazza Duomo al Castello Sforzesco. Una posizione tutt’altro che casuale. Il locale arriva dopo il test del pop-up sui Navigli e segna l’inizio di un progetto molto più ampio: il piano prevede infatti lo sviluppo di 50 ristoranti Wingstop in Italia.

Per entrare nel locale naturalmente non è previsto alcun biglietto: accesso libero, consumazioni a pagamento. I prezzi delle singole proposte possono variare in base a menu, combinazioni e formule scelte.

Wingstop apre a Milano: il primo locale italiano è in via Dante

Il debutto ufficiale è avvenuto giovedì 10 settembre 2026. Wingstop ha scelto uno degli indirizzi con il maggior passaggio pedonale della città, puntando su un locale sviluppato su due livelli e con oltre cento posti a sedere.

Alle spalle dell’operazione italiana ci sono Joe ed Ethan Bastianich, che per questo progetto hanno costituito Ranch Rogers. Padre e figlio arrivano però con ruoli e percorsi diversi.

Joe Bastianich è da decenni legato alla ristorazione internazionale ed è uno dei volti più conosciuti dal pubblico italiano grazie anche alla televisione. Ethan, invece, rappresenta la generazione successiva della famiglia e segue direttamente lo sviluppo del marchio Wingstop sul mercato italiano.

Milano, insomma, non dovrebbe essere un episodio isolato.

La città diventa il primo banco di prova per capire come un marchio fortemente legato all’immaginario americano possa trovare spazio in un mercato molto diverso e particolarmente attento al cibo come quello italiano.

Non solo fast food: la scommessa di Joe ed Ethan Bastianich

L’obiettivo dichiarato va oltre la semplice apertura di una catena di pollo fritto.

Ethan Bastianich ha raccontato di essere cresciuto in una famiglia nella quale il cibo è sempre stato anche un mezzo per mettere insieme persone e culture. Ed è proprio questo approccio che il progetto italiano prova a trasferire nei nuovi ristoranti.

Dietro parole come community, design e cultura urbana c’è comunque una sfida molto concreta: convincere il pubblico italiano a fare propria una formula nata oltreoceano.

Wingstop parte da un prodotto immediatamente riconoscibile, le chicken wings, e costruisce tutto intorno alla scelta dei sapori.

Il marchio, nato in Texas nel 1994, conta oggi oltre 3.000 ristoranti nel mondo. La formula ha una forte impronta statunitense, ma il locale milanese cerca un dialogo anche con il mercato italiano. Uno degli esempi più evidenti è il Garlic Parmesan, preparato utilizzando Parmigiano Reggiano.

Cosa si mangia da Wingstop Milano

Il cuore del menu resta il pollo.

Si può scegliere tra wings con osso, boneless e tenders, preparati al momento e conditi soltanto dopo la frittura. Il cliente decide poi quale flavor abbinare alla propria ordinazione.

È qui che Wingstop gioca gran parte della sua identità.

Sono disponibili dieci gusti, con intensità molto differenti. Si parte da alternative più morbide e aromatiche come Hawaiian, passando per uno dei sapori storicamente più associati al marchio, il Lemon Pepper.

Il Garlic Parmesan punta invece su una nota più cremosa. Poi il menu comincia a salire di tono.

Ci sono Original Hot, Spicy Korean Q, Brazilian Citrus Pepper, Louisiana Rub, Hickory Smoked BBQ e Mango Habanero.

Per chi non ha paura del piccante c’è infine Atomic, proposto come il gradino più alto della scala di intensità del marchio. Non esattamente la scelta con cui iniziare, almeno per chi non è abituato a peperoncini e salse molto forti.

Tutte le consumazioni del ristorante sono a pagamento.

Patatine speziate, ranch e churros completano il menu

Il pollo resta il protagonista, ma non arriva da solo.

Nel menu di Wingstop Milano trovano spazio le patatine speziate, comprese versioni loaded, e soprattutto la ranch sauce, preparata quotidianamente seguendo la ricetta del brand.

La logica è quella della personalizzazione: diversi tagli di pollo, diversi gusti e salse permettono di costruire combinazioni differenti anche all’interno dello stesso ordine.

Per chi vuole chiudere con qualcosa di dolce ci sono invece i churros.

La proposta, almeno sulla carta, punta molto sulla condivisione. Piatti da mettere al centro, assaggi diversi, livelli di piccante da confrontare. Un format che prova a parlare soprattutto a un pubblico giovane e abituato a vivere il ristorante anche come luogo sociale, non soltanto come posto dove mangiare.

Il locale di via Dante punta anche su musica e cultura urbana

Il ristorante milanese è stato realizzato da Costa Group e occupa due piani con più di cento sedute.

Anche lo spazio segue l’immagine internazionale di Wingstop, che negli anni ha intrecciato la propria comunicazione con musica, sport e cultura urbana.

È un elemento tutt’altro che secondario nella strategia del marchio.

L’idea è quella di costruire locali riconoscibili, capaci di diventare punti di incontro e non soltanto esercizi dove ordinare pollo da asporto. Un’impostazione già sperimentata con il temporary store sui Navigli, che aveva permesso al brand di misurare l’interesse del pubblico milanese prima dell’apertura permanente.

Adesso arriva il test vero.

Da Milano potrebbe partire una rete di 50 Wingstop in Italia

Via Dante rappresenta soltanto il primo tassello. Il progetto di Joe ed Ethan Bastianich punta ad arrivare a 50 ristoranti Wingstop in Italia, trasformando l’apertura milanese nell’inizio di una rete nazionale.

Non sono ancora stati indicati, nelle informazioni disponibili, tutti gli indirizzi o le città delle prossime aperture.

La scelta di partire da Milano, però, racconta già parecchio della strategia. Centro città, turismo internazionale, pubblico giovane, forte presenza di format gastronomici stranieri. E una vetrina che difficilmente passa inosservata.

Wingstop prova così a inserirsi in un segmento sempre più affollato, quello del pollo fritto americano, puntando meno sull’idea tradizionale di fast food e molto di più sulla varietà dei condimenti.

Dieci gusti, salse, piccante a livelli quasi da sfida e un indirizzo a pochi minuti dal Duomo.

Per Joe ed Ethan Bastianich la scommessa italiana comincia da qui. E Milano, ancora una volta, farà da test per capire se il pubblico è pronto a trasformare le chicken wings di Wingstop da curiosità americana a nuova abitudine cittadina.


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