Vigili arrestati a Milano: chiedono di poter lasciare il carcere di San Vittore

da | 18 Ago 2026 | Cronaca

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Nuovo passaggio davanti ai giudici per i vigili arrestati a Milano, con le prime udienze davanti al Tribunale del Riesame già fissate per venerdì 21 e martedì 25 agosto. I quattro agenti che si trovano ancora nel carcere di San Vittore, coinvolti nell’inchiesta per peculato, falso ideologico e arresto illegale, hanno deciso di rivolgersi al Riesame chiedendo di poter lasciare il carcere, dopo che durante gli interrogatori davanti al giudice per le indagini preliminari hanno respinto l’accusa di essersi impossessati di denaro. Una quinta agente coinvolta nella stessa indagine ha invece già ottenuto gli arresti domiciliari.

Vigili arrestati a Milano, le udienze davanti al Riesame

Le prime due udienze sono state calendarizzate a pochi giorni di distanza: venerdì 21 agosto sarà esaminata la posizione di due degli agenti, mentre per gli altri due l’appuntamento davanti al Tribunale del Riesame è previsto per martedì 25 agosto. I nomi non cambiano il quadro della vicenda e, per questo, il punto centrale resta la richiesta presentata dalle difese, che puntano a ottenere una modifica della misura cautelare attualmente in vigore.

I quattro si trovano infatti ancora nel carcere di San Vittore, dove erano stati condotti nell’ambito dell’inchiesta che coinvolge complessivamente cinque appartenenti alla Polizia Locale di Milano. Le contestazioni indicate nell’indagine sono quelle di peculato, falso ideologico e arresto illegale, mentre la decisione sulla permanenza in carcere era stata confermata dal gip dopo gli interrogatori.

La situazione potrebbe adesso cambiare con l’intervento del Riesame, chiamato a pronunciarsi sulle richieste avanzate dai quattro agenti e quindi sulla misura cautelare applicata nei loro confronti.

I quattro agenti hanno respinto l’accusa di aver preso soldi

Nel corso degli interrogatori davanti al giudice per le indagini preliminari i quattro agenti hanno negato di essersi impossessati di denaro, ma le dichiarazioni rese non hanno portato a una modifica della misura cautelare e sono rimasti quindi detenuti a San Vittore.

La posizione della quinta agente coinvolta nell’indagine ha avuto invece un esito differente, perché per lei sono già stati disposti gli arresti domiciliari, dopo le dichiarazioni rese davanti al gip. I suoi avvocati stanno valutando se rivolgersi direttamente allo stesso giudice per chiedere un’ulteriore attenuazione della misura cautelare.

Il differente trattamento sul piano cautelare emerge anche dall’ordinanza del gip, nella quale viene spiegato che, per la quinta agente, le dichiarazioni rese hanno determinato un affievolimento del rischio di inquinamento probatorio, mentre la valutazione è stata diversa per gli altri quattro appartenenti alla Polizia Locale rimasti in carcere.

Gli accertamenti sui cellulari sequestrati

Mentre si avvicinano le udienze davanti al Riesame, sono partiti anche gli accertamenti tecnici non ripetibili sui telefoni cellulari sequestrati ai cinque agenti coinvolti nell’inchiesta.

Le verifiche sui dispositivi rappresentano quindi un altro passaggio dell’attività investigativa, che prosegue parallelamente alle iniziative intraprese dalle difese sul fronte delle misure cautelari. La partenza degli accertamenti tecnici sui cellulari era stata prevista nei giorni scorsi e riguarda i dispositivi sequestrati a tutti e cinque gli appartenenti alla Polizia Locale coinvolti.

Sul piano giudiziario, invece, l’attenzione è ora concentrata soprattutto sulle due date già fissate, quando verranno affrontate separatamente le posizioni dei quattro agenti ancora detenuti.

Perché i quattro agenti sono rimasti a San Vittore

A spiegare le ragioni della permanenza in carcere è la stessa ordinanza del giudice per le indagini preliminari, che fa riferimento all’“elevato rischio di inquinamento probatorio”. Secondo la valutazione del gip, i quattro avrebbero fornito dichiarazioni soltanto parzialmente confessorie e, in alcuni passaggi, non avrebbero riferito elementi che sarebbero stati a loro conoscenza.

Il giudice ha inoltre ritenuto che dalle dichiarazioni emergesse la volontà di proteggere gli altri componenti della squadra, senza una chiara intenzione di dissociarsi dalle condotte contestate. Si tratta della valutazione contenuta nel provvedimento cautelare e che ha contribuito alla decisione di mantenere i quattro agenti nel carcere milanese.

Proprio la permanenza di queste esigenze cautelari sarà uno degli elementi al centro del nuovo passaggio giudiziario, con le difese che hanno scelto di rivolgersi al Riesame dopo la conferma della detenzione.

Vigili arrestati a Milano, cosa succede il 21 e 25 agosto

Le prossime date da tenere d’occhio nell’inchiesta sui vigili arrestati a Milano sono dunque quelle di venerdì 21 e martedì 25 agosto, quando saranno esaminate le richieste dei quattro agenti che puntano a lasciare San Vittore.

Per il momento la situazione cautelare rimane quella stabilita dopo gli interrogatori: quattro agenti sono ancora in carcere, mentre la quinta appartenente alla Polizia Locale coinvolta nell’inchiesta si trova agli arresti domiciliari.

Parallelamente proseguono gli accertamenti sui cellulari sequestrati ai cinque, mentre sul fronte delle misure cautelari sarà adesso il Tribunale del Riesame a esaminare le richieste presentate dalle difese dei quattro agenti detenuti.


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