Viaggiare con il cane, ecco cosa bisogna sapere per una vacanza perfetta

21 Lug 2021 | Viaggi

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Viaggiare con il cane: da MYLAV una pratica guida per partire con il proprio amico a quattro zampe e avere tutto l’occorrente per una vacanza perfetta, anche dal punto di vista organizzativo.

 

Con i mesi di Luglio e Agosto sono tantissimi gli italiani che iniziano ad andare in vacanza, e se pensiamo che nel nostro Paese il rapporto tra abitanti e animali domestici è di quasi 1:1 (60,27 milioni gli animali d’affezione su 60,416 milioni di italiani), sorge spontanea una domanda: ma gli italiani, quando partono, lasciano il proprio animale domestico in pensione o lo portano con sé? Sembrerebbe che siano sempre di più i nostri concittadini che decidono di partire senza lasciare a casa il proprio fedele amico a quattro zampe (cane, gatto o furetto che sia).

Proprio per questo, MYLAV, laboratorio di analisi veterinarie privato con un’esperienza ventennale a servizio dei medici veterinari, liberi professionisti, di tutta Italia – ha pensato di realizzare una piccola guida su tutto ciò che bisogna sapere quando si parte per le vacanze con il proprio amato pet.

La prima cosa da sapere è che quando si viaggia con il proprio animale domestico, cane o gatto che sia, è fondamentale avere sempre con sé il certificato di iscrizione all’anagrafe[1], il libretto sanitario dell’animale aggiornato con anche i dati del proprietario, i dati dell’animale, tutte le vaccinazioni effettuate e la data in cui queste sono state fatte. Il libretto sanitario, infatti, è un utile promemoria per ricordare i trattamenti somministrati all’animale, anche se non si tratta di un documento ufficiale.

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Cosa fare prime di partire e durante il viaggio

 Prima di partire, è opportuno andare dal proprio medico veterinario di fiducia per un check up completo dell’animale, onde evitare di arrivare in vacanza e di incappare in spiacevoli inconvenienti. Andare dal veterinario può anche essere utile per chiedere direttamente a lui cosa è necessario sapere relativamente alla destinazione scelta per le vacanze” spiegano da MYLAV.

Prima di iniziare il viaggio vero e proprio, è meglio tenere il cane a digiuno almeno qualche ora, onde minimizzare i possibili inconvenienti per gli interni dei nostri mezzi di trasporto. In viaggio, bisogna tenere sempre dell’acqua fresca a portata di mano, soprattutto se fa caldo e se non si è provvisti di aria condizionata. Se si viaggia in auto, ed è possibile, potrebbe essere utile fare qualche sosta, per permettere al cane (o al gatto) di rilassarsi un po’ e di sgranchirsi le zampe.

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Viaggiare con il cane: in treno, nave e in aereo (sempre con guinzaglio e museruola)

Sono tantissime le compagnie (aeree, ferroviarie e nautiche) che permettono di trasportare cani e gatti a bordo. Trenitalia, ad esempio, consente il trasporto a titolo gratuito di animali di piccola taglia all’interno degli appositi trasportini, sia in prima che in seconda classe[2]. Se si ha un animale di taglia maggiore è sempre consentito il trasporto, previo pagamento di un biglietto ridotto comunque del 50%.

Per quanto riguarda l’accesso degli animali sugli aerei, non vi è una regolamentazione unica per tutte le compagnie aeree. Se l’animale è di piccole dimensioni, è possibile che sia ammesso in cabina, se si parla invece di cani di media o grossa taglia questi devono necessariamente viaggiare in stiva (all’interno di apposite gabbie dedicate). In Italia la vaccinazione antirabbica non è più obbligatoria, tuttavia molte compagnie aeree, anche su tratte italiane, possono richiedere, anche in correlazione con la tratta, che cani, gatti e furetti viaggino accompagnarli dalla attestazione di avvenuta vaccinazione (da non meno di 21 giorni). Chiaramente, per spostamenti dall’Italia per l’Italia, anche cani inferiori a tre mesi possono viaggiare senza necessità di certificare un trattamento antirabbico.

Sui traghetti, infine, cani e gatti possono generalmente stare sul ponte con il proprio padrone, anche qui a patto però che abbiano sempre guinzaglio e museruola, quando non vi sia l’obbligo di contenimento nelle apposite gabbie.

Queste specifiche non valgono però ovviamente per i cani guida, i quali possono viaggiare sempre insieme al proprio proprietario, purché abbiano museruola e siano sempre tenuti al guinzaglio” specificano da MYLAV.

 

Viaggiare all’estero col proprio amico a quattro zampe

Se si viaggia in Paesi Comunitari, cani, gatti e furetti devono essere accompagnati da un passaporto[3]. Per il rilascio del passaporto, l’animale deve essere regolarmente iscritto in un’anagrafe riconosciuta e identificato mediante microchip[4]. Se l’animale ha più di tre mesi, deve essere stato vaccinato per la rabbia in una data successiva all’identificazione con microchip, pena la mancata validazione della vaccinazione.

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Il numero massimo di animali (cani, gatti e furetti) che possono accompagnare il proprietario/persona autorizzata durante un singolo movimento a carattere non commerciale non deve essere superiore a cinque. In caso di viaggio nel Regno Unito è bene conoscere in anticipo se la razza del proprio cane non è tra quelle vietate in Inghilterra.

Per i viaggi in Paesi Terzi, è necessario che il proprietario dell’animale contatti la rappresentanza diplomatica in Italia del Paese da visitare per avere istruzioni sul modello di certificazione e sul tipo di controlli da certificare.

Viaggiare con il proprio amico a quattro zampe può essere un’esperienza bellissima, a patto che si arrivi preparati. Cani e gatti sono come bambini, bisogna pensare a tutto l’occorrente che ci può servire in vacanza, magari preparando un’utile lista prima di partire e verificando, una volta fatta la valigia, di non aver dimenticato nulla. Se si porta con sé tutto l’occorrente e si è a posto con vaccinazioni e libretto sanitario, ci si potrà godere del meritato riposo con il proprio pet, che sarà ben felice di condividere con la propria famiglia anche le vacanze estive” concludono gli esperti.

[1] E non solo dei cani. Molte banchi dati regionali prevedono ormai l’obbligo dell’iscrizione in anagrafe anche dei gatti (che, comunque, dal 2013 non possono essere ceduti a qualsiasi titolo se non identificati con microchip e iscritti in un’anagrafe).
[2] Fonte.
[3] Ai fini del rilascio del passaporto cani, gatti e furetti devono essere identificati tramite tatuaggio (applicato prima del 3 luglio 2011) perfettamente leggibile o microchip e registrati all’Anagrafe Regionale degli Animali d’Affezione, comunque obbligatorio anche in Italia.
[4] Solo in alcune Regioni, se nato prima del 2011, può essere accettata l’identificazione con un tatuaggio.

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