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Vesti Solidale inaugura il TEXTILE HUB di Rho

da | 11 Mar 2024 | Economia

Prosegue la crescita dell’iniziativa – dal 2022 nel portafoglio della Fondazione – impegnata nel favorire la tutela dell’ambiente attraverso la creazione di nuova occupazione per fasce deboli di popolazione italiana e straniera. Da oggi, con l’avvio del TEXTILE HUB di Rho, Vesti Solidale consolida il proprio impegno nel sostenere l’economia circolare e l’inclusione sociale.

 

Nasce a Rho il TEXTILE HUB della cooperativa Vesti Solidale, il più grande impianto di riciclo tessile del Nord Italia. Con un investimento di 8 milioni di euro e una superficie di 12.000 mq, di cui 5.000 mq coperti, avrà una capacità di trattamento fino a 20.000 tonnellate di rifiuti tessili all’anno.

Un modello di efficienza operativa, all’avanguardia, equipaggiato con attrezzature semiautomatizzate per la selezione e il recupero di capi usati e tessuti.  Una scelta di economia sostenibile che riduce l’impatto ambientale e genera, allo stesso tempo, valore economico e sociale sviluppando opportunità di lavoro sul territorio. Un impianto a basso impatto ambientale grazie anche all’utilizzo di pannelli fotovoltaici.

Vesti Solidale si posiziona così tra i player più influenti nel campo del recupero del second hand e nel riciclo dei materiali tessili. In questo contesto, il TEXTILE HUB rafforza la presenza della cooperazione tra i principali attori del settore creando la prima filiera interamente cooperativa del comparto.

L’hub gestirà la fase finale del ciclo di vita di indumenti usati e prodotti tessili post-consumer: abiti, scarpe, borse conferiti nei cassonetti o provenienti da aziende d’abbigliamento, tra cui anche marchi d’alta moda, come capi resi, invenduti o difettosi. E rifiuti ‘pre-consumer’, ossia filati, tessuti da scarti di lavorazione (cascami). Infine, il riciclo. In questo caso i tessili vengono selezionati per fibra, qualità e colore ed eliminate le parti non riciclabili: bottoni, cerniere, elementi in plastica o qualsiasi altro elemento che possa compromettere la successiva fase di riciclo.

Gli abiti che non usiamo più contengono un’enorme quantità di materiale che è un peccato incenerire insieme al rifiuto indifferenziato. È fondamentale integrare nelle produzioni materiali rigenerati sostituendo le fibre vergini con quelle provenienti da tessuti e capi riciclati – spiega Matteo Lovatti, presidente di Vesti Solidale -. Qui noi selezioniamo le fibre che i nostri clienti trasformano in nuovi filati di lana, cotone, jeans, poliestere, oppure trovano spazio nel nostro laboratorio Taivè, per la creazione di nuovi prodotti con l’upcycling creativo. Abbiamo anche progetti pilota per il riciclo del nylon e del cuoio. Poi c’è tutta la filiera del riutilizzo, la principale, in cui i capi sono selezionati e igienizzati per la vendita nella nostra catena di negozi second-hand Share presenti in Lombardia e Piemonte, il resto destinato ad altre reti di distribuzione o commercializzato”.

Il nuovo polo tessile di Rho sarà il centro nevralgico dell’attività di raccolta dei cassonetti gialli riconoscibili dai marchi di Caritas e Rete RIUSE (Raccolta Indumenti Usati Solidale e Etica) nei territori delle Diocesi di Milano, Brescia e Bergamo, tramite 9 cooperative sociali.

La struttura è stata realizzata grazie al contributo di Confcooperative/Fondo SviluppoCFI-Cooperazione Finanza ImpresaIntesa San PaoloInvitaliaFondazione Peppino Vismara e Fondazione Social Venture Giordano dell’Amore.

Quest’ultima, nello specifico, ha supportato lo sviluppo dell’impianto con un investimento in equity di 300.000€ – realizzato nell’ambito di Impact4Coop -, sperimentando in occasione dell’investimento il cosiddetto ”impact grant”: uno strumento finanziario ibrido e innovativo che si colloca a cavallo tra grant ed equity, creando un «ponte» tra risorse filantropiche e di investimento, e che permette di trasformare una quota parte dell’investimento in grant, in caso di raggiungimento di obiettivi di impatto sociale pre-concordati.

L’“impact grant”, infatti, consente di incentivare notevolmente il raggiungimento degli obiettivi di impatto e, al tempo stesso, di rafforzare il capitale del beneficiario, con evidenti vantaggi sulla sua capacità di accedere ad altre forme di finanziamento e di attrarre nuovi investitori e finanziatori.

Nel dettaglio, in fase di investimento in Vesti Solidale la Fondazione Social Venture Giordano Dell’Amore ha sottoscritto azioni come socio finanziatore:

  • €200.000 in azioni di finanziamento standard;
  • €100.000 in azioni di finanziamento “autoestinguibili” il cui importo, al raggiungimento di alcune condizioni concordate (numero di soggetti in condizioni di svantaggio assunti, tonnellate di indumenti trattati e margine di contribuzione dell’impianto) sarà destinato a riserva indivisibile e non distribuibile della Cooperativa. Nel caso in cui la Cooperativa non raggiunga gli obiettivi concordati, queste azioni perderanno la caratteristica di estinguibilità, mantenendo le prerogative delle azioni di finanziamento standard.

EFFETTO SECOND-HAND: CON RIUSE RISPARMIATE NEL 2023 29.000 TONNELLATE DI CO2 

L’industria tessile è tra le più inquinanti a livello mondiale. La quantità di abiti prodotti e gettati via è aumentata in modo esponenziale, con impatto sulle emissioni globali di gas serra. Molti capi vengono gettati anziché donati. Ma il riuso e il riciclo dei rifiuti tessili rimane l’unica alternativa al consumo indiscriminato di risorse.

Per il solo 2023, con il recupero di 6.151 tonnellate di indumenti, l’azione di Vesti Solidale ha consentito il risparmio di 29.000 tonnellate di CO2 in un anno, l’equivalente dell’emissione prodotta da 3625 voli Milano – Napoli o dai motori di 13.467 automobili.

Raccolta abiti smart con i cassonetti “tech”. L’adozione di sensori di riempimento RML nei 936 cassonetti gestiti da Vesti Solidale rappresenta un passo avanti nel settore del waste management intelligente. Questi sensori, grazie alla tecnologia ottica e agli algoritmi avanzati, migliorano l’efficienza della raccolta dei rifiuti tessili, riducendo il consumo energetico e aumentando l’accuratezza delle misurazioni.

Il risparmio per cittadini e amministrazioni. L’attività di Vesti Solidale ha consentito nell’ultimo anno il recupero del 100% degli abiti usati, destinando il 60% dei capi di abbigliamento al riuso, il 35% al riciclo, mentre il restante 5%, costituito da materiali quali plastica o carta, avviati nelle rispettive filiere di riciclo. Questo, oltre a produrre un indubbio beneficio ambientale, evitando di finire nella frazione indifferenziata alle discariche o agli inceneritori, ha permesso alla collettività di risparmiare oltre 1,5M di euro per lo smaltimento.

L’IMPATTO SOCIALE DI VESTI SOLIDALE, IL 74,5% DEI LAVORATORI SONO PERSONE CON DIVERSE FRAGILITÀ

Vesti Solidale, attraverso la raccolta e il riciclo di indumenti usati, non solo agisce in favore dell’ambiente ma svolge anche un ruolo sociale fondamentale, creando opportunità di lavoro. É una cooperativa sociale di tipo B d’inserimento lavorativo, con 145 dipendenti, di cui 17 assunti solo nell’ultimo anno, 11 con svantaggio. Il totale dei dipendenti fragili è del 74,5%.

Nel 2023 la cooperativa ha fatturato oltre 7 milioni di euro e con questo investimento ci proiettiamo a crescere ancora, consentendoci – conclude Lovatti – di aumentare ancora il numero dei nostri lavoratori. L’obiettivo di Vesti Solidale è creare opportunità di lavoro per le persone, in particolare per quelle fragili o tagliate fuori dal mercato del lavoro. Siamo convinti che il lavoro sia uno strumento fondamentale perché ciascuno possa ridare dignità e autonomia alla propria vita e mettere le proprie capacità al servizio della comunità. Lavorano con noi ragazzi disabili fisici, donne vittime di tratta e prostituzione, over 50 disoccupati, giovani con storie familiari complesse che finirebbero altrimenti per strada”.