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Variante indiana: due casi riscontrati in Veneto. Secondo il virologo Crisanti la mutazione del Covid è già ampiamente diffusa.

Combattere la variante indiana

Il ministro della salute, Roberto Speranza, annuncia che gli scienziati sono al lavoro per studiare la nuova variante indiana. Per proteggere gli italiani, il ministro vieta l’ingresso nel Paese alle persone che, nelle ultime due settimane, sono state in India, dato l’elevato numero di contagi nel Paese asiatico.

Le persone residenti in Italia, che sono recentemente state in India, potranno rientrare previo tampone all’andata e al ritorno e quarantena. Le persone che, invece, si trovano già in Italia ma sono state in India negli ultimi quattordici giorni sono tenute a contattare i dipartimenti di prevenzione per sottoporsi al test.

Queste misure vogliono prevenire i contagi di questa nuova variante del Covid-19.

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Variante indiana nel Veneto

Il Presidente regionale Luca Zaia ha annunciato che due cittadini indiani di Bassano, padre e figlia, sono risultati positivi alla variante indiana del Covid-19, senza però fare allarmismo, sostenendo che ormai le varianti sono migliaia e prima o poi arrivano tutte in Italia. L’importante è saperle affrontare.

Ci sono altri due pazienti, non residenti a Bassano, in valutazione per la variante indiana. I due cittadini di Bassano sono in isolamento fiduciario e si tratta di cittadini indiani, rientrati dall’India.

La variante indiana è causata da una duplice mutazione della proteina Spike, e sarebbe proprio questa a favorire la trasmissibilità. Oltre a essere ampiamente diffusa in India, questa variante è già arrivata in Europa colpendo, oltre all’Italia, anche la Svizzera, la Grecia e la Gran Bretagna.

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I vaccini saranno efficaci contro la variante indiana?

Locatelli, presidente del Consiglio Superiore di Sanità e coordinatore del comitato tecnico scientifico, dice che ci sono degli aspetti da chiarire, per esempio le capacità di contagio, della variante indiana, ma non ci sono ragioni per essere sicuri che questa bucherà i vaccini.

Arnaldo Caruso, presidente della Società italiana di virologia (Siv-Isv), dà man forte a Locatelli: “Questa variante Sars-CoV-2 segue una rotta già segnata da varianti precedenti. Tutte le mutazioni hanno già dimostrato di essere, chi più chi meno, neutralizzabili dai vaccini anti-Covid attualmente disponibili. Quindi a oggi non vedo grossi motivi per pensare che anche questa variante non debba andare incontro allo stesso destino delle altre. Però ripeto: scientificamente è sempre doveroso porsi dei dubbi. E speriamo che la ricerca ci conforti in questa ipotesi”. 

L’Italia è un Paese con una capacità di sorveglianza molto bassa pertanto, dati i due contagi accertati in Veneto, è probabile che la variante indiana si sia già diffusa in altre regioni. Ogni nuova variante minaccia non solo il programma di riaperture, già compromesso dalla variante inglese, ma anche il piano vaccinale, sostiene il virologo Crisanti.

Il vaccino resta, secondo il virologo Pregliasco, la miglior arma contro la variante indiana, pertanto è importante vaccinare sempre più persone e in tempi brevi.

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