Variante Delta, rischio di nuove chiusure locali in Italia. La causa e le ipotesi di Locatelli

26 Giu 2021 | Coronavirus

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La variante Delta, in particolare quella Plus, mette a rischio l’Italia sulle nuove chiusure. Le ipotesi sulle zone rosse locali di Locatelli del Cts.

 

Mentre gli italiani si apprestano a gioire perché da lunedì 28 giugno tutta l’Italia sarà in zona bianca, la variante Delta, conosciuta anche come “variante indiana”, rischia di frenare i passi fatti in avanti e di far precipitare alcune aree nella zona rossa.

Nonostante ora come ora non ci sia un numero sufficiente di contagi da creare allarmismi, anzi, la situazione è in costante e netto miglioramento da inizio aprile, aumentano invece i casi di persone colpite dalla variante Delta.

Prendendo ad esempio la situazione del Regno Unito, si teme che l’Italia possa trovarsi in una situazione analoga a quella dei britannici a inizio maggio, quando ancora l’aumento delle persone infette non era percepibile.

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Roberto Battiston dell’Università di Trento sostiene che abbiamo un mese, al massimo un mese e mezzo prima che la variante che prevale in Italia diventi quella Delta (al momento, è l’Alfa). La buona notizia è che, procedendo ai ritmi attuali, il 50% della popolazione sarà vaccinato entro inizio agosto. 

 

Le ipotesi di Locatelli

Franco Locatelli, Presidente del Consiglio Superiore di Sanità e del Cts ha detto che esiste la possibilità che vengano ripristinate delle zone rosse locali in seguito a cluster. Egli porta ad esempio ciò che successe in Umbria quando ci fu una diffusione della variante brasiliana.

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La chiave sta nel rafforzare il tracciamento, soprattutto tenendo in mente che pare che la variante Delta porti a casi più gravi della malattia, e quindi a un numero maggiore di ricoveri.

 

Cos’è la variante Delta e la novità “Delta Plus”

La variante Delta è una mutazione del Covid particolarmente contagiosa, con una trasmissione del 40%-60% in più rispetto a quella Alfa. Questa variante è inoltre più aggressiva, ma non con chi ha completato la dose vaccinale o è guarito dal Covid. Secondo uno studio britannico, il sintomo che generalmente si presenta per primo, quando si tratta di variante Delta, è il mal di testa, a cui seguono naso che cola, mal di gola e febbre.

Niente perdita dell’olfatto o tosse, due dei sintomi principali del ceppo originario di Sars-Cov-2. Anche in questo caso c’è il rischio che, se i sintomi colpiscono in maniera lieve, vengano scambiati per un banale raffreddore, rischio che si corre specialmente fra i più giovani, che hanno minori possibilità di sviluppare una versione grave della malattia.

La variante Delta Plus, invece, è una nuova variante emersa in India ma al momento è troppo presto per preoccuparsene. Non ci sono dati sufficienti per ritenerla preoccupante. Una virologa indiana, Gagandeep Kang, ha spiegato che è necessario avere informazioni cliniche e biologiche per stabilire se una variante è davvero preoccupante, e al momento su questa non ci sono ancora dati a supporto.

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