Vademecum per startup, i passi per ricevere finanziamenti agevolati

15 Lug 2021 | Imprese

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Vademecum per startup: Bandi, agevolazioni, e contributi a fondo perduto vengono presentati spesso in modo confuso e con un linguaggio difficile da comprendere per chi sta avviando un progetto imprenditoriale.

Da dove iniziare? Conoscere ogni aspetto della propria impresa e non fare tutto da soli.

 

Per la crescita e lo sviluppo di nuove attività, anche quelle che partono da zero, la finanza agevolata può dare un’importante spinta agli imprenditori per trasformare un progetto in una solida realtà. Interventi come finanziamenti a fondo perduto, microcredito e altri incentivi fiscali, si concretizzano in misure a favore delle imprese che, attraverso bandi pubblici, possono accedere a risorse finanziarie necessarie per superare le situazioni più complesse relative alla nascita di una nuova realtà imprenditoriale, ma anche all’inserimento in nuovi mercati.

Nel caso della costituzione di una startup innovativa, per esempio, la finanza agevolata può intervenire come una concreta possibilità di crescita, ma succede sempre più spesso che gli imprenditori non siano adeguatamente informati sugli investimenti migliori da fare e, soprattutto, che molte imprese vengano ostacolate proprio dagli enti preposti, con ulteriori richieste difficili da evadere senza il supporto di chi comprende il linguaggio della finanza.

 

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Finanza agevolata per le startup: cosa fare e come avere accesso alle agevolazioni

Ogni anno, in Italia, vengono distribuiti più di 3,2 miliardi di euro di contributi ed agevolazioni ad aziende, ma sembra che il 40% di questi 3,2 miliardi non arrivi poi nelle casse delle imprese richiedenti, spesso a causa di cavilli burocratici che impediscono agli imprenditori di concludere la pratica. Per non parlare di un altro 20% di fondi (circa 800 milioni) per i quali non arrivano nemmeno le relative richieste di finanziamento, perché molti non sono a conoscenza dei bandi in corso o fanno fatica, ancora una volta,  a muoversi tra le complicate pratiche burocratiche. Con l’arrivo dei primi fondi del PNRR già nel 2021, le aziende avranno ora a disposizione 1,7 miliardi – dei 49.1 miliardi complessivi – che saranno immediatamente destinati a finanziare il programma Transizione 4.0 per le imprese, ossia gli sgravi fiscali per l’ammodernamento tecnologico e digitale. In questo senso, è importante che le aziende siano pronte e reattive nel comprendere la direzione degli investimenti e soprattutto che vengano tempestivamente informate prima di fare qualsiasi tipo di azione.

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Ecco che viene in aiuto la finanza agevolata: se si affianca ai percorsi più tradizionali, è in grado di coprire il fabbisogno finanziario connesso alle fasi che vanno dalla generazione di nuove idee fino al posizionamento sul mercato di un prodotto o servizio o di una strategia di successo, diventando uno strumento fondamentale per incentivare la nascita di nuove realtà imprenditoriali. Per chi si affaccia per la prima volta  al mondo delle agevolazioni, però, non è facile orientarsi tra i numerosi bandi regionali, nazionali e comunitari. Come muoversi? La presentazione di un progetto di finanziamento richiede tempo e conoscenze sul campo che molti imprenditori non hanno. La stessa impresa, soprattutto se si tratta di una startup, non sempre può sostenere il costo di un consulente esterno che funzioni da “dipartimento bandi” per l’azienda.

  • La prima cosa da tenere a mente è quella di leggere attentamente il bando, attenendosi scrupolosamente alle condizioni presenti nel documento, per conoscere i requisiti richiesti che danno accesso alle agevolazioni e le modalità di presentazione della domanda. Una volta individuato il bando, sarà necessario avere a portata di mano CNS, Spid, bilancio e visura aggiornati per essere pronti a compilare la domanda inserendo tutti i dettagli.

 

  • Successivamente è necessario identificare la propria attività attraverso il codice Ateco, le sei cifre che identificano l’attività principale della propria impresa, assegnate in fase di apertura della partita Iva, che possono essere consultate sul sito Istat. È importante avere una casella di posta certificata (PEC) che servirà una volta inviata la domanda. Il suggerimento è quello di controllare regolarmente la casella di posta per non perdersi eventuali comunicazioni relative alla pratica e non rischiare di compromettere l’esito della domanda per una mancata risposta alla PEC.
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  • Una volta individuato il codice Ateco e l’ambito del finanziamento, è importante creare un business plan d’impresa, che descriva il progetto, la strategia e la la pianificazione economico-finanziaria dell’azienda. Sarà sicuramente utile anche raccogliere eventuali documenti e fatture dei fornitori della società che abbiano delle didascalie chiare e congrue con gli investimenti spesati dai bandi a cui si vuole partecipare.

 

  • Da non sottovalutare il potenziale di fondi interprofessionali ed enti bilaterali, che permettono di poter avere importanti benefici utili a sviluppare l’azienda e far crescere il personale assunto. In che modo? Per muoversi con facilità in questo settore, molti dei richiedenti si affidano a piattaforme online che rendono il lavoro di ricerca dei bandi e, soprattutto, la scrittura del progetto più semplici di quello che potrebbe essere per l’imprenditore stesso o per una figura qualsiasi all’interno dell’azienda. Tra le piattaforme più innovative, Agevolando offre un servizio online, in abbonamento, guidato da un team di esperti nel settore della consulenza finanziaria che ricerca, filtra e seleziona le opportunità di finanza agevolata per imprese, startup e professionisti.
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