Vaccino contro il Coronavirus, è anche italiano quello affidabile al 70%

da | 25 Nov 2020 | Coronavirus

AstraZeneca ha annunciato la sua profilassi, realizzata in collaborazione con l’Istituto di ricerche biomediche Irbm di Pomezia. Efficace in media al 70%, si conserva a -8 gradi centigradi e funziona meglio dei concorrenti sui pazienti anziani

 

Sta diventando una gara a chi sforna quello più potente, e anche l’Italia vuole mettere il suo sigillo: il terzo vaccino contro il Coronavirus annunciato al pubblico nel corso degli ultimi giorni riporta anche i nostri colori nazionali.

La formula per la profilassi anti Covid-19 battezzata dalla società farmaceutica AstraZeneca, infatti, è stata realizzata grazie alla collaborazione tra il Jenner Institute di Oxford e l’Istituto di ricerche biomediche Irbm di Pomezia.

Come già avvenuto per i due vaccini concorrenti delle case farmaceutiche Pfizer Biontech e Moderna, anche per il ritrovato di AstraZeneca le agenzie regolatorie del farmaco sono al lavoro per valutare i risultati delle sperimentazioni effettuate e autorizzare la commercializzazione del prodotto.

Ma quali sono le principali caratteristiche del vaccino compartecipato dalla ricerca italiana?

La prima peculiarità della profilassi AstraZeneca è la differenza di protezione garantita ai pazienti a seconda delle modalità di somministrazione delle dosi: 62% con l’assunzione di due porzioni intere a distanza di un mese, 90% con l’assunzione di una mezza porzione seguita da una intera; il che fa un’efficacia media del 70%.

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Tanto Pfizer Biontech quanto Moderna, invece, non hanno esibito quest’alternanza, assestandosi entrambi su un livello medio di protezione del 90%.

D’altra parte, le due succitate società esigono che i propri vaccini siano conservati a una temperatura fino a -80 gradi centigradi. Niente di tutto questo per AstraZeneca, che per il proprio vaccino richiede una temperatura di conservazione di –8 gradi centigradi, cioè lo standard dei normali anti influenzali.

Inoltre, quest’ultimo ritrovato sembra sortire un effetto migliore nelle persone anziane, producendo una buona risposta immunitaria. Tutti e tre i vaccini, tuttavia, sono accomunati dalla mancata risposta a un importante interrogativo: quanto dura la loro protezione?

Gli scienziati non sono ancora in grado di saperlo, così come non è chiaro se la profilassi protegga soltanto dai sintomi della malattia oppure anche dall’infezione. Qualora fosse accertato che la trasmissione del virus proseguirebbe, rischieremmo, infatti, di ritrovarci tutti malati asintomatici.

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