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Il Centro Europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie giudica quattro Regioni nostrane ad alto livello di contagiosità. Il presidente del Friuli Venezia Giulia: “Discriminazione indebita

 

Non si abbassa l’allerta Coronavirus in Italia.

Almeno per gli osservatori europei.

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A dispetto dell’annuncio, dato qualche ora fa, circa il passaggio di un buon numero di Regioni in zona gialla a partire dalla prossima domenica, secondo il Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie ci sono quattro aree, nel nostro Paese, che restano fuori dai limiti tollerabili per il controllo dei contagi da Covid-19.

Quali sono?

Si tratta di Emilia Romagna e Veneto, contrassegnate con il colore rosso, e del Friuli Venezia Giulia e della Provincia autonoma di Bolzano, indicate addirittura con il colore rosso scuro.

Il criterio di valutazione adottato dal Centro prevede di considerare aree off limits quelle in cui l’incidenza dei contagi è superiore a 500 riscontri positivi su 100.000 casi testati.

Inoltre, in linea con le raccomandazioni espresse in materia dalla Commissione europea, gli altri Stati membri dovrebbe richiedere l’effettuazione del test e il periodo di quarantena a chiunque provenga dalle suddette zone.

Una linea guida che, ai diretti interessati, sa di indebita discriminazione.

Il presidente del Friuli Venezia Giulia, Elena Fedriga, per esempio, ha infatti protestato veementemente contro la mappatura eseguita dalle autorità europee a danno della sua Regione.

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Nella sua opinione, l’analisi non sarebbe veritiera, e, poiché fondata sul criterio univoco dell’incidenza per abitante, penalizzerebbe, anzi, le Regioni più impegnate a effettuare i tamponi ma non per questo più “contagiose” di altre, con gravi e ingiuste ripercussioni sul comparto turistico locale.

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