Triennale Milano, incontro su “Le figure femminili nella tragedia”

da | 28 Ott 2021 | Eventi e Fiere

Venerdì 5 novembre alle 20.45, nell’ambito del Public Program di Triennale Milano e in occasione dello spettacolo di Motus Tutto Brucia, si terrà un incontro tra Motus Caterina Piccione (docente di Filosofia del teatro presso l’Università Vita-Salute San Raffaele) dal titolo Le figure femminili nella tragedia, dedicato alle figure femminili nella tragedia in un intreccio tra mitologia e presente.

Motus
Tutto Brucia

ideazione e regia: Enrico Casagrande e Daniela Nicolò / con: Silvia Calderoni, Stefania Tansini e R.Y.F. (Francesca Morello) alle musiche e lyrics / ricerca drammaturgica: Ilenia Caleo / direzione tecnica e luci: Simona Gallo / ambienti sonori: Demetrio Cecchitelli / fonica e cura dello spazio: Martina Ciavatta / assistenza tecnica: Francesco Zanuccoli / props e sculture sceniche in collaborazione con: _vvxxii / video e grafica: Vladimir Bertozzi / produzione: Elisa Bartolucci con Francesca Raimondi / organizzazione e logistica: Shaila Chenet / promozione: Marta Lovato con Francesca Lombardi / ufficio stampa: comunicattive.it / distribuzione internazionale: Lisa Gilardino / una produzione: Motus con Teatro di Roma – Teatro Nazionale, Kunstencentrum Vooruit vzw / progetto di residenza condiviso da: L’arboreto – Teatro Dimora | La Corte Ospitale – Centro di Residenza Emilia-Romagna, Santarcangelo dei Teatri / in collaborazione con: AMAT e Comune di Fabriano / nell’ambito di MarcheinVita. Lo spettacolo dal vivo per la rinascita dal sisma progetto di Mibact e Regione Marche coordinato da Consorzio Marche Spettacolo / con il sostegno di: MiC, Regione Emilia-Romagna / si ringraziano: HĒI black fashion, Gruppo IVAS

Spettacolo in italiano con sovratitoli in italiano e inglese – durata 75 minuti

Un importante ritorno a Triennale Milano Teatro, in prima milanese, per i romagnoli Motus, da trent’anni tra i massimi protagonisti della ricerca internazionale.

Il titolo del nuovo lavoro della formazione guidata da Enrico Casagrande e Daniela Nicolò evoca le parole di Cassandra nella riscrittura delle Troiane di Jean Paul Sartre: una frase che già di per sé mette a nudo la traiettoria di questo nuovo progetto Motus. Da tempo c’era nella compagnia il desiderio di continuare lo scavo, dopo il viaggio dentro l’Antigone, fra le più scomode figure femminili del tragico che ancora oggi riverberano.

La ricerca, cominciata prima del lockdown, ha assunto inevitabilmente con il senno di poi tutt’altra luce e urgenza: la pandemia e il disastro climatico incipiente segnano la fine di un’epoca e Le Troiane iniziano proprio con una fine. Tragedia anomala, senza conflitto e tessitura, o meglio il conflitto c’è stato, ma è già avvenuto: Ilio è già stata distrutta. Le donne, ridotte a bottino di guerra, attendono la spartizione, di lì a poco partiranno per mare, schiave, verso territori stranieri. Non c’è trama né intreccio, solo un perpetuo evocare gli spettri del passato.

La parola di Ecuba è lamento, parola che seppellisce i morti; la parola di Cassandra rompe la stasi e dà fuoco al futuro. Al centro ci sono il dolore e lo strazio del lutto, che, fuori dalla sfera personalistica, aprono una questione fortemente politica: quali sono i corpi da piangere e quali no? Quali forme abbiamo a disposizione per esprimere il lutto, il dolore della perdita (o anche separazione dal proprio luogo d’origine, come avviene per le comunità diasporiche)?

Durante la pandemia, le cerimonie per i morti sono state sospese, e i corpi sono stati sepolti di nascosto, senza saluto, e lo stesso accade ogni giorno per i corpi migranti morti in mare, per i clandestini o per le prostitute giustiziate dal sistema della tratta: quali vite contano dunque? Cosa rende una vita degna di lutto?

Motus riparte da queste domande dense, urticanti per costruire Tutto Brucia: uno spettacolo «inevitabilmente oscuro, eppure colmo di abbacinante furore.»

Venerdì 5 novembre alle 20.45, in occasione dello spettacolo e nell’ambito del Public Program di Triennale Milano, si terrà un incontro tra Motus e Caterina Piccione (docente di Filosofia del teatro presso l’Università Vita-Salute San Raffaele) dal titolo Le figure femminili nella tragedia, dedicato alle figure femminili nella tragedia in un intreccio tra mitologia e presente. L’ingresso all’incontro è libero fino ad esaurimento posti.

La compagnia Motus, fondata nel 1991 a Rimini da Enrico Casagrande e Daniela Nicolò esplode negli anni Novanta con spettacoli di grande impatto emotivo e fisico, riuscendo a prevedere e raccontare alcune tra le più aspre contraddizioni del presente. Dalla sua fondazione, affianca la creazione artistica – spettacoli teatrali, performance e installazioni – a un’intensa attività culturale, conducendo seminari, incontri e dibattiti. Forte è anche l’impegno nella formazione e nel supporto alle nuove generazioni di artisti a livello internazionale, con laboratori e docenze anche in ambito accademico/universitario.

Il lavoro della compagnia, fatto di teatro, performance e installazioni ha ricevuto numerosi riconoscimenti, tra cui tre Premi Ubu e prestigiosi premi speciali, e — accompagnato da un’intensa attività di seminari, incontri e dibattiti — è stato presentato in Europa e in tutto il mondo: da Under the Radar (New York), a TransAmériques e PuSh Festival (Canada), Santiago a Mil (Cile), Fiba Festival (Buenos Aires), Adelaide Festival e Midsumma Festival (Australia), Taipei Arts Festival (Taiwan), Hong Kong International Black Box Festival, MITsp (Brasile) e in tutta Europa. I registi della compagnia sono stati direttori artistici del pandemico cinquantenario del Santarcangelo Festival, progetto biennale in tre atti tra luglio 2020 e luglio 2021.
motusonline.com