L’azienda di trasporti ferroviari locali ha inviato una lamentela ufficiale al gestore pubblico della rete per fermare i disagi ai convogli causati dai guasti ai binari. A gennaio pronti nuovi treni

 

Trenord protesta contro i ritardi. Un paradosso?

Niente affatto: se, quando viaggiate a bordo di un convoglio della ditta, incappate in uno degli ormai consueti rallentamenti del mezzo, sappiate che non sempre la responsabilità è di Trenord.

Infatti, quando la colpa del ritardo non è riconducibile a un danno del treno ma a una disfunzione sulla rete ferroviaria, a doverne rispondere è, per legge, Rete Ferroviaria Italiana.

E proprio a quest’ultima si è rivolta, nei giorni passati, Trenord, attraverso una missiva in cui i vertici del gestore si sono detti estremamente “preoccupati e insoddisfatti” per i guasti sempre più frequenti che stanno occorrendo ai binari.

Per fare solo qualche esempio, possiamo ricordare i due maggiori incidenti avvenuti nelle scorse settimane: 6 novembre, disagi lungo la linea Milano-Mortara; 7 novembre, convogli bloccati sulla tratta Pavia-Alessandria.

In totale, poi, in questa prima metà del mese, ammontano a ben 400 le corse Trenord soppresse a causa di problematiche imputabili a Rti.

La società pubblica ha risposto ai rilievi cercando di coinvolgere nella faccenda Regione Lombardia che, tramite la controllata Ferrovienord, detiene una minima responsabilità nella gestione e manutenzione della rete ferroviaria localizzata sul suolo regionale. D’altra parte, dal Pirellone pretendono che Rti invii un piano dettagliato di lavori da eseguire prima di esprimere un qualsiasi assenso a interessarsi alla questione.

Nel frattempo, Trenord si è mossa per aumentare il gradimento dei passeggeri al proprio servizio. Nel prossimo mese di gennaio, infatti, i nuovi convogli “Caravaggio” e “Pop”, acquistati dall’azienda dai produttori Hitachi e Alstom, esordiranno sulle linee finora interessate dai più gravi ritardi: Milano-Lecco; Milano-Chiasso; Milano-Bergamo.

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