Un vero e proprio terremoto giudiziario scuote le fondamenta di uno dei simboli della “Milano verticale”. Il caso di Torre Milano è giunto a una svolta decisiva con la requisitoria del 1° aprile 2026, nell’ambito del processo presso il Tribunale.
La PM Marina Petruzzella ha formulato richieste di condanna estremamente severe, puntando a colpire l’intera catena di comando che ha permesso la realizzazione del grattacielo di via Stresa 22. Al centro dell’accusa c’è la riqualificazione dell’area (ex uffici e magazzini) completata nell’ottobre 2022: secondo la Procura, l’opera non sarebbe una “ristrutturazione” ma una lottizzazione abusiva materiale e cartolare, oltre che un abuso edilizio.
Le condanne richieste
Nello specifico, le otto richieste di condanna (con pene fino a 2 anni e 4 mesi di reclusione) riguardano i costruttori, Carlo e Stefano Rusconi, l’architetto Giovanni Maria Beretta ed alcuni dirigenti e tecnici del Comune di Milano che hanno istruito e validato la pratica edilizia.
Oltre alle pene detentive, la Procura ha avanzato la richiesta di confisca dell’edificio da 24 piani.
La richiesta più dirompente è proprio la confisca dell’intero immobile, una misura che trasformerebbe i proprietari dei 110 appartamenti in vittime collaterali di un presunto sistema illegale.
Torre Milano, un tassello dell’inchiesta urbanistica
Il caso di via Stresa non è un episodio isolato, ma rappresenta uno dei filoni più caldi della vasta inchiesta sull’urbanistica milanese che interessa decine di cantieri in tutta la città.
L’edificio: Tra Isola e Maggiolina, un’icona alta 80 metri
Situata in una posizione strategica tra il quartiere Isola e la zona residenziale della Maggiolina, Torre Milano si eleva per 24 piani raggiungendo gli 80 metri d’altezza. È un landmark che guarda dritto allo skyline di Porta Nuova, simboleggiando quel dinamismo urbano che il costruttore riassume nel motto: “La città ti porta in alto”.
Firmata da Beretta Associati, la Torre è un tributo colto al razionalismo milanese degli anni ’50. Non usa vetrate a specchio futuristiche, ma cemento armato a vista e geometrie pure che richiamano la solidità del Grattacielo Pirelli e della Torre Velasca. All’interno, il lusso è declinato in servizi comuni di altissimo livello: un terrazzo panoramico che offre una vista a 360° su tutta Milano, una piscina coperta da 20 metri, una palestra hi-tech, sala coworking e persino una sala feste per i condomini. A completare il tutto, un giardino con parco giochi che ha riqualificato un lotto precedentemente degradato di 12.600 m².
Consegnata nell’ottobre 2022, la Torre ospita oggi famiglie che hanno investito cifre importanti per vivere “a un passo dal cielo”, ma che ora si ritrovano a osservare la città da un belvedere che la magistratura vorrebbe sequestrare.






















