Terza dose di vaccino già da settembre e Green Pass nei luoghi di lavoro

da | 7 Set 2021 | Coronavirus

Terza dose in arrivo per i soggetti fragili, per poi essere estesa ad altri. Ok da Confindustria per il Green Pass obbligatorio nei luoghi di lavoro, ma tamponi a carico dello Stato.

 

Durante la conferenza stampa a conclusione del G20 Salute a Roma, il Ministro della Salute Roberto Speranza ha annunciato che l’inoculazione della terza dose avverrà già da questo mese per i pazienti fragili, per poi estenderla a sanitari, Rsa e così via.

“La terza dose in Italia ci sarà, partiremo già da settembre con pazienti fragili come gli oncologici o i trapiantati. Su questo punto già Ema e Ecdc si sono espresse. Dunque già nel mese di settembre partiranno in Italia queste prime terze dosi, poi analizzeremo per proseguire con gli over 80 e residenti Rsa e personale sanitario, che sono le prime categorie che hanno ricevuto il vaccino e da quale si partirà” è quanto detto da Speranza.

 

Dosi di richiamo vaccinale

EMA, L’agenzia europea del farmaco, ha iniziato a valutare una domanda per l’uso di una dose di richiamo di Comirnaty”, il vaccino anti-Covid di Pfizer/BioNTech, da somministrare 6 mesi dopo la seconda dose a persone di età pari o superiore a 16 anni”.

Le dosi di richiamo, le cosiddette dosi booster (di rinforzo), sono somministrate a persone vaccinate per ripristinare la protezione quando questa diminuisce, cioè quando il livello degli anticorpi si abbassa.

Efficacia dei vaccini anti Covid, nessuna riduzione dopo 7 mesi secondo l'ISS

 

Green Pass nei luoghi di lavoro

“Noi siamo per l’adozione del Green pass obbligatorio nei luoghi di lavoro e su questo si è aperta una discussione”. Afferma così il presidente di Confindustria, Carlo Bonomi, dopo un incontro con i sindacati, dichiarando di essere a favore per l’adozione del Green Pass obbligatorio nei luoghi di lavoro.

Contestualmente, però, in merito al costo dei tamponi, ha anche affermato che il governo potrebbe pensare ad un’operazione sociale e farsene carico, perché non può essere a carico delle imprese.

“Le imprese hanno già sostenuto dei costi di messa in sicurezza dei luoghi di lavoro. Ricordate tutti cosa è successo sui contributi che dovevano essere dati al sistema delle imprese per mettere in regola rispetto a quelli che erano i protocolli firmati, sono stati infinitesimali rispetto ai costi sostenuti” conclude Bonomi.

Quindi, arriva l’ok da Confindustria sul Green Pass obbligatorio nei luoghi di lavoro, ma il Governo deve farsi carico del costo dei tamponi.