Da Palazzo Marino il monito ai ragazzi famosi a Milano per offrire caffè e aperitivi agli automobilisti in coda nel traffico: “È un’occupazione abusiva

 

Fintanto che i giovani saranno costretti a fuggire all’estero per avere delle opportunità sarà il Tempio del futuro perduto. Poi, se e quando la situazione cambierà, diventerà semplicemente il Tempio del futuro”.

Si esprime così Matteo Bolognini, vicepresidente dell’Associazione Nuovo Rinascimento, che cura e gestisce le attività organizzate dall’edificio vuoto annesso alla Fabbrica del Vapore e affacciato su via Luigi Nono 9, a Milano.

Chi, tra i nostri lettori, frequenta la zona 8 della città e, magari, si ritrova puntualmente imbottigliato nel traffico all’altezza del cimitero Monumentale, conoscerà i ragazzi di cui stiamo raccontando: tutti i giorni, nell’ora di punta mattutina e pomeridiana, girano tra le auto in fila offrendo agli automobilisti caffè o aperitivi.

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Da qualche settimana, però, un’altra iniziativa del Tempio sta riscuotendo l’attenzione del pubblico e delle istituzioni. Esposti lungo il muro esterno della struttura, infatti, i passanti possono visionare e, se lo vogliono, portare a casa, libri, cappotti, abiti e generi di prima necessità.

Tutti possono prendere e donare qualcosa: lo abbiamo chiamato il muro della gentilezza e vorremmo che diventasse, in città, l’esempio per una politica della solidarietà e del dono” prosegue Bolognini.

Tuttavia, l’esistenza del Tempio del Futuro Perduto è a rischio.

Sembra infatti che i ragazzi dell’Associazione Nuovo Rinascimento abbiano preso possesso dell’edificio senza domandare alcuna autorizzazione al Comune.

Peraltro, negli ultimi due anni, hanno anche eseguito una serie di lavori di ripristino, tra cui la tinteggiatura delle pareti, che ora l’amministrazione contesta e che i volontari vorrebbero invece vedere riconosciuti.

Spiega Anna Scavuzzo, vicesindaco e assessore alla Sicurezza: “I ragazzi hanno compiuto un’occupazione abusiva. Dopodiché, hanno avviato un’attività culturale senza avere richiesto alcuna autorizzazione ufficiale, all’interno di una struttura che necessita di interventi strutturali. Confido che intraprendano un percorso di registrazione regolare”.

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