Tassa di soggiorno a Milano, nel 2026 fino a 12 euro. Ecco da quando

da | 13 Feb 2026 | Economia

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Milano ritocca ancora la tassa di soggiorno a Milano, con un nuovo aggiornamento delle tariffe che entrerà in vigore dal 1° aprile 2026. La decisione è arrivata dalla giunta comunale, che ha scelto di rivedere la struttura già approvata nei mesi scorsi: qualche aumento mirato, alcune riduzioni, molte conferme. Nessuna rivoluzione, ma un segnale chiaro legato anche al contesto delle Olimpiadi invernali.

Aumenti selettivi per le strutture di lusso

La novità più evidente riguarda gli hotel a cinque stelle. Qui la tassa passa da 10 a 12 euro a notte, diventando di fatto il contributo più alto previsto dal sistema milanese. Una scelta che punta apertamente sul segmento alto del turismo, quello con maggiore capacità di spesa e meno sensibile agli incrementi.

Per gli alberghi a quattro stelle, invece, tutto resta fermo: 10 euro per pernottamento, senza variazioni. Una stabilità che suona quasi come una pausa in un quadro complessivo fatto di piccoli aggiustamenti più che di scosse vere.

Diverso il discorso per le categorie inferiori. Negli hotel a tre stelle la tariffa scende da 7,50 a 7 euro, mentre per i due stelle cala da 5 a 4 euro. Riduzione anche per le strutture a una stella, dove si passa da 4 a 3 euro. Numeri contenuti, ma che raccontano una direzione precisa: alleggerire leggermente il peso sui soggiorni più economici.

Le tariffe che non cambiano

Restano invariati diversi capitoli del contributo turistico cittadino. Gli ostelli continuano a pagare 3 euro a notte, senza ritocchi. Stesso discorso per le case per ferie, ferme a 7 euro.

Nessuna modifica nemmeno per affitti brevi, bed & breakfast e case vacanza, che mantengono la soglia di 9,50 euro. Un segmento ormai centrale nell’offerta turistica milanese, osservato con attenzione ma, almeno per ora, non toccato dalla nuova rimodulazione.

Secondo il Comune, queste variazioni non dovrebbero cambiare in modo sostanziale il gettito complessivo. In altre parole: qualche euro in più da una parte, qualcosa in meno dall’altra, con un equilibrio finale che resta simile alle previsioni già messe a bilancio.

Tassa di soggiorno a Milano e Olimpiadi 2026

Dietro la scelta c’è anche un fattore normativo. Milano può intervenire sulla tassa di soggiorno a Milano sfruttando le possibilità introdotte dal cosiddetto Decreto Anticipi, che consente ai Comuni lombardi e veneti entro 30 chilometri dalle sedi di gara delle Olimpiadi Milano-Cortina di aumentare il contributo fino a 5 euro per notte, limitatamente al 2026.

A questa finestra si è aggiunta un’ulteriore leva prevista dalla Legge Finanziaria 2026, che permette un incremento supplementare fino a 2 euro. Il risultato è il margine utilizzato ora dalla giunta per intervenire soprattutto sulle strutture di fascia alta.

Una scelta che appare più strategica che emergenziale. Milano continua ad attrarre flussi turistici importanti, con eventi internazionali, fiere e – appunto – le Olimpiadi alle porte. Ritoccare la tassa senza stravolgerla significa cercare risorse aggiuntive senza compromettere la competitività della destinazione.

Un equilibrio tra entrate e attrattività

Il tema resta delicato. Da un lato c’è l’esigenza di finanziare servizi, accoglienza, mobilità e sicurezza in una città sempre più visitata. Dall’altro, la necessità di non appesantire troppo il costo del soggiorno, soprattutto in un mercato europeo dove la concorrenza tra destinazioni è forte.

La strada scelta da Palazzo Marino sembra quella dei micro-aggiustamenti progressivi, più che degli aumenti generalizzati. Colpire poco, ma dove l’impatto è minore. Alleggerire appena dove il prezzo pesa di più.

Una linea prudente, che lascia aperta la domanda vera: cosa succederà dopo il 2026, quando l’effetto Olimpiadi sarà finito e le deroghe normative non saranno più disponibili. Per ora Milano si limita a ritoccare, senza strappi. Ma il tema della tassa di soggiorno, in una città sempre più turistica, resta tutt’altro che chiuso.


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