Partner e pubblicità

Un emendamento in fase di approvazione al Comune prevede la decurtazione della tassa per le attività chiuse durante il blocco primaverile. Via anche la tassa giornaliera per sedie e tavolini in strada e aumento dell’esenzione Irpef

 

Un pensiero concreto a favore delle imprese cittadine, rimaste forzatamente chiuse durante il lockdown.

È quello messo in atto dalla Giunta comunale di Milano, all’opera per mandare in porto il taglio di due gravosissimi oneri fiscali: Tari e addizionale Irpef.

Ma procediamo con ordine.

Partner e pubblicità

Se non è ufficiale, è ufficiosa l’approvazione, da parte della maggioranza di governo a Palazzo Marino, dell’innalzamento, per le imprese di Milano rimaste chiuse causa Covid-19, dello sconto per il pagamento della parte variabile della Tari (tassa sui rifiuti) dall’attuale 20% al 40%.

Contestualmente, la Giunta dovrebbe procedere anche all’eliminazione dell’odiatissima Tarig, cioè il balzello giornaliero a carico di bar e ristoranti che occupano il suolo pubblico, antistante i rispettivi esercizi commerciali, con tavoli e sedie.

Un risultato importante, che si propone di fornire un aiuto reale a tutte le imprese che, nonostante le difficoltà economiche causate dagli strascichi del Coronavirus, cercano di andare avanti o di ripartire” ha dichiarato Filippo Barberis, capogruppo del Pd al Comune.

Certo, la misura adottata costerà, e le casse comunali sono già gravate, se è vero che, dati alla mano, la pandemia ha generato un vuoto finanziario di 600 milioni di euro.

LEGGI ANCHE:  Andersen International School, telecamere in caso di didattica a distanza

Ma dalle parti di Palazzo Marino non fanno drammi. “Recupereremo la perdita nei prossimi tre anni, grazie all’incremento alla lotta all’evasione fiscale, indirizzata in particolar modo a chi la Tari non la paga” ha tranquillizzato l’assessore al Bilancio Roberto Tasca.

Secondo capitolo, l’addizionale Irpef. In questo caso, la platea dei beneficiari dello sconto si allarga, considerato che ne usufruiranno non soltanto le aziende, ma anche i privati cittadini. Con un obiettivo chiaro e socialmente utile: alzare la soglia dell’esenzione da 21 mila a 23 mila euro. Poco importa che occorreranno altri 15 milioni di investimento pubblico.

Condividi questo articolo!