Intervista a Barbara Galli, dalla sua esperienza professionale a Talent Up. La sua mission è riconoscere e allenare i talenti

 

Ciao Barbara, ci parli un po’ della tua esperienza professionale e di come sei arrivata a Talent Up?

Ciao Elena! Il mio esordio sulla scena lavorativa è datato 1997- “un’ottima annata” 😊. Ventiquattrenne neolaureata decisi di entrare nel patinato mondo del marketing in BMW Italia, a Palazzolo di Sona. Da Busto Garolfo (all’epoca un paesino di 10.000 anime, dove abitavo ancora con la mia famiglia) a Palazzolo di Sona c’era un bel po’ di strada: quella che desideravo mettere fra me e le mie origini, per costruire la mia indipendenza.

Fu un periodo molto divertente e di grandi apprendimenti: l’organizzazione era realmente orizzontale e io, a soli 24 anni, avevo il privilegio di di confrontarmi direttamente con il Presidente: paura e orgoglio! In BMW incontrai Martino Boffa, che allora dirigeva il settore automotive in GPF&Associati, prestigioso istituto di ricerca fondato da Gianpaolo Fabris. Ci conoscemmo e mi chiese di andare a lavorare con lui.

Ero curiosa. Volevo vedere come si generassero i dati e le informazioni a cui accedevo in azienda.

Guardandomi indietro direi di aver sottostimato l’impatto del passaggio 😊: solo una volta entrata in istituto di ricerca capii infatti quanta tecnica e quanta abilità professionale specifiche fossero necessarie per svolgere bene quel lavoro e di quanto fosse differente da ciò che avevo fatto sino ad allora. Ma in fondo ne ero pienamente felice: mi piacciono le sfide, mi hanno sempre stimolata a cercare prospettive nuove, a “darmi da fare”. Le sfide per me sono state un acceleratore di crescita personale e professionale – tant’è che le cerco tuttora!

Sviluppata una solida expertise nelle ricerche di mercato e nella consulenza decisi di tornare in azienda, in Maserati. Avevo una opportunità per me unica coordinare il dipartimento ricerche di mercato in una azienda, mettendo a sistema le skill acquisite fino ad allora, per portare un approccio nuovo e rotondo. Da Maserati passai poi in Ferrari, nella direzione Strategia prodotto, finché mi chiamò The Nielsen Company, per il lancio della nuova Business Unit di ricerche di mercato. Divenni leader delle indagini sugli shopper per il sud Europa.

Poi arrivò forte l’onda del digitale: come potevo farmi mancare di cavalcarla? Mi tuffai nel mondo di Duepuntozero Research. Dopo qualche anno mi ritrovai alla guida dell’agenzia: fu una esperienza ricca, potente e un grande successo. Infine ci fu l’approdo in Doxa, dove è arrivarono la dirigenza e una nuova start up da lanciare: la divisione Telco&Mobility: un’altra occasione di fatica e gioia; apprendimento e contributo.

Parallelamente a queste esperienze lavorative, mai doma 😊, 15 anni fa iniziai un percorso personale che mi avvicinò al coaching. Ed eccoci all’ultima tappa! Dopo 23 anni di esperienza come direttore di ricerca, startupper, dirigente d’azienda, consulente di marketing, esperto digitale; dopo due Master, vari corsi di specializzazione, una certificazione internazionale come Professional Coach ICF, decisi di fondare Talent Up.

Un altro nuovo inizio: da “dipendente” a “imprenditrice”. E pensare che a mio padre dicevo sempre che non avrei mai seguito la sua strada 😊: ho tolto “mai” e “sempre” dal mio vocabolario!

 

Talent Up è il nome del tuo brand, ma è anche un modello, ci spieghi di cosa si tratta?

Il perché di Talent Up si può riassumere in una frase, che ho voluto inserire come benvenuto nel mio sito: “Ognuno ha incredibili talenti dentro di sé. Riconoscerli, nutrirli e farli crescere aumenta il benessere e le performance. Della persona e dell’azienda

talent up

E’ quello che ho visto, che ho vissuto sulla mia pelle. Ci sono talenti in ciascuna persona che, se liberati, possono farla risplendere, farla stare bene, inondare di energia positiva chi le sta vicino e generare performance esponenziali nell’azienda in cui lavora! Con Talent Up voglio far brillare questi talenti, portando alle aziende e alle persone l’unicità di visione, approccio, tecniche che ho avuto il privilegio di sviluppare e allenare nel mio percorso personale e professionale.

Nel mio modello il talento (personale, organizzativo) è al centro.

Il talento viene riconosciuto, incluso, allenato (nelle sue componenti di intelligenza emotiva, relazionale, logico-matematica…), potenziato, attraverso cocaching, training dedicato su hard e soft skills (specialmente queste ultime) ed esperienza.

Esperienza che genera crescita attraverso l’interazione diretta e con evolute piattaforme di intelligenza artificiale (con cui faccio behavioral training e coaching dedicato allo sviluppo di negoziazione, delega, gestione del feed-back…). Se immaginate l’organizzazione come un essere vivente (l’unico in grado di stare nel flusso e adattarsi / anticipare / guidare il cambiamento) la reason why del talento al centro vi apparirà immediata: le persone sono l’azienda che vive.

L’azienda ha un posizionamento – dinamico, che non è fatto da una serie di attributi  ma di esperienze – proprio attraverso le persone. Agisce intenzionalmente nel contesto competitivo attraverso le persone. Raccoglie informazioni attraverso le persone. Brilla attraverso i suoi talenti. Persone forti generano un brand forte. La performance dei talenti organizzativi si lega direttamente alle performance del brand, alla sua profitability, alla sua sustainability.

Persone allineate all’azienda, alla sua visione, diventano advocates e propagano la forza della identità di marca in modo unico ed esponenziale.

 

Per chi è importante il tuo modello?

So che “per tutti” non è una buona risposta 😊 ma pazienza! Il mio modello parla alle persone, siano esse CEO, HR Director, HR manager, titolari d’azienda, middle manager o altro. In imprese nazionali, multinazionali. Piccole o grandi. Alle persone che gestiscono persone. A persone che vogliono gestire al meglio il loro percorso di crescita, di vita personale e professionale.

 

Ci racconti qualche strumento che usi?

Mi piace ibridare. Non per il puro gusto di farlo, ma perché combinare tecniche ed esperienze porta a una ricchezza diversa, a una visione più ampia. Uso, combinandoli tra loro, tool di intelligenza emotiva; piattaforme di intelligenza artificiale per il behavioral training; coaching; ricerche di mercato condotte con un linguaggio e un approccio nuovo – non credo più nella ricerca di mercato didattica e didascalica – è fuori tempo, fuori contesto, rigida; web listening e molto altro. E’ davvero “tanta roba” mi piacerebbe parlarne in modo dedicato, per dare a ciascuno strumento, a ciascuna idea, lo spazio che merita!

 

I tuoi progetti futuri cosa porteranno?

Ho tanti progetti, ci credi? 😊 Tra quelli prossimi alla partenza c’è la Talent Academy! Un percorso in 2 step in cui accompagno persone e aziende a riconoscere i talenti e ad allenarli. Per entrambi il beneficio è potente e immediato:

  • Le persone identificano le proprie qualità e i propri talenti per comprendere come far evolvere il proprio ruolo professionale coerentemente con il contesto e con le necessità e i valori espressi dalle aziende.
  • Le aziende identificano i talenti organizzativi e li “compongono” in modo ottimale (nei team e nell’organizzazione nel suo complesso): ciascuna persona nella posizione e nel ruolo che più le è congeniale e in cui, come conseguenza, darà un contributo migliore all’azienda.

Nella Talent Academy utilizzo tool di intelligenza emotiva e di AI. E faccio un deep dive sui brain talents!

Cosa porteranno i miei progetti? Nuove prospettive, nuova fiducia, consapevolezza che “si può fare” (citando F, Junior!)

Invito tutti a essere curiosi e a contattarmi. La curiosità è gratis e io le regalo volentieri il mio tempo 😊 Seguitemo sul mio sito www.talent-up.it , sui social e scrivetemi a barbara@talent-up.it: sarò felice di rispondere e condividere!

 

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