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L’Unione Europea ha deciso di rafforzare i finanziamenti a favore dei supercomputer per l’Intelligenza artificiale. In prima fila a fianco agli scienziati i cervelloni Lumi e Leonardo

 

Non solo video e social network: la tecnologia digitale cala in aiuto dei malati di Covid-19.

E lo fa direttamente dai piani alti: è notizia di poche ore fa, infatti, che l’Unione Europea aumenterà ulteriormente il proprio impegno e i propri sforzi a favore dell’Intelligenza artificiale e delle applicazioni per la medicina e per la sperimentazione scientifica.

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Nel dettaglio, parliamo del finanziamento, per 8 miliardi di euro, utile alla realizzazione di supercomputer. Già operativi da qualche anno nel supporto alla ricerca contro le malattie gravi, tra cui il cancro, i mega cervelloni ora indirizzeranno la propria attività di calcolo nel supporto, offerto agli scienziati in lotta contro il tempo, per la ricerca di un vaccino contro l’infezione da Coronavirus.

Il nuovo candidato per questo delicato compito è Lumi: localizzato in Finlandia ma frutto della collaborazione economica di tutti i Paesi Ue, i quali finora hanno dedicato alla causa dell’Intelligenza artificiale la ragguardevole cifra di 327 milioni di euro, il dispositivo è, appunto, un supercomputer, che affiancherà la propria attività quotidiana di processamento e incrocio dei dati a quella del “collega” Leonardo, un’analoga infrastruttura made in Italy e fiore all’occhiello dei nostri scienziati informatici.

Colonnine di ricarica per veicoli elettrici, perché le strutture non possono più farne a meno

Margrethe Vestager, commissaria europea alla Concorrenza, ha dichiarato: “Il supercalcolo garantisce soluzioni innovative ai nostri problemi quotidiani. Con l’acquisizione del supercomputer Lumi in Finlandia, gettiamo le basi per migliorare la vita degli europei, attraverso un supporto concreto al progresso della scienza”.

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