È uno degli edifici più fotografati d’Italia, un monumento che ogni giorno accoglie 260.000 persone senza che quasi nessuno si fermi ad alzare gli occhi. La Stazione Centrale di Milano, inaugurata il 1° luglio 1931 su progetto dell’architetto Ulisse Stacchini, compie 120 anni dall’avvio della sua costruzione e si prepara a un profondo intervento di riqualificazione.
Ieri il sindaco Giuseppe Sala, l’ad di FS Sistemi Urbani Matteo Colamussi e la CEO di Grandi Stazioni Retail Elena Sorlini hanno presentato ufficialmente il piano: 20 milioni di euro di investimento, lavori già avviati, termine previsto entro giugno 2027.
L’Atrio Storico torna come era
Il cuore del progetto riguarda l’Atrio Storico, che tornerà alla sua configurazione originaria. Le biglietterie, spostate nel 1952 quando le FS installarono le scale mobili centrali — un intervento che divise l’atrio e ne alterò le proporzioni — torneranno nella loro sede d’origine.
Ridare leggibilità a uno spazio progettato per essere monumentale, con il Salone principale che raggiunge i 42 metri d’altezza, è uno degli obiettivi espliciti del piano.
Pavimenti, luce e spazi commerciali
Lo studio Park & Associati, che firma il progetto architettonico in collaborazione con la Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio, ha lavorato sui materiali originari per garantire coerenza con l’identità storica dell’edificio. Le aree comuni riceveranno un nuovo pavimento che richiama i motivi a intarsio e mosaico degli originali storici.
Il piano prevede anche il rinnovo del sistema di illuminazione e una ridefinizione degli spazi commerciali al piano terra e all’ammezzato. Il deposito bagagli si sposterà al piano ammezzato, con un ingresso e aree di stoccaggio riprogettati.
La stazione resta aperta durante i lavori
I cantieri avanzeranno per fasi e aree distinte, senza mai interrompere l’operatività della stazione. Con 260.000 passeggeri al giorno e la funzione di snodo tra le linee M2, M3 e i principali aeroporti, una chiusura anche parziale sarebbe impraticabile. «Oggi assistiamo all’avvio di un’operazione di riqualificazione strategica per la città», ha affermato il sindaco Giuseppe Sala. «Le esigenze di chi arriva in treno a Milano sono molto cambiate e adeguare funzioni e spazi della stazione ai nuovi bisogni, rispettando e valorizzando la sua storia architettonica, è fondamentale per il futuro della città». Il completamento definitivo è previsto entro giugno 2027.
«Questo progetto non è un semplice restyling ma una trasformazione strategica che rimette al centro il cittadino, il viaggiatore e la città stessa», aggiunge Elena Sorlini, CEO di Grandi Stazioni Retail. Matteo Colamussi di FS Sistemi Urbani lo inquadra nella visione più ampia del gruppo: «Rendere le stazioni sempre più vicine alle esigenze dei passeggeri e dei cittadini, e le città sempre più connesse».
Stazione Centrale: un edificio con molte vite, e un luogo di memoria
La storia della Stazione Centrale si intreccia con quella della città in modo profondo. Il concorso per la nuova stazione partì nel 1906 — 120 anni fa — perché quella inaugurata nel 1864 da Vittorio Emanuele II in piazza della Repubblica non reggeva più il traffico ferroviario dell’Italia unita. Stacchini vinse il concorso nel 1912, ma i lavori proseguirono a lungo.
Durante il regime fascista l’edificio divenne anche un simbolo di potere: Mussolini ne amplificò la monumentalità, e ancora oggi la facciata racconta quella stagione — le aquile che evocano la conquista di Trento e Trieste, i cavalli alati del Progresso, i bassorilievi del Lavoro, del Commercio e della Scienza.
Sotto la stazione, al livello del Binario 21, si trova il Memoriale della Shoah, inaugurato il 27 gennaio 2013: da quella banchina sotterranea partirono i treni che deportarono centinaia di ebrei e perseguitati politici nei campi di concentramento nazisti. Un luogo che molti frequentatori abituali della stazione non hanno mai visitato, ma che rappresenta una parte essenziale di quello che questo edificio porta con sé.






















