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La legge di Bilancio ha introdotto la tracciabilità per le visite mediche private, pena la rinuncia alla detrazione fiscale del 19%

 

Pagare tutti per pagare meno. È il motto con cui i vari governi che si sono succeduti alla guida della Repubblica hanno cercato, negli anni, di combattere l’evasione fiscale e di ricondurre il cittadino italiano medio a una più alta coscienza civica e a una sana condotta pubblica.

Ebbene, pare che ora si passerà dalle parole ai fatti. Nella legge di Bilancio 2020, infatti, è presente un comma che riguarda da vicino l’interesse economico di ciascuno di noi: la detrazione fiscale estiva, quella che ingrassa la busta paga di luglio dei lavoratori dipendenti e che diminuisce l’importo delle tasse da pagare dei liberi professionisti.

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A partire da quest’anno, se ancora vorremo usufruire degli sconti fiscali per l’acquisto di medicinali o per le visite mediche, è consigliabile rendere tracciabile la nostra spesa.

Per la verità, non saremo obbligati a impiegare il bancomat, la carta di credito o l’assegno bancario per tutti i tipi di spesa sanitaria.

La norma, infatti, prescrive la tracciabilità solo in caso di visite specialistiche in regime privato.

Per quanto riguarda l’acquisto di medicinali e di dispositivi medici in farmacia, o di prestazioni sanitarie attraverso il Sistema sanitario nazionale o presso strutture private accreditate con quest’ultimo è concessa, ancora, la possibilità di pagare in contanti.

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