Social Media Manager, non si frena la richiesta da parte di aziende e PMI

10 Set 2021 | Tecnologia

Nel mese di agosto sono state poco più di 8000 le posizioni di lavoro presenti su LinkedIn nell’ambito del marketing, oltre 1000 sono rivolte a Social Media Manager.

 

Il peso specifico del settore digital continua a farsi sentire anche negli annunci di lavoro. Solo nell’ultimo mese di agosto, periodo notoriamente di stallo anche per quanto riguarda la ricerca lavoro e la pubblicazione di nuove posizioni, sono stati poco più di 8000 gli annunci riguardanti figure nell’ambito del marketing online. Di questi, in particolare, oltre 1000 hanno per oggetto la ricerca di social media manager.

Quella che per molti agli inizi dell’avvento del digital era una figura a corollario dell’ufficio marketing è diventata oggi centrale all’interno della strategia di comunicazione portata avanti da brand e aziende. A partire dal tone of voice e ai valori che si intendono comunicare, fino alla gestione della community e al supporto al customer service, il social media manager è oggi molto più che un semplice consulente, spesso, infatti, è proprio colui che traccia la rotta digital da seguire” – spiega Marco D’Oria, Marketer Professionista con oltre 20 anni di esperienza, in comunicazione e abitudini comportamentali legate agli acquisti e Direttore dell’Accademia del Marketing Digitale CAMA. Una figura quindi non più ai margini dei processi aziendali bensì parte integrante degli stessi, oltre che responsabile della comunicazione esterna dell’azienda.

Come avvicinarsi quindi a questa professione? Come spiega lo stesso D’Oria è necessario allontanarsi dalla visione del social media manager come profilo estremamente verticale su un unico ambito e abbracciare una visione differente, che vede lo stesso come un professionista in grado di operare a 360° sulla strategia di comunicazione digitale dell’azienda. “Consiglio sempre di puntare ad una formazione capace di partire e coprire gli ambiti base del marketing, necessari per meglio guidare le scelte che si andranno, poi, ad adottare in azienda” – prosegue Marco D’Oria – “A cui poi associare una cosiddetta formazione a T che sia verticale sui social media e sulle regole che li guidano.”

 

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Avvicinarsi a questa professione non è sempre facile, mancando, ad esempio, corsi di laurea specifici ad essa dedicata. Per questo motivo oltre alla preparazione più accademica, da integrare con corsi post laurea dedicati specificatamente al social media management e al digital marketing, è sempre bene provare fin da subito a fare esperienza. Stage curriculari durante gli anni dell’università in agenzie e uffici marketing possono sicuramente essere un ottimo punto di inizio sia per valutare la propensione per il ruolo, spesso soggetto a picchi di lavoro importanti e scadenze molto ravvicinate, sia per iniziare a mettersi concretamente in gioco imparando direttamente sul campo. In Italia, infatti, si assiste ancora ad un forte gap tra la domanda del mercato del lavoro, e l’offerta di professionisti preparati e specializzati nel comparto digitale.

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Ma come presentarsi al meglio alle aziende? Spesso le candidature spontanee possono essere ancora un ottimo modo per proporsi, allegando una presentazione che ad esempio analizzi eventuali ambiti da sviluppare o potenziare dell’azienda per la quale ci si sta proponendo. “Denota subito un approccio proattivo e analitico, ma soprattutto permette di emergere tra le tante candidature spesso inviate senza alcun materiale in allegato” – spiega Marco D’Oria – “Le prime volte potrebbe andare male, senza ricevere risposta, ma bisogna rimanere sempre focalizzati su quell’unica volta che andrà bene. Non demordere quindi se all’inizio non si riceveranno subito riscontri dalle aziende.

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Per chi intende avvicinarsi a questa professione la cura dei propri profili social è fondamentale per essere riconosciuti all’esterno come potenziali professionisti a cui rivolgersi. È importante considerare i propri canali digital come un portfolio online vero e proprio, sui quali pubblicare i lavori svolti, o se si parte da zero creare degli studi e analisi di scenario. “Come consulente negli anni ho sempre percepito grande interesse da parte delle aziende nel capire quali ragionamenti ci sono dietro l’ottenimento di determinati risultati, spesso è una fase centrale del processo di selezione e di colloquio. Presentare e pubblicare online i propri lavori serve a dimostrare non solo il talento individuale o le realtà per le quali si è lavorato, quanto l’approccio mentale al problem solving e le modalità di scelta all’interno di processi creativi e strategici” – prosegue Marco D’Oria.

Il consiglio finale? Non smettere mai di formarsi, il digital marketing e la figura del social media manager sono in continua evoluzione e trasformazione. La stessa emergenza sanitaria è stata un momento di pausa forzata, ma anche di opportunità per molti professionisti di ripensare al lavoro e rimettersi in gioco seguendo corsi di formazione e di approfondimento utili per ripartire con maggior consapevolezza. “Il digital non si ferma letteralmente mai, motivo per il quale la formazione deve essere costante e continuativa nel tempo per poter essere sempre aggiornati e preparati sui nuovi trend e sfide prossime del mercato” – conclude Marco D’Oria.