Smog a Milano: ecco cosa prevedono le misure anti-PM10 attive dal 13 marzo
A Milano da oggi, 13 marzo, tornano le misure temporanee di primo livello contro l’inquinamento dell’aria. Quando i livelli di PM10 restano troppo alti per più giorni consecutivi, il Comune è obbligato ad attivare restrizioni aggiuntive previste dal Piano Regionale degli Interventi per la qualità dell’Aria (PRIA) della Regione Lombardia.
Si tratta di provvedimenti che entrano in vigore automaticamente tra il 1° ottobre e il 31 marzo, il periodo dell’anno in cui la qualità dell’aria peggiora di più nella Pianura Padana. Le misure vengono attivate nei Comuni con più di 30 mila abitanti delle cosiddette Fasce 1 e 2.
Perché scattano le misure: il limite del PM10
Il parametro di riferimento è il PM10, cioè il particolato atmosferico con diametro inferiore a 10 micrometri, una delle principali componenti dello smog urbano.
La normativa stabilisce che il limite giornaliero è di 50 microgrammi per metro cubo (µg/m³). Quando questo valore viene superato per più giorni consecutivi nelle centraline di monitoraggio, si attivano automaticamente le misure emergenziali.
A Milano e nell’area metropolitana i dati vengono rilevati e certificati dalle centraline di ARPA Lombardia, l’agenzia regionale che monitora la qualità dell’aria.
Il meccanismo è progressivo:
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dopo 2 giorni consecutivi di superamento del limite scattano le misure di primo livello
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dopo 7 giorni consecutivi entrano in vigore le misure di secondo livello, più restrittive
Cosa cambia con le misure di primo livello dal 13 marzo
Quando scatta il primo livello di allerta, come in questi giorni, vengono introdotte alcune limitazioni su traffico, riscaldamenti e attività all’aperto.
Tra le principali, lo stop ai veicoli più inquinanti: divieto di circolazione per auto benzina e gas Euro 0 e 1. Stop anche ai veicoli diesel da Euro 0 a Euro 4, anche se dotati di filtro antiparticolato. Per tutti i veicoli vige inoltre il divieto di restare in sosta con il motore acceso.
Altro tema importante è quello del riscaldamento. Le restrizioni prevedono:
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limite di 19°C nelle abitazioni e negli esercizi commerciali (con tolleranza di 2°C)
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stop all’uso di stufe e camini a legna meno efficienti se esiste un impianto alternativo
Stop ai fuochi all’aperto: sono vietati falò, barbecue e fuochi d’artificio.
Per quanto riguarda l’agricoltura, si attiva lo stop allo spandimento di fertilizzanti, reflui e fanghi nei campi (salvo interramento immediato).
Le restrizioni valgono in tutto il territorio provinciale interessato, non solo nel Comune di Milano.
Il secondo livello: restrizioni più severe
Se i livelli di PM10 resteranno oltre il limite per almeno 7 giorni consecutivi, scatterà invece il secondo livello di allerta.
In questo caso si aggiungono ulteriori limitazioni, soprattutto sull’utilizzo dei generatori di calore domestici a biomassa legnosa, che devono rispettare standard energetici ed emissivi più elevati.
Un meccanismo che si attiva ogni inverno
Le misure emergenziali anti-smog non sono una novità: vengono applicate ogni inverno in Lombardia dal 2017, quando è entrato in vigore il sistema di intervento coordinato tra Regione e Comuni previsto dal PRIA.
Il monitoraggio avviene quotidianamente attraverso le centraline di ARPA Lombardia, e i controlli vengono verificati su scala provinciale per garantire interventi coordinati tra i diversi territori.
L’obiettivo è ridurre rapidamente le emissioni nei giorni più critici, quando condizioni meteo e traffico urbano fanno salire i livelli di polveri sottili.
Dove controllare se le misure sono attive
In ogni momento è possibile verificare le misure anti-inquinamento attive sul sito ufficiale https://www.infoaria.regione.lombardia.it/infoaria/#/home. Basta cliccare sulla città di Milano o su qualsiasi altro centro di interesse.






















