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Lo Studio Rossi di Milano informa sulla modifica introdotta a un comma del decreto Cura Italia che inserisce la prescrizione del telelavoro per i dipendenti immunodepressi o muniti di legge 104

 

Non se ne era di certo andato, fatto sta che è tornato a mordere e obbliga ancora una volta lo Stato ad adeguare le norme sul lavoro a uno stato di cose eccezionale.

Ci riferiamo al Coronavirus, la cui seconda ondata di contagi ha indotto il legislatore a modificare le regole in merito allo smart working per i lavoratori fragili.

Chi sono costoro?

Passiamone in rassegna i tipi, indicati dal decreto legge “Cura Italia” dello scorso mese di agosto:

  • Individui immunodepressi
  • Individui affetti da patologie oncologiche
  • Individui sottoposti a terapie salvavita
  • Individui che usufruiscono della legge 104

Ebbene, se, stante la normativa precedente abrogata, l’assenza dal luogo fisico di lavoro delle suddette categorie di impiegati doveva essere considerata dall’azienda come equivalente a un periodo di ricovero ospedaliero, ora, e fino al prossimo 31 dicembre, la medesima assenza non è più equiparabile a uno stato di inagibilità del lavoratore “protetto”, poiché quest’ultimo risulterà operativo in modalità di telelavoro.

Non solo. Qualora il datore di lavoro si trovasse in difficoltà a trasferire il proprio dipendente catalogato come “fragile” in versione smart working, è comunque tenuto ad allocarlo in questa precisa modalità.

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Leggi l’articolo dello Studio Rossi Consulenza del Lavoro.

 

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