La siccità in Lombardia torna a mettere sotto pressione il settore agricolo e la gestione delle risorse idriche. Secondo quanto emerso dall’ultima riunione straordinaria dell’Osservatorio permanente sugli utilizzi idrici del Distretto del Po, le riserve disponibili per irrigare i campi potrebbero bastare ancora per circa dieci giorni, almeno se nelle prossime settimane non arriveranno piogge significative in grado di dare sollievo a una situazione che continua a peggiorare giorno dopo giorno.
L’allarme riguarda l’intero bacino del Po e coinvolge anche la Lombardia, dove i livelli di laghi, invasi e corsi d’acqua stanno progressivamente diminuendo mentre il caldo e l’assenza di precipitazioni aumentano la richiesta d’acqua da parte delle coltivazioni.
Siccità in Lombardia, il Po resta osservato speciale
L’Autorità di Bacino Distrettuale del fiume Po ha confermato lo stato di severità idrica classificato come “media in assenza di precipitazioni”, una valutazione che evidenzia come il sistema stia reggendo ma con margini sempre più ridotti.
La disponibilità di acqua si sta infatti consumando rapidamente e le richieste provenienti dal comparto agricolo restano elevate, soprattutto in una fase della stagione in cui molte colture hanno bisogno di irrigazioni costanti per evitare danni produttivi.
La situazione è talmente delicata che nelle prossime ore anche il Piemonte ha convocato un incontro straordinario per valutare ulteriori rilasci dagli invasi montani verso il Lago Maggiore, nel tentativo di garantire ancora un minimo apporto al fiume Po e sostenere le necessità irrigue dei territori a valle.
L’acqua disponibile diminuisce mentre i consumi aumentano, un equilibrio sempre più difficile da mantenere che preoccupa agricoltori e consorzi irrigui.
I laghi lombardi perdono milioni di metri cubi d’acqua
Se il Po preoccupa, la situazione dei grandi laghi lombardi non è migliore.
Secondo gli ultimi dati disponibili, il deficit medio delle risorse idriche in Lombardia ha raggiunto il 40%, una percentuale che fotografa con chiarezza la portata del problema.
Particolarmente difficile la situazione del Lago d’Idro, che continua a essere uno dei bacini più in sofferenza. Proprio per questo si sta valutando un soccorso irriguo che potrebbe proseguire fino al 20 luglio, data che coincide con la conclusione della stagione irrigua.
Anche gli altri grandi laghi stanno registrando cali significativi. Nell’ultima settimana il Lago Maggiore ha perso circa 33 centimetri di livello, pari a 69 milioni di metri cubi d’acqua, un dato che rende bene l’idea della velocità con cui le riserve si stanno riducendo.
Nello stesso periodo si è registrato un calo della percentuale di riempimento di circa il 15% nel lago di Como, del 18% nel lago d’Iseo, dell’8% nel Lago d’Idro e del 5% nel Lago di Garda.
Numeri che raccontano una diminuzione costante delle disponibilità idriche proprio nel momento in cui la domanda è più elevata.
Soffrono anche le dighe montane
Non arrivano notizie incoraggianti nemmeno dagli invasi alpini.
Le riserve nevose che nei mesi scorsi avrebbero potuto garantire un contributo importante sono ormai esaurite e anche le dighe montane presentano volumi d’acqua inferiori ai valori medi di riferimento.
Questo significa che il sistema dispone di meno margini per compensare eventuali ulteriori peggioramenti nelle prossime settimane e che la gestione delle risorse dovrà essere ancora più attenta.
Laghi, dighe e fiumi stanno affrontando contemporaneamente una fase di forte stress, una condizione che rende più complesso trovare un equilibrio tra le esigenze dell’agricoltura e la tutela degli ecosistemi.
Regione Lombardia approva nuove deroghe per affrontare l’emergenza
Per cercare di gestire una stagione che si annuncia particolarmente complicata, la Giunta regionale ha approvato nei giorni scorsi la nuova disciplina delle deroghe parziali e temporanee al rilascio del deflusso minimo vitale e del deflusso ecologico.
La misura consentirà una gestione più flessibile delle risorse disponibili, mantenendo comunque l’obbligo di monitorare gli effetti ambientali e di adottare eventuali interventi di mitigazione per limitare gli impatti sui corsi d’acqua lombardi.
L’atto approvato prevede inoltre la possibilità di sospendere le licenze di attingimento superficiale nei tratti di fiume dove non sarà più possibile soddisfare le derivazioni irrigue già autorizzate.
Si tratta di uno strumento che potrebbe diventare necessario qualora la disponibilità d’acqua dovesse ridursi ulteriormente nelle prossime settimane.
Siccità in Lombardia, le prossime settimane saranno decisive
Gli occhi restano ora puntati sul meteo. Dopo settimane caratterizzate da temperature elevate e precipitazioni scarse o assenti, eventuali piogge diffuse potrebbero rallentare il consumo delle riserve e alleggerire la pressione sul sistema idrico.
Al contrario, un proseguimento della fase calda rischierebbe di accelerare ulteriormente il calo dei livelli di laghi e fiumi, riducendo ancora di più la disponibilità per l’irrigazione.
Con un deficit idrico medio del 40%, grandi laghi in costante diminuzione e risorse agricole che potrebbero bastare soltanto per altri dieci giorni, la Lombardia si trova davanti a una delle fasi più delicate dell’estate, mentre agricoltori e istituzioni cercano di gestire al meglio un’emergenza che riguarda ormai gran parte del Nord Italia.






















