Domani, martedì 15 luglio, dalle 18 in poi i rider di Glovo, Deliveroo e Just Eat incroceranno le braccia per uno sciopero collettivo a Milano. L’iniziativa è stata proclamata da Nidil Cgil Milano e Filt Cgil Milano e nasce dall’assemblea del 10 luglio in piazza Duca d’Aosta, davanti alla Stazione Centrale. La scintilla è l’ordinanza comunale sul caldo estremo, ma le rivendicazioni vanno ben oltre le ore di punta estive.
Rider in sciopero a Milano: cosa sta succedendo
Negli scorsi giorni il Comune di Milano ha emanato un’ordinanza che prevede la riduzione o la sospensione delle consegne affidate ai rider in bicicletta nelle fasce orarie più critiche della giornata, valida fino a settembre. Una misura pensata per proteggere chi lavora all’aperto in condizioni di caldo estremo, e su questo i sindacati concordano. Il problema è un altro: quando le piattaforme sospendono le assegnazioni, i rider si fermano ma non vengono pagati. In pratica, la tutela della salute si traduce in una perdita diretta di reddito.
Il 10 luglio Nidil Cgil ha convocato un’assemblea con presidio davanti alla Stazione Centrale per dare voce ai lavoratori e costruire una risposta collettiva. Il risultato è stato la proclamazione dello sciopero del 15 luglio e la decisione di portare la questione al Ministero del Lavoro a Roma il 16 luglio, dove i sindacati chiederanno l’applicazione degli ammortizzatori sociali anche per i rider, strumenti che oggi, nella maggior parte dei casi, non possono utilizzare perché non pienamente riconosciuti come lavoratori dipendenti.
Le vertenze aperte non riguardano solo il caldo. Nidil Cgil Lombardia denuncia che Glovo, anche a seguito di interventi della magistratura, non ha dato seguito agli impegni assunti in materia di retribuzioni. Le principali piattaforme continuano a non rispondere in modo adeguato alle richieste sindacali e rifiutano di aprire una trattativa vera su compensi, tutele e sicurezza.
Cosa chiedono i rider
Le richieste sono chiare. In primo luogo, che le ore di sospensione forzata nelle fasce di caldo estremo non si traducano in perdita di salario: le piattaforme devono garantire una continuità reddituale per i lavoratori fermati per ragioni di salute e sicurezza, non scaricare il costo del caldo sui fattorini. «Chiediamo a Glovo, Deliveroo e al Prefetto di Milano soluzioni tangibili», ha dichiarato Andrea Bacchin di Nidil Cgil, «misure che tutelino la loro salute senza costringerli a perdere salario».
Più in profondità, c’è la questione strutturale: il riconoscimento pieno dei rider all’interno di un sistema di diritti e protezioni, con accesso agli ammortizzatori sociali, corretta classificazione contrattuale e tutele nei momenti di sospensione o riduzione dell’attività. Il caldo di questa estate non ha fatto che rendere più urgente un problema che esiste da anni.
Il 16 luglio incontro al Ministero del Lavoro
Lo sciopero di domani a Milano è pensato anche come azione preparatoria all’incontro del giorno successivo a Roma. Il 16 luglio la Confederazione insieme a Nidil porterà al Ministero del Lavoro la richiesta di estendere gli ammortizzatori sociali a questa categoria, sollecitando anche una partecipazione attiva delle piattaforme nell’assunzione di responsabilità verso i propri lavoratori. L’esito di quell’incontro potrebbe segnare un punto di svolta o confermare l’impasse che va avanti da anni.






















