Saldi a Milano, l’allarme: “I pre-saldi sono una presa in giro, tolgono il 20% alle famiglie”

da | 2 Lug 2026 | Economia

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Quando iniziano i saldi estivi 2026 a Milano? Intervista esclusiva a Gabriel Meghnagi, vicepresidente Confcommercio Milano e vicepresidente vicario FederModa Milano: sconti anticipati fuori norma, vigili insufficienti e la regola per riconoscere un saldo vero. Ecco le date ufficiali dell’estate 2026.

Mancano pochi giorni al via ufficiale dei saldi estivi a Milano, ma per molti negozi gli sconti sono già iniziati, e non dovrebbe essere così. Abbiamo intervistato in esclusiva Gabriel Meghnagi, vicepresidente di Confcommercio Milano e vicepresidente vicario di FederModa Milano, che non usa mezzi termini: le scontistiche già praticate a giugno sono “saldi anticipati”, vietati dalla normativa, e hanno un impatto diretto sulle tasche dei milanesi.

“Sconti che erodono il potere d’acquisto delle famiglie”

Parliamo dei pre-saldi, o saldi anticipati: perchè li definite una presa in giro? Cosa sta succedendo concretamente e quali sono gli impatti sui commercianti?

«Le scontistiche effettuate nel mese di giugno sono essenzialmente saldi anticipati, vietati dalla normativa in materia. Sconti che erodono la disponibilità di spesa delle famiglie durante i saldi di almeno il 20%

Vigili insufficienti e multe troppo leggere

Il divieto di effettuare promozioni nei 30 giorni precedenti ai saldi esiste da tempo. Perché, secondo lei, oggi è così difficile farlo rispettare?

«Il numero di agenti della Polizia Locale, deputata al controllo, è purtroppo insufficiente per poter verificare il rispetto della normativa su tutto il territorio comunale. Il poco personale disponibile viene giustamente impiegato in compiti più urgenti. E le sanzioni erogate non sempre costituiscono un efficace deterrente perché non sono proporzionate al fatturato delle imprese.»

Le aspettative sui consumi: il caldo a Milano fattore decisivo

Al di là della questione pre-saldi, con quali aspettative arrivano i commercianti milanesi a questa stagione dei saldi? Vi aspettate una ripresa dei consumi?

«Clima permettendo, cioè se il termometro non torna ad alzarsi vertiginosamente, siamo fiduciosi di poter raggiungere la parità restando in linea con l’anno precedente.»

La rivincita dei negozi fisici

Quanto incidono oggi e-commerce, promozioni continue e marketplace online sulle vendite dei negozi fisici?

«L’interesse sull’online per il settore dell’abbigliamento è in calo da un anno a questa parte: l’assortimento in negozio è in sostanza uguale a quello delle piattaforme di marketplace. Il cliente è tornato a frequentare con grande interesse i negozi fisici dove si può provare, scegliere e comprare il proprio capo preferito. Teniamo inoltre conto che, ad oggi, comprare un prodotto online, soprattutto nella moda, comporta il rischio di dover procedere con il reso del prodotto se non soddisfa le aspettative o se la taglia/misura non è adatta. Con un conseguente allungamento dei tempi per ottenere lo storno del pagamento e con l’onere di pagare le spese di restituzione.»

Gabriel Meghnagi

Gabriel Meghnagi, vicepresidente Confcommercio Milano

Come riconoscere un saldo vero (e non farsi fregare)

Mettiamoci nei panni dei cittadini. Tra “saldi privati”, messaggi WhatsApp e l’ombra delle truffe sulle percentuali di sconto, il consumatore è spesso disorientato. In questo scenario così frammentato, come fa un cliente a capire se si trova davanti a un saldo trasparente e reale?

«È importante premettere che un saldo reale è un saldo che mediamente oscilla tra il 30/40%, e non oltre, durante le prime settimane. Sconti con percentuali superiori possono nascondere qualche imprevisto per il cliente. Al giorno d’oggi sempre più spesso la clientela, già nei giorni antecedenti l’avvio dei saldi, verifica il prezzo effettivo di vendita del prodotto d’interesse, per poi compararlo durante i saldi.»

La sfida del settore: prodotto sempre “fresco” ed esperienza d’acquisto

Quali sono oggi le principali sfide per un imprenditore che gestisce un negozio di moda a Milano? E quali strategie stanno funzionando meglio?

«La sfida maggiore, sembrerà scontato, è quella di garantire un prodotto sempre “fresco”, aggiornato ed innovativo, stando attenti a seguire le evoluzioni della moda e delle tendenze di stagione. Inoltre, è importante assicurare una cura ed un servizio inappuntabili alla propria clientela facendo diventare l’acquisto una vera e propria esperienza.»

Il futuro dei saldi: si cambia data o si liberalizzano le promozioni?

I saldi hanno ancora il ruolo che avevano un tempo oppure il mercato richiede un ripensamento delle regole?

«I saldi erano, sono e rimarranno sempre un elemento fondamentale per l’attività di impresa nel settore abbigliamento e rivestono anche un ruolo di primo piano, a Milano, per attrarre turisti in città. Va, però, evidenziato come il mercato e le aspettative della clientela siano cambiati. Ed è impossibile pensare di tornare al passato con i saldi ad agosto o a settembre. Oggi bisogna ragionare in termini di mantenimento della data attuale, di anticipo o di liberalizzazione delle promozioni nel caso non si riesca a contrastare il fenomeno dei “pre-saldi”.»

La richiesta alle istituzioni: fermare la desertificazione commerciale

Quali azioni programmatiche avete in mente, se potete anticiparcele, e cosa chiedete alle istituzioni per sostenere il commercio milanese?

«Alle Istituzioni chiediamo di intensificare l’attenzione sul fenomeno della desertificazione commerciale: in particolare nelle vie meno battute o più periferiche della città. Servono agevolazioni per i commercianti ed incentivi che garantiscano la tenuta del tessuto commerciale in tutti i quartieri che, come ricordo sempre, rappresentano un presidio importante anche di socialità e sicurezza.»

Quando iniziano i saldi a Milano?

  • Inizio: sabato 4 luglio 2026
  • Fine: martedì 1° settembre 2026 (durata massima 60 giorni)
  • Stop promozioni “pre-saldi”: vietate dal 4 giugno 2026 (30 giorni prima dell’avvio)

Le regole di Confcommercio per commercianti e clienti

  • Cambio del capo: la possibilità di cambiare il capo dopo l’acquisto è generalmente lasciata alla discrezionalità del negoziante, a meno che il prodotto non sia danneggiato o non conforme (d.lgs. 6 settembre 2005, n. 206, Codice del Consumo). In questo caso scatta l’obbligo per il negoziante della riparazione o della sostituzione del capo e, nel caso ciò risulti impossibile, la riduzione o la restituzione del prezzo pagato. Il compratore è però tenuto a denunciare il vizio del capo entro due mesi dalla data della scoperta del difetto. A differenza degli acquisti nei negozi fisici, in quelli online è possibile restituire il prodotto o effettuare cambi entro 14 giorni dal ricevimento, a prescindere dall’esistenza di un vizio.
  • Prova dei capi: non c’è obbligo. È rimessa alla discrezionalità del negoziante.
  • Pagamenti: le carte di credito devono essere accettate da parte del negoziante e vanno favoriti i pagamenti cashless.
  • Prodotti in vendita: i capi che vengono proposti in saldo devono avere carattere stagionale o di moda ed essere suscettibili di notevole deprezzamento se non venduti entro un certo periodo di tempo.
  • Indicazione del prezzo: obbligo di indicare il prezzo normale di vendita (tenendo conto che, in base al D.lgs 26/2023, va indicato il prezzo più basso applicato alle generalità dei consumatori nei trenta giorni precedenti l’avvio dei saldi), lo sconto e il prezzo finale.

Saldi 2026: un banco di prova per il commercio milanese

Tra pre-saldi “fuori norma”, controlli insufficienti e un consumatore sempre più attento a smascherare lo sconto finto, la stagione dei saldi 2026 si conferma un momento delicato per Milano. Da un lato i commercianti guardano con cauto ottimismo alla parità con l’anno scorso — meteo permettendo — dall’altro emerge con chiarezza un ritorno di interesse verso il negozio fisico, complici i limiti (e i costi nascosti) dell’acquisto online nella moda.

Resta però aperta la partita più difficile: quella dei controlli. Se Polizia Locale e sanzioni non bastano a scoraggiare chi anticipa gli sconti fuori regola, la domanda che pone Confcommercio è tutt’altro che retorica: si continua a difendere il calendario attuale dei saldi, o si prende atto che il fenomeno dei pre-saldi va combattuto ripensando le regole stesse, magari liberalizzando le promozioni?

E c’è un secondo fronte, forse meno acceso ma altrettanto urgente: quello della desertificazione commerciale nei quartieri periferici, dove la chiusura di un negozio non è solo una perdita economica, ma anche di sicurezza e socialità. Le istituzioni milanesi sapranno rispondere con incentivi concreti, o il rischio è che le vie del centro continuino a fare da vetrina mentre la periferia si svuota?

Nel frattempo, il consiglio più semplice resta valido per chiunque si appresti a fare shopping da sabato 4 luglio: controllare il prezzo prima, diffidare degli sconti oltre il 40% e, se possibile, tornare a provare i capi in negozio.


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