Green Pass al ristorante, nessun controllo dei documenti per Lamorgese

da | 9 Ago 2021 | Governo e Politica

Nessun controllo dei documenti d’identità da parte dei gestori di bar e ristoranti secondo il ministro Lamorgese.

 

Green Pass al ristorante e controllo documenti

Il Ministro dell’Interno, Luciana Lamorgese, durante la partecipazione al comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza di Torino, ha chiarito che i titolari di bar e ristoranti non potranno chiedere la carta d’identità alla clientela.

A tal proposito, il Viminale emetterà una circolare per spiegare chiaramente ai gestori di bar e ristoranti che non saranno tenuti a farlo.

Le fonti del Viminale chiariscono che “Le forze di polizia sono pienamente impegnate per garantire il rispetto delle regole sull’utilizzo del Green pass. La attuazione dei controlli rappresenta un passaggio delicato in quanto ha l’obiettivo primario di tutelare la salute pubblica”. 

Lamorgese, però, ha voluto ribadire il concetto che entrare al ristorante con il Green Pass è come mostrare il biglietto al cinema e che i gestori dei locali sono tenuti a controllare il certificato verde e non i documenti d’identità.

 

Controlli sul Green Pass

Lamorgese non ha escluso che vengano effettuati dei controlli a campione nei locali da parte della Polizia amministrativa, anche se, secondo la ministra, non si può pensare che l’attività di controllo venga svolta dalle forze di polizia perché significherebbe distoglierle dal loro compito di garantire la sicurezza.

 

Confcommercio sul Green Pass

Roberto Calugi, il direttore generale della Fipe (Federazione Italiana Pubblici Esercizi) di Confcommercio, ha commentato quando dichiarato dalla Lamorgese, come si legge su Ansa, così: “Apprezziamo le parole del ministro Lamorgese sul fatto che non spetti ai gestori controllare i documenti, perché questo andrebbe oltre i loro doveri, ma è bene che si faccia chiarezza: se una persona esibisce un Green pass di un’altra persona e viene scoperto nei controlli a campione della polizia, un barista non può esserne responsabile e rischiare a sua volta una sanzione. Perciò bisogna intervenire sul quadro sanzionatorio: si modifichi la norma o almeno si diffonda una circolare ministeriale”. 


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