Rimosse 70 Keybox a Milano dalla Polizia Locale, in particolare nell’area dei Navigli

da | 7 Gen 2026 | Ambiente

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Keybox a Milano, il Comune passa ai fatti: rimosse 70 cassette destinate alle chiavi dei B&B

A Milano il tempo delle attese è finito. Tra il 5 e il 6 gennaio la Polizia Locale è entrata in azione e ha rimosso circa 70 keybox Milano, le cassette metalliche utilizzate per custodire le chiavi degli appartamenti destinati agli affitti brevi.

Un intervento concreto, visibile, che ha trasformato una norma scritta in un’azione sul territorio. Soprattutto in città, soprattutto nei quartieri dove il fenomeno è più evidente.

Non è stata una sorpresa. Il tema era già emerso chiaramente nelle scorse settimane, anche su MilanoBiz, che aveva raccontato come il divieto fosse già scattato ma le cassette fossero ancora lì, appese a pali e cancelli come se nulla fosse. Ora, invece, Milano ha deciso di intervenire davvero.

Keybox Milano, il primo colpo arriva dai Navigli

Il cuore delle operazioni è stato il Municipio 5, in particolare l’area dei Navigli. Una zona simbolo per Milano: residenziale, turistica, frequentata a ogni ora. Qui le keybox erano diventate parte del paesaggio urbano. Piccoli contenitori metallici fissati ovunque, spesso uno accanto all’altro, come se lo spazio pubblico fosse una bacheca privata.

In due giornate di controlli gli agenti della Polizia Locale, coordinati con il Nucleo interventi urgenti rimozioni, hanno smontato o tagliato decine di dispositivi. In alcuni casi è bastato svitare, in altri si è dovuto ricorrere alle tronchesi. Il risultato, però, è stato lo stesso: le cassette sono sparite dalle strade.

Dal regolamento alla strada

Alla base di tutto c’è la modifica al Regolamento di Polizia Urbana approvata dal Consiglio comunale di Milano il 4 dicembre. Una modifica che vieta esplicitamente l’installazione di keybox e lockbox su suolo pubblico e sugli elementi dell’arredo urbano. Niente pali della luce, niente segnaletica, niente cancellate affacciate sulla strada.

La norma consente la rimozione immediata, senza obbligo di preavviso. Le spese sono a carico dei proprietari, con sanzioni che vanno da 100 a 400 euro. A Milano, insomma, non si tratta più di un richiamo formale: chi non si adegua rischia davvero.

Keybox Milano, un tema che riguarda la città

La scelta del Comune non nasce solo da una questione tecnica. A Milano il tema delle keybox è diventato negli anni un simbolo di un equilibrio sempre più fragile tra turismo e vita urbana. Da un lato la crescita degli affitti brevi, dall’altro le richieste dei residenti, che parlano di disordine, sicurezza e perdita di identità dei quartieri.

Le cassette fissate ovunque hanno inciso sul decoro urbano, soprattutto nelle zone centrali. Ma non solo. La presenza di codici visibili e di chiavi accessibili ha sollevato anche dubbi sul piano della sicurezza, in una città che già convive con flussi continui di persone.

Se ne parlava già, ora Milano agisce

Il punto centrale è proprio questo: a Milano il problema era noto. Se ne discuteva da tempo e se ne era già parlato pubblicamente, anche sulle pagine di MilanoBIZ, che aveva segnalato come il divieto delle keybox fosse in vigore ma ancora disatteso. Quelle immagini di cassette ancora appese raccontavano una distanza tra regole e realtà.

L’intervento di gennaio colma quella distanza. La città ha scelto di far rispettare la norma, senza annunci clamorosi ma con azioni concrete. Le keybox non conformi vengono rimosse, punto.

Cosa resta consentito in città

Il divieto riguarda esclusivamente lo spazio pubblico. A Milano restano consentite soluzioni alternative all’interno di proprietà private: androni condominiali, cortili, muri interni. La consegna delle chiavi, quindi, non è vietata in sé, ma deve avvenire senza occupare o deturpare lo spazio comune.

Per molti gestori di B&B questo significa ripensare l’organizzazione. Meno automatismi, più attenzione alle regole. Un cambiamento che incide soprattutto nelle zone più turistiche della città.

I controlli continueranno

Dal Comune fanno sapere che le operazioni non si fermeranno qui. Dopo i Navigli, i controlli proseguiranno anche in altri quartieri di Milano, dove la presenza di affitti brevi è significativa. L’obiettivo dichiarato è ristabilire ordine e uniformità, evitando eccezioni e zone franche.

Il messaggio è chiaro: a Milano le keybox su suolo pubblico non sono più tollerate. Quello che fino a pochi mesi fa sembrava normale oggi non lo è più. E il 2026, almeno su questo fronte, si apre con una linea più netta tra ciò che è consentito e ciò che non lo è.


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