Le riforme nel Recovery Plan per un’Italia più moderna. Come verranno spesi 248 miliardi di euro

da | 26 Apr 2021 | Economia, Governo e Politica

Il destino dell’Italia nelle riforme Recovery Plan. Il Paese si candida a ricevere i fondi necessari a ripartire dopo la pandemia

 

“Sbaglieremmo tutti a pensare che il Pnrr sia solo un insieme di progetti, tanto necessari quanto ambiziosi, di numeri, obiettivi e scadenze. Metteteci dentro le vite degli italiani, le attese di chi ha sofferto la pandemia, l’aspirazione delle famiglie, le giuste rivendicazioni di chi non ha un lavoro o di chi ha dovuto chiudere la propria attività, l’ansia dei territori svantaggiati, la consapevolezza che l’ambiente va tutelato. Nell’insieme dei programmi c’è il destino del Paese, la sua credibilità”, queste le parole del premier Draghi alla Camera dei Deputati durante la presentazione del Piano Italiano per il Next Generation e il Ricovery Plan da circa 248 miliardi di Euro. 

Le riforme trasformeranno in realtà la ripresa economica insieme con i fondi europei che dovrebbero permettere di consegnare alle nuove generazioni “un’Italia più moderna”.

 

Riforme Recovery Plan. Direzione Bruxelles

Le richieste di finanziamento e i progetti di riforma saranno presentati venerdì 30 aprile a Bruxelles. Quattro riforme e sei missioni così strutturate, quelle presentate dal premier Draghi, fisco, giustizia, pubblica amministrazione e concorrenza e, in più, lo stop a Quota 100 dal 2002. Le priorità trasversali sono i giovani, il Sud e le donne.

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Oltre 248 miliardi a disposizione

A questa cifra vanno aggiunte le risorse del programma Re-act Eu, da spendere, come prevede la normativa, nel triennio 2021-2023.

Tali fondi ammonteranno ad altri 13 miliardi, da sommare ai 248 miliardi di cui sopra. Il premier Draghi, presentando il Pnrr alla Camera dei Deputati, ha elencato i tre obiettivi principali.

Il primo, da raggiungere nel minor tempo possibile, è la riparazione dei danni economici e sociali causati dalla pandemia. Particolare attenzione sarà data ai giovani e alle donne, che hanno sofferto un calo di occupazione superiore alla media. Il Piano affronterà, in un arco di tempo più lungo, anche i seguenti problemi: le disparità territoriali e di genere, la scarsa crescita produttiva, il basso investimento in capitale fisico e umano. L’ultimo obiettivo sarà una transizione ecologica.

 

L’assegno unico

Importante per chi ha figli, l’assegno unico diventerà lo strumento centrale per le famiglie con figli, e andrà a sostituire le misure frammentarie che abbiamo visto fino ad ora.


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