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Referendum, Milano dice No, tranne nel Municipio 1: tutti i dati zona per zona e le reazioni

da | 24 Mar 2026 | Cronaca

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Milano ha bocciato la riforma della giustizia Nordio. Nel referendum costituzionale sulla riforma della magistratura, svoltosi domenica 22 e lunedì 23 marzo, il capoluogo ha fatto registrare il 58,33% di No contro il 41,67% di .

Il risultato milanese stride nettamente con quello del resto della regione. La Lombardia vede un’ampia vittoria dei Sì con il 53,56% e si conferma, insieme a Veneto e Friuli-Venezia Giulia, una delle sole tre regioni italiane ad approvare la riforma.

Sul piano nazionale, i voti contrari al referendum hanno prevalso con il 53,7% dei consensi contro il 46,3% dei favorevoli.

Il voto in città: il sì vince solo nel Municipio 1

Il voto è stato sostanzialmente omogeneo da un Municipio all’altro. Il No si è affermato nel Municipio 2 con il 60,2%, nel Municipio 3 con il 61,2%, nel Municipio 4 con il 58,8%, nel Municipio 5 con il 59,7%, nel Municipio 6 con il 60,5%, nel Municipio 7 con il 56%, nel Municipio 8 con il 57,1%, nel Municipio 9 con il 60,1%.

Fa eccezione il Municipio 1, il centro storico, dove si è registrata l’unica inversione di tendenza cittadina: qui ha prevalso il .

Insieme al capoluogo, altri sette capoluoghi di provincia lombardi — Mantova, Bergamo, Brescia, Como, Pavia, Monza e, di misura, Lodi — hanno votato contro la riforma.

L’affluenza al referendum: Milano sopra ogni aspettativa

L’affluenza in città è stata del 65,14%: su 951.417 elettori aventi diritto, si sono presentati ai seggi in 619.790. Un dato che ha colpito gli osservatori. La percentuale è parecchio superiore a quella delle ultime elezioni Comunali del 2021, quando andò a votare appena il 47,7% degli elettori, e delle Regionali del 2023, quando l’affluenza in città precipitò al 41,1%.

La Lombardia nel suo insieme ha fatto registrare un’affluenza del 63,75%, tra le più alte d’Italia. A livello nazionale ha votato il 58,9% degli aventi diritto, dato sensibilmente più alto rispetto alle previsioni, che stimavano tra il 45 e il 50% di votanti. L’alta partecipazione ha amplificato la portata del No, trasformando quello che nei sondaggi si profilava come un testa a testa in una sconfitta netta per il governo Meloni.

Le reazioni di Sala e Fontana

Il sindaco di Milano Giuseppe Sala non ha nascosto la sua soddisfazione: “Il No dei milanesi e degli italiani è una gran bella notizia”, ha scritto in un post sui social. Pur riconoscendo che il referendum era “ampiamente politicizzato”, ha sottolineato come fosse necessario “dare una forte risposta politica. E questa risposta è arrivata.” Nel risultato, Sala ha letto anche un segnale più ampio: “Con questa vittoria si ottengono due risultati: si ribadisce che la Costituzione non è immodificabile, ma qualunque modifica deve portare ad un miglioramento delle regole democratiche. E in secondo luogo, questa vittoria ci dice che il Paese è contendibile. Ripartiamo da qui“.

Tono opposto quello del presidente della Regione Attilio Fontana, che ha rivendicato con orgoglio il voto lombardo: “Viva la Lombardia! Oggi più che mai rivendico l’orgoglio di essere lombardo”, ha dichiarato, elogiando i suoi concittadini come “fautori del cambiamento e dell’innovazione.” Fontana ha tuttavia precisato che “il risultato elettorale in democrazia va sempre accettato”, pur definendo — da avvocato — il voto “un’occasione persa per rendere l’Italia più moderna e al passo con gli altri Paesi europei.”


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