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A fine mese scatta il rinnovo dell’assegno per i cittadini più bisognosi, i quali però non potranno rifiutare più di due offerte di lavoro “congrue”

 

Sì al rinnovo, ma con riserva.

Suona così la formula scelta dal Governo per rinnovare l’applicazione, ai cittadini in possesso dei necessari requisiti, del reddito di cittadinanza.

E già, perché proprio con la fine del corrente mese di ottobre scadono i primi diciotto mesi di vita della misura assistenziale voluta dal M5S, e, contestualmente, si aprono i termini di legge per rieditarla.

Tuttavia, sappiamo tutti quante polemiche il reddito di cittadinanza abbia suscitato: oltre a finti poveri, ne hanno usufruito anche degli assassini, come le recenti e raccapriccianti cronache ci hanno testimoniato.

Perciò, che almeno si possa essere sicuri che la nuova tranche spetti a chi, davvero, merita l’aiuto finanziario dello Stato: con la circolare n.3627/2020, l’Inps ha specificato che il reddito di cittadinanza riparte, ma che quanti continueranno a percepire l’assegno saranno obbligati, pena la decadenza del trattamento, ad accettare una delle prime due offerte di lavoro congrue proposte.

Implicito che sarà istituita una lista di collocamento, implicito che le occupazioni offerte dovranno rispettare livelli minimi di stipendio prestabiliti.

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Per quanto riguarda le modalità con cui i richiedenti potranno inoltrare la domanda del reddito di cittadinanza, invece, esse sono le medesime del 2019, e si riferiscono ai seguenti canali:


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