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221,5 miliardi, questa è la cifra a cui ammonta il Piano nazionale di ripresa e resilienza che il Premier Mario Draghi porta il Consiglio dei Ministri. Di questi oltre duecento miliardi, il 191,5% è riferibile al Recovery Fund e trenta miliardi saranno utilizzati per le “opere extra Recovery.”

La spinta stimata alla crescita è di 3 punti di Pil nel 2026.

 

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Affrontare le debolezze strutturali dell’economia italiana

Affrontare le debolezze strutturali dell’economia italiana è, secondo il ministro Daniele Franco, l’obiettivo del Piano oltre, ovviamente, a “riparare i danni della pandemia.” Il grosso del piano, tuttavia, non è ancora definito. Il governo sottolinea che “l’impianto non cambierà” in risposta alla grande quantità di richieste emersa in queste ore dai partiti. M5s, ad esempio, annuncia la battaglia sul Superbonus e non è il solo; Confindustria è dello stesso parere.

Al momento, però, non sono state ottenute modifiche al riguardo. FI chiede il welfare per le famiglie, il Pd vuole vederci chiaro sulla Rete unica, la Lega annuncia che presenterà in Cdm “altri progetti da aggiungere” al PNRR .

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La risposta del governo alle regioni

Le Regioni avevano chiesto, all’unanimità, il prolungamento di un’ora del coprifuoco (dalle 22 alle 23) e il rientro a scuola per gli studenti delle superiori. Non si parla del tema apertura nella riunione della cabina di regia sul Recovery, ma è chiaro a tutti che il Premier non sembra voler tornare indietro.

Da Palazzo Chigi spiegano che dal governo saranno forniti chiarimenti ai dubbi delle Regioni e ogni quindici giorni saranno effettuate verifiche sui dati per decidere di ulteriori eventuali aperture.

Se i dati sui contagi e sui vaccini andranno in miglioramento, quindi, è realista sperare che il coprifuoco alle 22 non durerà sino al 31 luglio.  

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Cosa succederà nelle prossime ore

Il Premier Draghi nelle prossime ore farà la sua informativa in Cdm sul PNRR (Piano nazionale di ripresa e resilienza) e ascolterà le proposte che verranno messe sul tavolo. Tuttavia Palazzo Chigi sottolinea che l’impianto non è destinato a cambiare.

Il via libera arriverà solo dopo un secondo Consiglio dei Ministri, che si svolgerà a metà della prossima settimana, dopo l’informativa che il Premier svolgerà lunedì e martedì alle Camere.

La tensione è altissima e il dibattito appena agli inizi.  

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