Milano, 15 giugno 2026 — Le sedi di Milano e Monza di PricewaterhouseCoopers (PwC) Italia hanno aderito al programma Smart Circular City di Borsino Rifiuti (Taebioenergy srl), abbandonando il tradizionale percorso di smaltimento municipale e il conferimento delle frazioni valorizzabili ai consorzi di filiera per imballaggi. Una scelta che non è soltanto operativa: è una dichiarazione di posizionamento.
Con questa adesione, i rifiuti prodotti ogni giorno nelle due sedi non alimentano più flussi verso il sistema pubblico di raccolta. Alimentano, invece, un circuito di produzione locale: le materie prime secondarie recuperate contribuiscono direttamente alla realizzazione di prodotti di consumo realizzati nell’area metropolitana di Milano, chiudendo il cerchio tra consumo e produzione nello stesso territorio in cui avviene.
Una scelta controcorrente: e per questo significativa
Il modello prevalente nella gestione dei rifiuti urbani è ancora quello delegato: si affida la questione al Comune o ai consorzi di imballaggio, si paga la TARI, ci si mette in regola. Fine del coinvolgimento.
PwC ha scelto diversamente.
Ha scelto di sapere dove finiscono i propri scarti. Di verificare che il recupero avvenga davvero, vicino, con tracciabilità certificata. Di contribuire non alla media statistica della raccolta differenziata nazionale, ma a un flusso concreto di economia circolare sostenibile che produce valore misurabile nell’area in cui opera.
È la differenza tra compliance e commitment. Tra rendicontare e agire.
Il vantaggio che nessun bilancio di sostenibilità aveva previsto: le persone
C’è una dimensione dell’adesione a Smart Circular City di Borsino Rifiuti che va oltre la gestione dei rifiuti e oltre la rendicontazione ESG. È una dimensione umana, e riguarda le persone che lavorano ogni giorno nelle sedi PwC di Milano e Monza.
Entrare nella Smart Circular City di Borsino Rifiuti significa entrare in una rete viva di operatori economici locali. I dipendenti e collaboratori delle aziende aderenti — le maestranze, nel senso più ampio del termine — ottengono accesso illimitato alle offerte commerciali dell’ecosistema circolare: ristoranti, supermercati e strutture ricettive convenzionate nell’area metropolitana di Milano, a Roma e a Palermo, dove la Smart Circular City è già operativa.
Non si tratta di un programma fedeltà. Si tratta di un effetto rete: l’azienda che aderisce porta i propri collaboratori dentro un sistema di relazioni economiche locali che già include migliaia di residenti nei condomini del programma Condominio 100% Circolare che Borsino Rifiuti ha avviato come progetto unico nel panorama europeo proprio a Milano. Ristoranti, hotel e supermercati della città circolare non servono solo i clienti tradizionali — servono una comunità allargata di persone accomunate da una scelta di consumo consapevole.
Per PwC, questo si traduce in un beneficio concreto e immediato per le proprie persone: potere d’acquisto potenziato, offerte esclusive, connessione con il tessuto commerciale di prossimità. Un welfare aziendale che non costa, perché lo genera la circolarità stessa.
La città circolare come infrastruttura di comunità
Qui risiede la vera rottura di paradigma di Smart Circular City: le aziende non aderiscono a un servizio, entrano in una comunità.
Dall’altra parte ci sono i condomini. Migliaia di famiglie in edifici residenziali di Milano che hanno scelto il modello circolare per la gestione dei rifiuti urbani a recupero forti di della sentenza n. 1976/2026 del Consiglio di Stato ha stabilito che l’attività di raccolta dei rifiuti urbani destinati al recupero non rientra nella privativa comunale e opera in regime di libero mercato comunica Carmine Di Filippo Area Manager Borsino Rifiuti per il settore Condomini e proprietario della piattaforma leggecondominiale.it
Quando un’azienda come PwC entra nella Smart Circular City, i suoi dipendenti e quei residenti condividono lo stesso ecosistema commerciale. Il panettiere convenzionato conosce entrambi. Il ristorante sotto casa serve entrambi. La comunità si riconosce, si fidelizza, si consolida.
È economia circolare nel senso più letterale: non solo i materiali tornano, tornano anche le relazioni economiche.
La dichiarazione di Gian Luca Vorraro, Co-Founder & CEO di Taebioenergy
“Quando un’organizzazione della statura di PwC decide di uscire dal circuito municipale per entrare in un sistema a economia circolare certificata, non sta semplicemente cambiando il fornitore del servizio rifiuti. Sta cambiando la propria narrativa. Sta dicendo ai propri clienti, ai propri dipendenti e al mercato che la sostenibilità non è un capitolo del bilancio — è una scelta operativa, verificabile, misurabile giorno per giorno. Ma c’è qualcosa che va ancora oltre: i dipendenti PwC di Milano diventano parte di una comunità reale, condivisa con i residenti dei condomini circolari della stessa città. Fanno la spesa negli stessi supermercati, pranzano negli stessi ristoranti, soggiornano negli stessi hotel convenzionati. La Smart Circular City di Borsino Rifiuti non è una certificazione — è un’infrastruttura di comunità. E PwC ha scelto di farne parte.”
Il contesto: un mercato che sta cambiando
Il Consiglio di Stato, con sentenza n. 1976/2026, ha aperto il mercato della raccolta rifiuti residenziale ai privati. La riforma ARERA (Delibera 396/2025 – TICSER) trasformerà la TARI in cinque componenti entro il 2028, premiando chi riduce la produzione di indifferenziato. Le imprese che si muovono oggi costruiscono un vantaggio strutturale. Quelle che aspettano si troveranno a inseguire una transizione già avvenuta.
PwC ha scelto di muoversi oggi.






















