Milano, Rinascente si trasforma per il lancio de Il Diavolo veste Prada 2: installazioni, eventi e un takeover totale in vista della première del 23 aprile
A Milano, la moda incontra ancora una volta il cinema. Stavolta lo fa in grande, anzi gigantesco. Rinascente cambia pelle per qualche settimana e si presta a diventare palcoscenico urbano per Il Diavolo veste Prada 2, uno dei ritorni più attesi sul fronte cinematografico.
Non si tratta di una semplice operazione promozionale. Piuttosto di un takeover totale, che investe facciata, vetrine e interni.
Un’operazione che punta a far parlare, ma anche a trattenere le persone dentro lo store, tra installazioni e scenografie che rimandano all’immaginario del film.
Dal 14 aprile al 4 maggio, nel pieno della Milano Design Week, il flagship di Piazza Duomo diventa una sorta di set diffuso.
Un department store che si trasforma in set
Chi passa sotto il portico se ne accorge subito. Due décolleté rosse, alte quasi quattro metri, dominano l’ingresso. Sono impossibili da ignorare. Un richiamo diretto all’estetica del film, ma anche un elemento pensato per diventare virale.
Dentro, il cambio di atmosfera è ancora più netto. Scale mobili, ascensori, corridoi: tutto è coinvolto. Non solo decorazione, ma narrazione visiva. L’idea è chiara — costruire un percorso.
Il piano inferiore è quello più scenografico. Qui prende forma la redazione di Runway, la rivista fittizia che ha reso iconico il primo film. Scrivanie, moodboard, luci. E poi l’ufficio di Miranda Priestly, ricreato nei dettagli. Un ambiente riconoscibile per chiunque abbia visto il film, anche solo una volta.
Il richiamo di un cult che attraversa le generazioni
Il primo Il Diavolo veste Prada è uscito nel 2006. Quasi vent’anni fa. Eppure continua a circolare, a essere citato, condiviso. Merito anche delle interpretazioni, diventate ormai riferimento.
Su tutte quella di Meryl Streep nei panni di Miranda Priestly. Ma anche Anne Hathaway, insieme a Emily Blunt e Stanley Tucci, hanno contribuito a costruire un immaginario che va oltre il film.
Il sequel arriva quindi con un pubblico già pronto. Non solo nostalgico. Anche curioso di capire come quella storia si inserirà nel presente.
Un progetto che punta sull’esperienza
L’operazione, spiegano da Rinascente, è stata lunga. Mesi di lavoro. Non solo allestimento, ma costruzione di un racconto distribuito nello spazio.
Il punto non è vendere un prodotto specifico. O almeno, non solo quello. L’obiettivo è creare un’esperienza immersiva. Far restare le persone. Farle interagire.
E in effetti, il percorso include anche una sorta di “closet” con una selezione di brand del lusso. Accanto, i marchi partner del film — tecnologia, beauty, food — distribuiti tra vetrine e spazi interni.
Un mix che riflette bene il tipo di operazione: commerciale, sì, ma con ambizione culturale.
Il momento clou: la première italiana
Il calendario è scandito. Il 23 aprile sarà il momento centrale, con la première italiana del film. In quella data è previsto un evento speciale al settimo piano dello store.
Poi, qualche giorno dopo, l’uscita ufficiale: 29 aprile. Da lì in avanti, il pubblico potrà misurare se il sequel sarà all’altezza delle aspettative.
Nel frattempo, il negozio continua a vivere di questa trasformazione. Tra foto, social, passaggi veloci e soste più lunghe.
Merchandising e citazioni iconiche
Non manca il prodotto. Tra le proposte, una capsule di t-shirt in edizione limitata. Stampe con le frasi più celebri del primo film, vendute in formato blind box.
Un’idea che gioca sull’effetto sorpresa, ma anche sulla riconoscibilità. Perché, in fondo, il successo di questa operazione sta tutto lì: nella memoria condivisa.
E Milano, in questo momento dell’anno, è il posto giusto per amplificarla. Moda, design, turismo. Tutto converge.
Per qualche settimana, anche il cinema trova spazio tra le vetrine. E non resta sullo sfondo. Diventa protagonista.























