L’Università Politecnico ha avviato alcune importanti collaborazioni industriali per lo sviluppo dell’Internet delle cose. In arrivo il postino robot.

 

Pneumatici intelligenti, treni che anticipano i pericoli sul percorso, robot che consegnano la posta.

Queste e tante altre sono le strabilianti invenzioni messe in cantiere dal Politecnico di Milano in collaborazione con alcuni importanti marchi industriali.

Si parte con CyberTre, lo pneumatico interattivo che Pirelli immetterà sul mercato nel 2020.

Sperimentato insieme agli esperti dell’Università a partire dal 2012, il nuovo copertone per automobili sarà in grado di fornire all’autista, in tempo reale, una serie di informazioni utili a migliorare la sicurezza della guida: pressione, temperatura e stima del carico statico verticale medio in funzione del numero di passeggeri a bordo.

CyberTre 2.0, invece, sarà la seconda generazione di pneumatici intelligenti Pirelli, che, in un secondo momento, incrementerà l’efficienza della tecnologia con la possibilità di inserire, all’interno della gomma, un micro sensore ideato per allertare l’autista circa la presenza di pericoli lungo la strada; primo su tutti, l’aquaplanning.

Nella stessa ottica va la collaborazione avviata dal Politecnico con alcuni grandi marchi del settore ferroviario, tra cui Trenitalia, Hitachi Rail, Bombardier Transportation, Contact.

In particolare, sembra che gli ingegneri del gruppo di lavoro siano all’opera per mettere a punto un sistema di diagnostica che, a bordo dei convogli sia ad alta velocità che regionali, invierà a un apposito centro di controllo specifiche informazioni sullo stato dell’infrastruttura viaria e sulle eventuali necessità di intervento.

Infine, Yape, il piccolo robot mobile progettato dall’Università e da e-Novia che, nelle scorse settimane, ha mosso i primi passi tra i corridoi dell’Ateneo.

Si tratta di un veicolo ultra leggero ed elettrico che, tra non molto tempo, potrebbe essere sperimentato per la consegna della posta in città.

La sua struttura, infatti, è dotata di sensori e di videocamere per il controllo da remoto ed è compatibile con l’architettura di mobile edge computing, che le connessioni 5G di prossima generazione renderanno attuabile su vasta scala.

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