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Il Comune ha dato il via all’opera di messa in sicurezza del corso del fiume. La vasca sarà un ameno laghetto, circondato dal parco e da percorsi naturalistici

 

Ora è estate, e il caldo milanese picchia. Tra qualche mese, però, l’autunno porterà le piogge, e allora potremmo ritrovarci punto e a capo: il Seveso in piena non perdona.

A meno che non lo si contenga. È ciò che finalmente il Comune di Milano è in grado di annunciare.

Come vi avevamo comunicato lo scorso anno, infatti, i lavori per la costruzione della mega vasca di contenimento delle acque in esondazione del fiume in caso di straripamento, localizzata nell’area del Parco Nord, sono cominciati, e dovrebbero terminare non più tardi del 2022.

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L’ambizioso progetto, approvato e finanziato fin dal 2015, contempla tuttavia un piano strutturale ben più ampio, di cui la succitata vasca è solo il suggello.

Alla base, infatti, ci sono anche la costruzione di diverse aree di laminazione nei punti nevralgici del corso del fiume, a scendere dalla Brianza, nei territori di Senago, Lentate sul Seveso, Palazzolo, Paderno Dugnano, e a entrare nei confini della Città Metropolitana e di Milano.

Tutti lavori avviati, per un importo complessivo di 142 milioni di euro, di cui 112 dal Governo centrale, 20 dal Comune di Milano, 10 dalla Regione Lombardia.

Ma torniamo alla vasca che, tra qualche tempo, sorgerà presso il Parco Nord. Un vero e proprio laghetto, sebbene artificiale, che, risolti i dubbi e le perplessità avanzati dagli ambientalisti, concederà anche all’occhio la sua parte.

Lo specchio d’acqua, infatti, sarà, per gli abitanti della zona e per i milanesi che vi si vorranno recare, anzitutto un punto ricreativo: percorsi pedonali, piste ciclabili e un bosco adatto ai nidi delle diverse specie di uccelli ne faranno un locus amoenus, che farà presto dimenticare la sua essenziale funzione di accumulatore e filtrante delle acque in eccesso del fiume.

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Marco Granelli, assessore alla Mobilità e ai Lavori Pubblici del Comune di Milano, ha dichiarato: “Il Parco Nord è un tesoro da proteggere e anzi da ampliare. Con questo intervento salvaguardiamo i quartieri della città dalle esondazioni del fiume Seveso ma al contempo investiamo su un’area verde, costruendo un lago, piantando nuovi alberi e sottraendo al degrado altre aree che saranno restituite alla comunità. È stato un lungo percorso ma oggi con l’avvio dei lavori anche a Milano siamo certi di essere più vicini a liberare i milanesi da un flagello vecchio di cinquant’anni“.

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