Secondo la mappa degli istituti scolastici della città appena redatta dal Comune la percentuale degli studenti stranieri negli istituti lontani dal centro raggiunge la cifra record del 30%

 

San Siro, via Padova, Corvetto, Giambellino, Calvairate, Stadera, Ponte Lambro, Barona.

Sono le periferie cosiddette “difficili” di Milano, dove più alta è la concentrazione di scuole multietniche, ovvero di istituti in cui il numero degli studenti stranieri è considerevole e raggiunge, in certi casi, la percentuale inaudita del 30 per cento del totale della popolazione scolastica.

La mappa delle scuole multietniche, fatta redarre dall’assessore comunale all’Educazione Laura Galimberti su interrogazione della consigliera ed europarlamentare Silvia Sardone, indica che il suddetto picco di alunni stranieri si tocca all’interno di 63 scuole primarie e di 39 scuole medie, con un sensibile aumento rispetto ai dati dello scorso anno scolastico.

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A essere esente dalla presenza estera è soltanto la zona 1: gli istituti del centro storico della città registrano, tra gli iscritti, solo cognomi italiani.

Del resto, il fenomeno degli alunni stranieri nelle scuole della città è in buona parte apparente, poiché, numeri alla mano, risulta evidente che tra il 42% e l’85% di costoro, pur privi della cittadinanza italiana, sono nati e cresciuti nel nostro Paese.

Di fronte a questa situazione, le famiglie italiane spesso fuggono, cercando, per i propri figli, istituti dove la presenza straniera sia ridotta: qualche volta per razzismo, qualche altra per il timore che la qualità dell’insegnamento in simili scuole sia inferiore che altrove.

Non è di questo avviso, però, Costanzo Ranci, docente di sociologia economica al Politecnico, secondo gli studi del quale le classi miste non nuocciono all’apprendimento.

Anzi, queste ultime stimolerebbero la creatività, favorendo il confronto e l’arricchimento personale degli studenti.

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