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Sono diverse ed onerose le scadenze fiscali per le partite IVA che si concentreranno ad aprile: IVA, IRAP e tutti i versamenti mensili ordinari. Il terribile effetto delle proroghe fiscali e la speranza nel Decreto Ristori 5

 

Le diverse proroghe che vanno avanti ormai da agosto 2020 ed i successivi vari decreti ristori, il tutto impegnato più che altro a posticipare gli appuntamenti con il Fisco, hanno generato una quantità di scadenze fiscali non indifferenti per le partite IVA.

Aprile 2021 sarà quindi un mese orribile per i titolari di partita IVA: ben 6,8 miliardi di euro in tasse da pagare tra IVA, IRAP, contributi e imposte sui redditi, nonostante il “lavoro intermittente” causato dalla pandemia e soprattutto dalla colorazione discontinua delle Regioni.

L’attività di ripresa cassa da parte del Fisco, infatti, partirà dal 1° marzo con quasi 7 miliardi da incassare da parte dei contribuenti che hanno beneficiato delle proroghe anticrisi del Governo precedente, e della tanto discussa e proposta pace fiscale ancora non si sa nulla.

L’Agenzia delle Entrate, ferma fino al prossimo 28 febbraio, conserva ben 50 milioni di cartelle esattoriali che potrebbero partire già dal 1° marzo, a meno che non venga fermata da parte di qualche benevola decisione del nuovo Governo, ma ad oggi ancora non sa nulla.

Oltre quanto dovuto al Fisco, in merito agli arretrati rinviati e prorogati dai vari decreti del Governo precedente, le partite IVA, aventi il codice ATECO che compare nei vari allegati dei decreti anticrisi emanati dal Governo Conte, dovranno aggiungere a queste somme anche le scadenze ordinarie mensili.

Insomma, si prospetta un altro periodo decisamente impegnativo per le partite IVA, le quali dovranno, almeno per ora, pagare un conto molto salato.

Il nuovo esecutivo del Governo Draghi potrebbe però lavorare un DPCM che consenta di stabilire l’ammontare delle perdite dovute alla pandemia, al fine di consentire la cancellazione delle tasse dovute da parte delle partite IVA maggiormente colpite, affinando magari il futuro Decreto Ristori 5 estendendo la portata degli aiuti economici.

 

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