Le origini del nostro dolce natalizio, battezzato panettone dai Romani, si perdono nella notte dei tempi e risalgono al periodo celtico della città. Ma secondo la leggenda popolare si trattò dell’invenzione, casuale, di un cuoco molto furbo

 

È il dolce tipico del Natale milanese e uno dei simboli culinari italiani insieme al pandoro di Verona.

Ma quali sono le origini del panettone?

La storia di questa pietanza, una sorta di pane zuccherato all’aroma di vaniglia e guarnito di uva passa e canditi, è molto antica e attraversa i millenni di vita della nostra città.

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Le prime testimonianze risalgono addirittura al 600 a.C., quando Mediolanum era un piccolo agglomerato abitato dai Celti.

Costoro, in corrispondenza del solstizio di inverno, indicevano una festa di buon auspicio per la semina dei campi denominata Yule, e, in questa occasione, pare avessero l’usanza di condividere un pane zuccherato a base di orzo e ripieno di mele e uva.

Secoli dopo, nel 222 a.C., quando Mediolanum divenne parte della Repubblica di Roma, i suoi abitanti ereditarono dai Romani la festività dei Saturnali.

Era, quest’ultimo, un rito corrispondente al nostro Natale e dedicato a celebrare il trionfo di Saturno, il dio dell’inverno e della mitica Età dell’Oro, su Giove, il dio dell’estate, discendente direttamente dal primo dopo una lotta per la supremazia.

Nel periodo della festa era proibito lavorare e tutti, dopo le celebrazioni, avevano l’abitudine di gustare un dolce preparato con grano, orzo e una farcitura a base di miele e di frutta di stagione.

Di lì a poco, la pietanza cominciò a essere chiamata “panettone milanese”, come, più di mille anni dopo, in pieno Illuminismo, avrebbe confermato il celebre storico meneghino Pietro Verri, che definì il panettone un “pane di tono”, cioè un pane di lusso, da consumare solo in occasioni speciali.

Forse, però, la storia più suggestiva sulle origini del nostro dolce di Natale è quella partorita dalla fantasia popolare.

Secondo la leggenda, infatti, il panettone fu inventato alla corte di Ludovico il Moro alla vigilia di Natale dell’anno 1500.

Raccontano i milanesi che, in occasione di una cena molto importante, il dessert finì bruciato in cucina. Per evitare il peggio, uno dei cuochi, di nome Toni, che durante le ore di preparazione dei piatti aveva raccolto gli scarti e ne aveva composto una pasta dolce da portare a casa, pensò bene di servirla agli ospiti come dessert.

Ebbene, pare che l’impasto piacque così tanto al duca Ludovico che questi volle conoscerne a tutti i costi il nome. Toni, chiamato in causa, non seppe cosa rispondere. Fu il signore di Milano, allora, a decidere che il dolce si sarebbe chiamato “pane di Toni”, da cui panettone.

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