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Il decreto Rilancio, all’articolo 216, prevede la restituzione delle somme pagate dai clienti per attività ricreative non fruite a causa del blocco da Coronavirus

 

C’è il rimborso statale degli abbonamenti ai treni e quello ai mezzi di trasporto pubblico locale. Perché non anche quello per le palestre e, in generale, ai servizi offerti dai centri sportivi e ricreativi?

È la domanda che si sono posti al Governo, e che ha trovato risposta nell’ormai famoso decreto Rilancio.

L’articolo 216 del suddetto testo di legge, infatti, dedica un’attenzione particolare alla questione, e definisce tempi e modalità per il rimborso degli abbonamenti alle palestre, che tutti temevamo fossero andati persi a causa del blocco successivo all’epidemia di Coronavirus.

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Come procedere per ottenere la restituzione delle somme pagate?

Ebbene, chiunque disponga di un abbonamento sportivo valido e non fruito potrà rivolgersi direttamente alla direzione della struttura di cui è cliente, presentando richiesta ufficiale di rimborso previa acclusione dei seguenti documenti:

  • Titolo di acquisto
  • Prova del versamento effettuato
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A richiesta ricevuta e approvata, il gestore del centro sportivo avrà tempo 30 giorni per procedere al rimborso, che potrà concretarsi in due distinte modalità:

  • Versamento in denaro
  • Emissione buono di valore economico pari al periodo di tempo non usufruito
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