Per decenni è rimasta una promessa, un’idea, un’eterna trattativa. Ora, finalmente, c’è una data, una determina pubblicata e un percorso burocratico avviato. Il nuovo stadio San Siro di Milano non è più solo un progetto.
Il 24 marzo il Comune di Milano ha pubblicato la determina per l’avvio del procedimento di Valutazione Ambientale Strategica (VAS) relativo alla proposta di Piano Attuativo denominato “GFU San Siro”.
In parole semplici, è il primo atto formale dell’iter che porterà alla costruzione del nuovo impianto e, progressivamente, alla demolizione dell’attuale Stadio Meazza.
Cosa significa “GFU San Siro”
“GFU” sta per Grande Funzione Urbana, una definizione urbanistica che comprende l’intera area del comparto, non solo il campo da calcio e la struttura dello stadio. Il 5 novembre scorso Inter e Milan hanno firmato il rogito che ha ufficializzato il passaggio di proprietà del Meazza e dei diritti edificatori dal Comune di Milano ai due club, riuniti nella società Stadio San Siro S.p.A. Il prezzo concordato è di 197 milioni di euro, con la prima rata da 73 milioni già versata insieme agli arretrati per la manutenzione.
L’avvio della VAS è il passo successivo: senza di essa non si può adottare il Piano Attuativo, e senza il Piano Attuativo non si può approvare il progetto e avviare i cantieri.
Dove sorgerà il nuovo stadio San Siro, e cosa resterà del vecchio
Il nuovo stadio sorgerà sul lato ovest del comparto, dove oggi si trovano i parcheggi, con una capienza di circa 71.500 posti e due grandi anelli progettati per garantire visibilità totale. Il progetto è firmato dagli studi Foster + Partners e Manica, gli stessi architetti che hanno ridisegnato Wembley.
Fino al 2030-2031 Inter e Milan continueranno a giocare nel vecchio Meazza: la demolizione parziale inizierà nel 2031, per concludersi nel 2035 con il riadattamento a nuove funzioni.
Il Meazza non sparirà del tutto. Resterà in piedi la porzione sud-est, con parte della tribuna arancio e parte della curva sud, tutelata dalla Soprintendenza. Per l’ex Meazza conservato il destino sarebbe quello di trasformarlo in un complesso ibrido con uffici, area commerciale, centro medico, spazi culturali e servizi per la cittadinanza. Per diversi mesi, dunque, vecchio e nuovo stadio si troveranno fianco a fianco: una coesistenza che ha qualcosa di simbolico, tra il passato e il futuro del calcio milanese.
Ma perchè è necessario un nuovo stadio San Siro?
A marzo 2025 Inter e Milan avevano presentato al Comune un dossier di 253 pagine, il Documento di Fattibilità delle Alternative Progettuali, in cui illustravano nel dettaglio le ragioni alla base della scelta di costruire un nuovo impianto anziché ristrutturare il Meazza. Nel documento i due club analizzavano tre scenari: non fare nulla, ristrutturare lo stadio esistente, oppure costruirne uno nuovo. La ristrutturazione veniva esclusa per il rischio di “inadeguatezza anche dopo l’intervento”.
La terza via (nuovo stadio più conservazione parziale del Meazza) veniva indicata come l’unica in grado di rispondere a una serie di esigenze concrete.
Tra i vantaggi elencati nel dossier:
- un impianto moderno capace di ospitare eventi in maniera ottimale e di migliorare l’esperienza dei tifosi
- la valorizzazione dell’intera area circostante attraverso un masterplan verde che trasformi il comparto in un polo attrattivo anche per attività economiche e sociali
- la sostenibilità e l’innovazione, con soluzioni green ed energetiche che migliorino la percezione internazionale della città
- la risoluzione dei problemi acustici sul quartiere e vibrazionali della struttura durante le partite
- una progettazione inclusiva che elimini le barriere architettoniche
- il rispetto degli standard FIFA, UEFA e FIGC
- il miglioramento della sicurezza e della gestione dei flussi
- il totale rifacimento del tunnel Patroclo, con un conseguente miglioramento della viabilità dell’intera zona.
Le tappe da qui al 2035
Il percorso è lungo e ancora soggetto a possibili intoppi: ricorsi, pareri della Soprintendenza, verifiche ambientali. Ma il calendario ufficiale è questo: nella seconda metà del 2026 verrà presentato il Progetto di Fattibilità Tecnico-Economica per l’attivazione della Conferenza dei Servizi prevista dalla Legge Stadi. Nel 2027 partiranno i cantieri per la prima fase: il nuovo tunnel Patroclo e le fondamenta del nuovo impianto.
L’arena da 71.500 posti dovrebbe essere pronta entro la fine del 2030, con inaugurazione prevista nel 2031. Se ammesso nella white list UEFA, il nuovo stadio potrà ospitare le partite di Euro 2032. Dal 2032 al 2035 si procederà con il cosiddetto “comparto plurivalente”: uffici, hotel, parcheggi sotterranei e spazi commerciali.
L’impatto economico complessivo viene stimato in 4,6 miliardi di euro nella fase realizzativa, con oltre 18.000 posti di lavoro e un indotto valutato in più di 2 miliardi di PIL. A regime, la gestione dell’area potrebbe generare oltre 3 miliardi di attività economica l’anno.






















