La società immobiliare Coima e il Comune di Milano dovranno selezionare un progetto vincitore per la riqualificazione dell’edificio e del suo “braccio” su via Melchiorre Gioia. Tra le proposte, anche la riapertura del Naviglio della Martesana

 

Una soluzione che rivoluzioni lo scenario dell’incrocio, oppure una formula intermedia, che permetta di risparmiare risorse ma che tenga fede alla parola d’ordine da cui non prescindere: estetica.

Sono i due requisiti richiesti dalla società immobiliare Coima insieme al Comune di Milano nell’ambito della gara che dovrà eleggere lo studio di architettura vincitore del futuro appalto per la ristrutturazione del “Pirellino”, lo storico edificio collocato all’incrocio tra via Melchiorre Gioia, via Pirelli e via Sassetti e dalla cui ricostruzione emergerà una fetta significativa del nuovo quartiere Gioia-Porta Nuova.

Al centro dei progetti sottoposti finora all’attenzione dell’amministratore delegato di Coima, Manfredi Catella, e dell’assessore comunale all’Urbanistica, Pierfrancesco Maran, c’è l’eliminazione o la trasformazione dell’”orribile braccio” che dal piccolo grattacielo si allunga sopra via Gioia, congiungendosi con il versante opposto della strada, dove, da circa un anno, è sorto il giardino botanico in cui, recentemente, Palazzo Marino ha inaugurato la “Biblioteca degli alberi”.

Sfogliando le carte disegnate dagli architetti, si scovano idee certamente suggestive per il futuro dell’area.

In uno dei progetti, la stecca in questione è abbattuta e al suo posto viene immaginata o una seconda torre da affiancare al Pirellino, a sua volta ristrutturato, o un’unica nuova costruzione, che sostituisce l’edificio storico.

In un’altra ipotesi, il braccio sarebbe risparmiato, ma a patto di essere tramutato in un prolungamento sospeso del parco di fronte, munito di un enorme cubo di vetro sopra via Gioia.

Infine, la proposta più costosa, ma anche più avveniristica ed entusiasmante, prevede che il manto stradale della via sia rimosso, per riportare alla luce il tratto sottostante del Naviglio della Martesana che scorre fino ai Bastioni di Porta Nuova. Nel progetto, il braccio sparirebbe, e lascerebbe spazio a un grande anello alberato sospeso, aggrappato alle estremità di due nuovi edifici interconnessi con la “Biblioteca degli alberi”.

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