Nuova legge sul recupero dei crediti, ecco come farsi pagare

da | 23 Mag 2022 | Marketing-Web

Nuova legge sul recupero dei crediti, ecco come farsi pagare dal proprio debitore. I consigli di Dario Ramerini ed il metodo SEME.

 

Ultimamente si discute molto sulla nuova legge recupero crediti, la quale riguarda principalmente l’art. 50 del T.U.B. che rettifica l’art 633. del cod. proc. Civile.

L’argomento è il decreto ingiuntivo. L’intento è quello di renderlo più immediato, ma questo non esclude le spese e la perdita del cliente.

Infatti, chiunque si veda notificare un decreto ingiuntivo, per prima cosa, non vorrà più servirsi dall’azienda che, ai suoi occhi, sembra aver tradito la fiducia, non credendo alla promessa di pagamento.

Tanti dicono che la strada del decreto ingiuntivo sia parallela a quella della richiesta di un pagamento in via amichevole tra cliente e fornitore. Personalmente, la vedo in modo diverso.

Qualunque cliente senta una macchinazione, della serie, “mi viene notificato un decreto ingiuntivo e subito dopo ricevo una telefonata per trattare al fine di evitarne l’esecuzione”, necessariamente perderà la stima del suo fornitore.

Creare una relazione richiede soldi, sudore, servizio e tanto tempo, ma per trasformarla in una relazione di valore ci vuole anche tanta testa e soprattutto cuore!

 

Nuova legge recupero crediti

Secondo la nuova legge del recupero crediti ci vuole anche una negoziazione assistita per la richiesta di somme entro 50.000 €. Ma tutto questo forse è possibile evitarlo.

Per il bene tuo e del tuo cliente, che deve rimanere tale, al posto di sentirsi classificare come debitore insolvente.

Comunicando con lui/lei in modo etico e WIN/WIN, potresti riportare la relazione a brillare di sincerità fino a vederti restituire la somma che ti deve con apprezzabile velocità e semplicità!

Molto spesso vedo scrivere lettere in legalese che allontanano il cliente facendogli spegnere il cuore e accendere il pensiero vendicativo nei confronti di chi gli scrive così.

A cominciare dall’oggetto della lettera di recupero crediti, non c’è ascolto o empatia, ma rigida formalità che porta solo a raggiungere posizioni distanti e a volte anche diametralmente opposte.

 

Primo sollecito secondo la nuova legge recupero crediti

Lo trovi qui di seguito. Ma dopo averlo letto, la domanda è: “possiamo scriverlo in modo diverso?”

“Gentile cliente,
Dal nostro controllo contabile, abbiamo rilevato che la fattura n. yy di euro xyz, il cui pagamento è scaduto in data yxz, ad oggi non risulta ancora saldata.

Le chiediamo pertanto di procedere al pagamento della stessa trasferendo il saldo mediante modifico bancario al seguente IBAN zzy.

Se al momento del ricevimento della presente, avesse già saldato la fattura in oggetto, La invitiamo ad ignorare la suddetta richiesta.

In attesa del suo cortese riscontro, porgiamo distinti saluti.”

 

Continua a leggere sul sito www.recuoperaidrediti.it

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