Tutte le nuove mostre di settembre a Milano da mettere in agenda

da | 31 Ago 2026 | Arte e Cultura, Eventi a Milano

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Tutte le mostre più belle di settembre a Milano, ecco info e prezzi

Settembre rimette Milano in movimento e lo fa anche sul fronte dell’arte. Dopo la pausa estiva, musei, fondazioni e spazi espositivi tornano a riempire il calendario con nuove aperture, grandi nomi e qualche mostra che arriva alle ultime settimane utili per una visita.

Il programma delle mostre a Milano a settembre 2026 è particolarmente fitto. Si passa dall’arte contemporanea di Charmaine Poh e Shilpa Gupta ai maestri del Novecento, dalla fotografia internazionale al rapporto quasi ossessivo tra Salvador Dalí e la moda. E poi Picasso, i Brueghel, Andrea Branzi, Cao Fei, Giorgio Armani.

Ecco gli appuntamenti da segnare.

Charmaine Poh al MUDEC

Il MUDEC – Museo delle Culture apre la nuova stagione con Charmaine Poh, artista singaporiana-cinese premiata come Deutsche Bank Artist of the Year 2025.

La mostra Make a travel deep of your inside, and don’t forget me to take sarà aperta dal 18 settembre al 1° novembre 2026. È la prima personale italiana dedicata all’artista.

Poh lavora tra video, fotografia, scrittura e installazione. Al centro ci sono identità, memoria, corpo, immagine pubblica. Ma anche la presenza sempre più invasiva delle tecnologie digitali nel modo in cui costruiamo – e ricostruiamo – noi stessi.

Tra i lavori più rilevanti compare The Moon is Wet, installazione video su tre canali che mette in relazione il mito della dea marina Mazu con le esperienze delle lavoratrici domestiche migranti a Singapore.

Con Good Morning Young Body, invece, Poh torna al proprio passato di giovanissima attrice televisiva. Recupera materiali d’archivio e li porta altrove, fino a utilizzare il deepfake come strumento artistico e autobiografico.

Ingresso gratuito.

“Intime visioni” a palazzo Lombardia

Dal 16 settembre al 14 ottobre 2026, lo Spazio IsolaSET di Palazzo Lombardia, in via Luigi Galvani 14, ospita Intime visioni. ’900 segreto.

Sono 90 le opere esposte, firmate da 30 artisti italiani. Nel gruppo compaiono Renato Guttuso, Carlo Carrà, Aligi Sassu, Enrico Baj e Massimo Campigli, accanto a figure meno familiari al grande pubblico.

Il percorso, curato da Antonio D’Amico, non segue però la logica della semplice parata di grandi firme. Una parte guarda al paesaggio, ai territori e al modo in cui il colore cambia insieme ai luoghi. L’altra entra in una dimensione più privata, tra figure femminili e nudi.

Previsti anche percorsi rivolti alle scuole e iniziative pensate per rendere la visita accessibile a persone sorde, sordocieche, cieche e ipovedenti.

Ingresso gratuito, con prenotazione obbligatoria.

Bambini e anziani: al CMC la mostra fotografica

Non soltanto grandi retrospettive. Dal 24 settembre al 16 ottobre 2026, il Centro Culturale di Milano, in largo Corsia dei Servi 4, presenta Il ritmo della vita. Vecchi e bambini nella fotografia umanista del XX e XXI secolo.

La curatrice Angela Madesani ha scelto di mettere una di fronte all’altra due età spesso raccontate per stereotipi: l’infanzia e la vecchiaia.

Le immagini contemporanee dialogano con fotografie della collezione napoletana di Rita e Riccardo Marone. Tra gli autori figurano Max Baccetti, Paolo Simonazzi, Enzo Obiso e Paola Mongelli.

Il punto, più che l’età dei soggetti, è capire come sia cambiato il loro posto dentro l’immaginario collettivo. E come la fotografia abbia registrato quel cambiamento.

Ingresso gratuito.

Dalí e la moda a Palazzo Reale

Tra gli appuntamenti destinati ad attirare più pubblico c’è Dalí e la Moda, dal 24 settembre 2026 al 31 gennaio 2027 a Palazzo Reale.

La scelta delle date non passa inosservata: l’apertura coincide con la Milano Fashion Week.

La mostra entra nel rapporto tra Salvador Dalí e la moda, terreno sul quale l’artista catalano si mosse senza considerarlo affatto marginale rispetto alla pittura. In esposizione sono annunciati oltre 200 lavori e materiali tra dipinti, fotografie, disegni, abiti, gioielli e filmati.

Emergono le collaborazioni con nomi e maison che hanno segnato il Novecento, a cominciare da Elsa Schiaparelli, fino a Chanel, Dior e Rabanne. Spazio anche alla figura di Gala, compagna di Dalí ma pure parte fondamentale nella costruzione della sua immagine pubblica.

Apertura dal martedì alla domenica, con orario prolungato il giovedì. Lunedì chiuso.

Mostra a pagamento: biglietto intero indicato a 15 euro, ridotto 13 euro; disponibile anche la formula Open a 17 euro, oltre agli eventuali diritti di prevendita.

Sony World Photography Awards

Settembre porta in città anche una selezione legata ai Sony World Photography Awards, uno dei concorsi fotografici internazionali più conosciuti.

Il percorso riunisce immagini vincitrici e finaliste dell’edizione 2026. Tra i nomi di punta c’è Citlali Fabián, proclamata Photographer of the Year 2026.

Forte anche la presenza italiana. Jean-Marc Caimi e Valentina Piccinni hanno conquistato il primo posto nella categoria Ritratto con The Faithful, mentre Federico Borrella si è classificato terzo nella stessa sezione con un progetto dedicato ai discendenti dei coreani deportati in epoca sovietica.

Matteo Trevisan è arrivato secondo nella categoria Ambiente con Jinê Land: Where Women Keep the Earth Alive. Daniele Vita, invece, ha ottenuto il terzo posto nello Still Life con un lavoro sul pistacchio di Bronte.

Una mostra che cambia registro rispetto ai grandi nomi della pittura presenti in città e porta dentro temi sociali, ambientali e identitari attraverso la fotografia contemporanea.

Picasso e Milano al museo del Novecento

C’è tempo fino al 27 settembre 2026 per visitare al Museo del Novecento Il primo Picasso di Milano. Un moschettiere tra rivoluzione, antifranchismo e solidarietà internazionale.

Il protagonista è Homme assis, primo dipinto di Pablo Picasso entrato nelle collezioni civiche milanesi, nel 1972.

La mostra ricostruisce la storia che circonda quell’acquisizione. Non una semplice vicenda museale: fotografie e documenti riportano alla stagione delle mobilitazioni antifranchiste, ai rapporti tra Parigi, Cuba e Milano e alla grande iniziativa Amnistia. Que trata de España, organizzata a Palazzo Reale nel marzo del 1972.

L’acquisto dell’opera da parte del Comune, allora guidato dal sindaco Aldo Aniasi, finì così per assumere un valore che andava ben oltre quello artistico.

Il Picasso che emerge è quindi meno monumentale e più politico. Dentro una rete di solidarietà internazionale che negli anni Settanta attraversava anche Milano.

I Brueghel a Palazzo Reale

Pochi giorni dopo Dalí, Palazzo Reale apre un’altra grande esposizione. Dal 29 settembre 2026 al 31 gennaio 2027 arriva I Brueghel. Le origini dei generi pittorici in Europa.

Il percorso riunisce oltre 80 opere, tra dipinti, disegni e stampe, e guarda al ruolo della famiglia Brueghel nello sviluppo di generi che sarebbero diventati centrali nella pittura europea: paesaggi, nature morte, scene di vita quotidiana, battaglie, mondo contadino.

Si parte da Pieter Bruegel il Vecchio, per arrivare ai figli Pieter Brueghel il Giovane e Jan Brueghel il Vecchio. Quest’ultimo ha anche un legame diretto con Milano attraverso il rapporto con il cardinale Federico Borromeo.

La mostra è curata da Bernard Aikema e Carlotta Striolo.

Ingresso a pagamento: prezzi indicati a partire da 15 euro, ai quali possono aggiungersi i diritti di prevendita.

Cao Fei alla Fondazione Prada

Ultimo mese pieno, invece, per Dash di Cao Fei, visitabile alla Fondazione Prada fino al 28 settembre 2026.

Qui la campagna non ha molto di bucolico. L’artista cinese osserva la trasformazione dell’agricoltura globale attraverso droni, sensori, automazione e intelligenza artificiale, senza perdere di vista ciò che sopravvive del mondo contadino tradizionale.

Fotografia, realtà virtuale, video e materiali d’archivio occupano gli spazi del Podium.

Tra i lavori centrali c’è il film Dash del 2026. L’installazione Dash-180c cambia ancora prospettiva e porta il visitatore dentro lo sguardo di un drone agricolo ormai dismesso, immaginato in un futuro non troppo rassicurante.

Ingresso a pagamento: intero 15 euro, ridotto 12 euro. Con lo stesso biglietto è prevista la possibilità di visitare entro 30 giorni anche la sede di Osservatorio in Galleria Vittorio Emanuele II.

Leonardo, Boccioni e Keith Haring al castello Sforzesco

Al Castello Sforzesco prosegue fino al 27 settembre 2026 Passione Disegno. Da Leonardo da Vinci a Keith Haring.

Sono oltre sessanta le opere selezionate dalle raccolte del Gabinetto dei Disegni, che conserva complessivamente più di trentamila lavori su carta.

Il salto temporale è enorme. Si va da Leonardo da Vinci a Giovanni Battista Tiepolo, da Andrea Appiani e Gaetano Previati fino a Umberto Boccioni e Keith Haring.

Più che una storia lineare del disegno, la mostra lascia vedere quanto il foglio sia rimasto per secoli uno spazio di prova: annotazione, studio, intuizione, opera finita. A seconda dei casi.

L’esposizione è affiancata da workshop realizzati con la Scuola Superiore d’Arte Applicata del Castello Sforzesco.

Ingresso gratuito.

Andrea Branzi visto da Toyo Ito in Triennale

È una mostra dentro una relazione intellettuale, prima ancora che una monografica.

Fino al 4 ottobre 2026, Triennale Milano ospita Andrea Branzi by Toyo Ito. Continuous Present, progetto dedicato all’architetto e designer Andrea Branzi, scomparso nel 2023.

A firmarne l’allestimento è Toyo Ito, premio Pritzker e amico di lunga data di Branzi. Il risultato è un percorso che rifiuta una scansione troppo rigida e distribuisce oltre 400 lavori in undici sezioni.

Uno dei nuclei principali è dedicato a No-Stop City, progetto radicale sviluppato tra il 1969 e il 1972 con Archizoom Associati.

Disegni, modelli, installazioni e materiali audiovisivi ricostruiscono una ricerca che per decenni ha messo in discussione i confini tra città, oggetto, architettura e design.

Ingresso a pagamento: intero 16 euro, ridotto 11,50 euro, studenti 8 euro.

Giorgio Armani Privé al Silos

Chi cerca una mostra legata alla moda può spostarsi anche all’Armani/Silos, dove Giorgio Armani Privé 2005-2025. Vent’anni di Alta Moda resta aperta fino al 20 dicembre 2026.

È un viaggio attraverso vent’anni della linea couture presentata per la prima volta a Parigi nel 2005.

Gli abiti occupano l’intera superficie del Silos e compongono un racconto fatto di ricami, lavorazioni complesse, tessuti e costruzioni sartoriali. L’allestimento aggiunge una componente olfattiva e una colonna sonora originale de L’Antidote.

Ingresso a pagamento: intero 12 euro; sono previste riduzioni tra 6 e 8,40 euro.

È inoltre indicato l’ingresso gratuito la prima domenica del mese, nell’ambito delle aperture gratuite previste.

Shilpa Gupta alla GAM

Dal 14 settembre 2026 al 6 gennaio 2027, la GAM – Galleria d’Arte Moderna di Milano ospita One Palm Closer to the Sky, personale dell’artista indiana Shilpa Gupta.

Si tratta dell’ottava edizione del programma Furla Series.

Gupta lavora da anni intorno a temi come censura, linguaggio, libertà di movimento e costruzione delle identità. Lo fa usando mezzi differenti: scultura, installazioni luminose, video, suono.

Per la GAM sono previste anche nuove produzioni concepite espressamente per gli ambienti storici della galleria e costruite in relazione alla collezione permanente.

La mostra è curata da Bruna Roccasalva.

Ingresso a pagamento: biglietto intero 5 euro, ridotto 3 euro.


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