Scopri le mostre di giugno a Milano e dintorni: Arte, storia e fotografia per un’estate densa di cultura
Giugno porta con sé un calendario espositivo che, tra Milano e Como, non lascia molto spazio all’indecisione. Kiefer a Palazzo Reale, Werner Bischof al Diocesano, i Sony World Photography Awards, più Gastel a Palazzo Citterio e Turner a Como: cinque ragioni solide per non limitarsi alla terrazza del bar.
Alcune mostre sono già aperte da mesi, altre aprono proprio a giugno, ma tutte meritano il tempo che richiedono.
Anselm Kiefer. Le Alchimiste – Palazzo Reale (fino al 27 settembre)
C’è qualcosa di quasi inevitabile nel fatto che Anselm Kiefer abbia scelto la Sala delle Cariatidi per questo progetto. Quella sala porta ancora addosso i segni del bombardamento del 1943: pareti segnate, architettura ferita.
Kiefer non ha cercato di coprire niente. Ha dialogato con quelle ferite, costruendoci sopra un racconto di oltre quaranta grandi tele.
Al centro ci sono le alchimiste: donne di scienza, mistiche, studiose, quasi tutte dimenticate dalla storia ufficiale. Caterina Sforza, che a Milano nel Quattrocento compilò centinaia di ricette e formule. Isabella Cortese, Marie Meudrac, Mary Anne Atwood, Maria la Giudea.
Figure che Kiefer non si limita a evocare: le incarna attraverso una pittura materica, costruita con fuoco, elettrolisi, processi alchemici veri e propri. La materia non è solo tecnica, è il soggetto.
Non è la prima volta che questa sala ospita qualcosa di radicale: nel 1953 ci fu la Guernica di Picasso. La memoria del luogo è parte dell’opera, e Kiefer lo sa benissimo.
Come arrivare: MM1/MM3 fermata Duomo. Accesso esclusivamente dallo Scalone dell’Arengario, Piazza Duomo 1. Biglietti: Open €17, intero €15, ridotto da €10 a €13.
Werner Bischof. Point of View – Museo Diocesano (fino al 18 ottobre)
A 110 anni dalla nascita, il Museo Diocesano Carlo Maria Martini dedica a Werner Bischof una mostra che vale il viaggio già solo per le 200 fotografie vintage originali. Membro di Magnum Photos dal 1949, Bischof è stato uno di quei fotografi che sapevano stare nel mezzo delle cose senza farsi travolgere: rigore documentario e sensibilità quasi pittorica, insieme.
Il percorso è cronologico ma non freddo: si parte dalla Svizzera degli anni Trenta, si passa attraverso l’Europa devastata del dopoguerra, poi l’Asia tra il ’49 e il ’53 (India, Giappone, Corea, Indocina), e si chiude con i viaggi nel continente americano, interrotti dalla morte nel 1954 in Perù, a 37 anni. Accanto alle fotografie ci sono contact sheets e un documentario.
E i suoi taccuini, con schizzi e annotazioni che mostrano come si preparasse all’incontro con i luoghi e le persone prima ancora di alzare la macchina.
La mostra ha anche un orario serale interessante: dalle 17.30 alle 22.30 da Corso di Porta Ticinese 95, con formula unica da €12 che include prima consumazione all’InChiostro Bistrot. Fuori da abbonamenti e riduzioni, ma è un modo diverso di vedere le cose.
Orari diurni: martedì-domenica 10.00-18.00, ingresso da piazza S. Eustorgio 3. Biglietti: intero €9, ridotto €7.
Sony World Photography Awards 2026 – Museo Diocesano (dal 10 giugno)
Stessa sede, altro registro. Dal 10 giugno al 4 ottobre, il Diocesano ospita anche la mostra dedicata ai Sony World Photography Awards 2026: XIX edizione, oltre 430.000 immagini da più di 200 paesi, selezione dei lavori vincitori e finalisti. Un concorso che negli anni è diventato uno dei termometri più affidabili della fotografia contemporanea, utile per capire dove sta andando il mezzo e chi sono i nomi da tenere d’occhio.
Stessi orari e stessa formula di Bischof per gli ingressi serali. Biglietti: intero €9, ridotto €7.
Giovanni Gastel – Palazzo Citterio (fino al 26 luglio)
A Palazzo Citterio, la mostra dedicata a Giovanni Gastel non segue un ordine cronologico. La scelta del curatore Uberto Frigerio è tematica e poetica: un modo per entrare nel lavoro di uno dei fotografi italiani più riconoscibili senza appiattirlo su una linea del tempo.
Gastel è stato tra i primissimi in Italia a lavorare sulla post-produzione digitale, già negli anni Novanta, quando molti ancora discutevano se il digitale fosse fotografia vera. Quella tensione tra artigianalità e innovazione è probabilmente il filo che tiene insieme tutto.
La mostra è realizzata da La Grande Brera con l’Archivio Giovanni Gastel, in collaborazione con l’Agenzia Guardans-Cambó. Tempo rimasto: poco più di un mese.
Turner: l’incanto del lago di Como – Como (fino al 27 settembre)
Per chi è disposto a spostarsi, Como offre uno degli appuntamenti più solidi della stagione. William Turner a Palazzo del Broletto e alla Pinacoteca civica, con tutte le opere provenienti dalla Tate di Londra: una collaborazione importante, curata da Elizabeth Brooke, che ricostruisce il rapporto tra il paesaggio italiano e il pittore romantico inglese per eccellenza.
Il lago di Como e il territorio circostante non sono solo uno sfondo: la mostra documenta come quel paesaggio abbia contribuito a definire la sua cifra espressiva. Turner viaggiava, e i viaggi lo cambiavano. Vale la trasferta.
Cinque mostre molto diverse tra loro, distribuite su un arco temporale che copre tutta l’estate. Il consiglio è di non aspettare settembre.






















