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Queste mostre a Milano a dicembre (alcune immersive) sono imperdibili

da | 1 Dic 2025 | Eventi a Milano

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Mostre a Milano a dicembre: tutte le mostre più belle di visitare, alcune immersive, per prepararsi al Natale senza rinunciare ad arte, cultura e intrattenimento

Dicembre a Milano non è soltanto shopping natalizio e strade illuminate. È soprattutto arte che vibra. Se ami i grandi maestri del Novecento, troverai eventi che celebrano icone incontestabili.

Se il tuo cuore batte per l’arte contemporanea, ti aspettano installazioni e percorsi immersivi che connettono tecnologia, identità e futuro.

Scegli la tua mostra, prenditi il tuo tempo, cammina con occhi curiosi: l’arte è un dialogo, e a dicembre Milano ti invita a farne parte. Ecco la nostra selezione di mostre imperdibili a dicembre a Milano.

Monet: L’Esperienza Immersiva. Dal 5 dicembre 2025

A Ventura Milano ti aspetta Monet: L’Esperienza Immersiva, un viaggio digitale dentro l’opera del grande maestro impressionista.

Proiezioni a 360 gradi, ambienti sonori e realtà virtuale ti permettono di entrare in un dipinto, seguendo il movimento delle pennellate e la vibrazione della luce.

Qui la pittura non è un quadro appeso: è uno spazio abitabile. Scopri la vita, le tecniche e i segreti di Monet attraverso un’esperienza multisensoriale che avvicina l’arte a chiunque, senza mediazioni accademiche.

Una porta ideale per chi vuole vedere la bellezza non come oggetto, ma come esperienza viva.

Kandinsky e l’Italia. Fino al 12 aprile 2026

La mostra Kandinsky e l’Italia ti aspetta al Museo MA*GA di Gallarate con oltre 130 opere, offrendo una nuova prospettiva sul legame tra il maestro dell’astrattismo e il contesto italiano.

Curata da Elisabetta Barisoni ed Emma Zanella, nasce da una collaborazione con la Fondazione Musei Civici di Venezia. Qui non incontrerai solo Kandinsky: incontrerai gli artisti che hanno saputo cogliere la sua rivoluzione e trasformarla.

Il percorso parte dal periodo europeo degli anni Venti e Trenta, quando Kandinsky insegna al Bauhaus e dialoga con figure come Paul Klee e Miró. È un’epoca in cui il linguaggio astratto diventa una lingua comune senza confini.

Il 1934 rappresenta un momento simbolico: la personale alla Galleria del Milione di Milano apre la strada a un cambiamento che coinvolge artisti come Fontana, Melotti, Licini, Veronesi e Soldati.

La mostra ti mostra quell’energia come un’onda lunga che attraversa il Novecento, fino al secondo dopoguerra, quando l’eredità kandinskiana ispira gruppi come Forma, MAC e Origine, e dialoga con figure come Carla Accardi, Capogrossi e Vedova.

Un’occasione rara per comprendere come nasce l’astrazione italiana, e quanto debba al suo maestro russo.

Eterno e visione. Fino al 6 aprile 2026

Alle Gallerie d’Italia ti attende un confronto tra due città protagoniste di un periodo decisivo: Eterno e visione. Roma e Milano capitali del Neoclassicismo.

L’esposizione copre l’arco storico che va dalla discesa napoleonica del 1796 al Congresso di Vienna del 1815, un momento in cui l’Europa cambia volto e con essa l’Italia.

Roma conserva la solennità di una capitale del passato, riflettendo una bellezza ideale, eterna. Milano, invece, cerca di diventare centro culturale modernissimo, costruendo un’estetica aperta, dinamica e imprenditoriale.

La mostra ti accompagna tra opere, committenze e linguaggi che mostrano come artigiani, artisti e intellettuali abbiano reagito alla tensione fra prestigio storico e desiderio di futuro.

Qui capirai che il Neoclassicismo non è nostalgia, ma reinvenzione del classico per interpretare tempi nuovi.

Jack Vettriano. Fino al 25 gennaio 2026

Al Museo della Permanente troverai una retrospettiva dedicata a Jack Vettriano, artista scozzese amatissimo dal pubblico internazionale.

Le sue tele sembrano fotogrammi di un film: strade bagnate di pioggia, incontri inattesi, danze segrete. Vettriano dipinge emozioni trattenute, sospensioni, storie mai raccontate.

La mostra raccoglie oltre 80 opere, tra cui nove oli su tela e numerosi lavori su carta museale a tiratura unica.

Il percorso include un ciclo fotografico realizzato nel suo studio dal ritrattista Francesco Guidicini e un video autobiografico in cui Vettriano riflette sul suo stile e sulle sue origini.

Hito Steyerl. The Island. 4 dicembre 2025 – 31 agosto 2026

All’Osservatorio Fondazione Prada, Hito Steyerl presenta The Island, un progetto site specific che intreccia cinema, scultura e ricerca teorica.

La mostra ti invita a riflettere sulla società in cui vivi: il rapporto tra tecnologia e potere, la crisi climatica, le pressioni sull’indagine scientifica e le derive autoritarie alimentate dall’intelligenza artificiale.

Steyerl parte da un aneddoto raccontato dal critico Darko Suvin. Durante un bombardamento nel 1941, il giovane si consolò immaginandosi all’interno di un film di Flash Gordon.

Da quella fuga mentale nascono interrogativi sulla capacità umana di creare mondi paralleli per sopravvivere.

L’artista esplora questi concetti con un nuovo film e una serie di installazioni che riorganizzano spazio e tempo, prendendo in prestito la logica della fisica quantistica e della fantascienza.

Carlos Idun-Tawiah: Hero, Father, Friend. Fino al 25 gennaio 2026

In Triennale Milano puoi scoprire Hero, Father, Friend, progetto fotografico di Carlos Idun-Tawiah, vincitore della sezione Segnalazioni del Photo Grant 2025.

È un diario personale che racconta l’assenza del padre attraverso relazioni sostitutive: lo zio sulla spiaggia, il nonno durante le lezioni di pianoforte, i cugini nel calcio improvvisato.

Il lavoro non cerca una consolazione, ma ti mostra una verità semplice: la paternità può manifestarsi in molte forme, e non sempre coincide con quella biologica. Idun-Tawiah intreccia memoria e finzione, infanzia e adultità, invitandoti a rileggere la tua storia personale.

Il progetto è presentato insieme a Reinas di Fabiola Ferrero e a un’anteprima della Open Call 2025, offrendo una panoramica ricca sulla fotografia come strumento di identità e resilienza.

Arte Circolare. Fino al 6 gennaio 2026

Sempre in Triennale, Arte Circolare riunisce dieci giovani artisti italiani under 35 per riflettere sul rapporto tra arte e sostenibilità ambientale.

Il progetto, promosso da CONAI, non è una semplice denuncia: è un laboratorio di immaginazione, dove i materiali si trasformano in organismi, tessuti narrativi e visioni future.

Troverai sculture ibride, installazioni in dialogo con la natura e proposte che mostrano come creatività e responsabilità possano convivere.

In un’epoca in cui l’impatto ambientale è centrale, gli artisti ti dimostrano che inventare significa anche prendersi cura. La mostra è a ingresso gratuito: un invito aperto a tutti.

61° Wildlife Photographer of the Year. Fino al 25 gennaio 2026

Il Museo della Permanente ospita la 61ª edizione di Wildlife Photographer of the Year, la mostra di fotografia naturalistica più prestigiosa al mondo.

Qui ammiri 100 scatti premiati, retroilluminati per esaltare i dettagli dei soggetti: la luce definisce galassie di piume, riflessi marini, pelli vive, paesaggi incontaminati.

L’immagine vincitrice, Ghost Town Visitor, di Wim van den Heever, raffigura una iena bruna che esplora una città mineraria abbandonata in Namibia. È una visione potente: la natura che torna a reclamare gli spazi umani.

Tra i premiati italiani troverai ritratti di rapaci, ghiacci, foreste distrutte: testimonianze del rapporto fragile tra uomo e pianeta

I tre grandi di Spagna: tre visioni, una eredità. Fino al 25 gennaio 2026

Alla Fabbrica del Vapore ti aspetta una mostra monumentale: I tre grandi di Spagna.

Picasso, Miró e Dalí sono presentati come tre rotte della stessa fuga: dalla Catalogna al mondo, dall’Accademia alle avanguardie, dal reale all’inconscio.

Il percorso si articola in sei sezioni e racconta l’evoluzione della loro poetica: la formazione, la spinta modernista catalana, l’esperienza parigina, fino al cuore pulsante del Surrealismo.

Oltre 250 opere provenienti da importanti musei e collezioni private mostrano simboli, segni e ribellioni che hanno definito il Novecento.

Andrea Crespi. Artificial Beauty. Fino al 25 gennaio 2026

Negli spazi industriali della Fabbrica del Vapore puoi vivere Artificial Beauty di Andrea Crespi, un percorso che indaga la metamorfosi della bellezza tra classico e intelligenza artificiale.

Canova diventa moltiplicazione specchiata, Venere si trasforma in avatar, la Nike di Samotracia trova nuove incarnazioni digitali.

L’opera-manifesto Have no fear of perfection apre la mostra con una provocazione: nell’era dell’estetica algoritmica, la bellezza è reale o artificiale?

The Artist and The Thief ti mette al centro del dilemma creativo: chi è artista e chi è imitatore quando l’IA replica, rielabora e sottrae.


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